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Argentina: per Benetton.com: Il caso Mapuche è chiuso


La Fabrica di Ponzano sforna un nuovo portale e conferma che donerà 7.500
dei suoi 900.000 ettari al governo della provincia argentina del Chubut.
Secondo Benetton, questo è l¹²esito finale² del conflitto aperto in
Patagonia da Rosa e Atilio Curiñanco, gli indigeni mapuche processati e
sgomberati dalla terra in cui hanno sempre vissuto
8 novembre 2005 - Marco Calabria

C' è chi lo dipinge come il gruppo più dinamico dell¹imprenditoria italiana e
chi sostiene che l¹impero vacilla. Di certo, all¹Headquarters di Ponzano
Veneto, si lavora sodo per restare, come si dice, al passo con i tempi.
Benetton vende maglie col marchio Barbie per ³ragazze sempre in movimento² e
mutande dalle tendenze creative ³perché il gusto della grande moda sia a
diretto contatto con la nostra pelle². Vende tessuti in puro cachemire,
reggiseni, orologi, preservativi, gioielli, scarpe, zainetti.
Negli ultimi vent¹anni, tuttavia, forse Benetton ha più comprato che
venduto. Tanto che controlla, partecipa o gestisce banche, assicurazioni,
fondazioni, colossi della ristorazione, autostrade, società immobiliari,
telefoniche e finanziarie, stazioni ferroviarie, squadre di basket e rugby,
biblioteche e immensi latifondi.
La pietra filosofale della famiglia è sempre stata la strategia della
comunicazione, la ³cifra² di un¹idea della modernità tra le prime a guardare
ben al di là del fordismo. L¹ultima novità del ramo si chiama
www.benettontalk.com <http://www.benettontalk.com> , un grazioso portale
tradotto in sette lingue e realizzato con la consulenza di autorevoli firme
del giornalismo scientifico di sinistra. Con Benettontalk, dunque, ³il
Gruppo agisce, comunica ciò che fa. E ascolta: accoglie i pareri del mondo².
E Talk serve anche ad aprire ³un dialogo con i giovani nel mondo della rete
su un tema importante come quello delle terre e i popoli indigeni². Già
perché ³iniziamo con la Patagonia (un tema che ci riguarda direttamente) e
con le lingue in via d¹estinzione (un tema che dovrebbe riguardare tutti)²,
si legge nell¹editoriale di presentazione. Un avvio coraggioso, perché lo
sgombero di Atilio Curiñanco e Rosa Nahuelquir, indigeni mapuche della
Patagonia argentina, è la macchia che ha sporcato un¹immagine costruita per
anni con fine perizia e investimenti faraonici. La storia della coppia e del
loro minuscolo fazzoletto di terra ha fatto il giro del mondo. Carta l¹ha
raccontata dall¹inizio, era il 2002, fino all¹incontro ³fallito² a Roma un
anno fa (vedi www.carta.org/campagne <http://www.carta.org/campagne> ),
quando i mapuche vennero a raccontarci tutto in redazione. Ma sono state le
reti web a farla cavalcare in ogni angolo del pianeta. Le campagne di
pressione spuntavano come funghi, basta digitare su ³google² le parole
³mapuche² e ³benetton² per farsene un¹idea.
A pensar male, dicono i pessimisti, si fa peccato ma s¹indovina spesso. La
domanda sorge spontanea: un portale così interattivo e ricco di buone
immagini non servirà proprio a far retrocedere nei motori di ricerca i siti
che riportano le campagne ostili? Lo lascerebbe credere anche il fatto che
il ³dialogo con i giovani² navigatori comincia con l¹annuncio di una
³notizia² da far tremare i mouse: ³Benetton donerà 7500 ettari di terra al
governo della Provincia del Chubut².
C¹è un nuovo luogo virtuale, dunque, in cui Luciano Benetton non vende né
compra, regala terra e consigli: ³A nostro parere², ha scritto l¹11 ottobre
nel fitto carteggio con Adolfo Perez Esquivel, ³quel terreno offre
importanti prospettive di sviluppo turistico. Ma (S) intendiamo rispettare
l¹autonomia delle autorità locali, riservandoci solo di vigilare affinché le
scelte compiute vadano effettivamente a favore delle popolazioni indigene².
Una vigilanza impegnativa, perché il governo del Chubut è da tempo accusato
di razzismo dagli indigeni.
La ³notizia² di BenettonTalk non è certo una novità, l¹annuncio del regalo
provocò a suo tempo, un anno fa, l¹indignazione dei mapuche. ³Lei non può
regalare ciò che non è suo², disse Atilio a Benetton di fronte a Perez
Esquivel. E Mauro Millan, portavoce dell¹associazione di cui fanno parte i
Curiñanco, ci spiegò che Benetton non aveva fatto loro alcuna offerta,
preferiva parlare ad ³autorità argentine corrotte e asservite alle
multinazionali².
Quel che davvero sorprende è che a BenettonTalk pensino che la restituzione
allo stato argentino di un terreno situato a oltre cento chilometri dal
predio Santa Rosa, il lotto di 385 ettari da cui hanno fatto cacciare Rosa e
Atilio, possa essere l¹²esito finale² della vicenda. Pensare ³positivo²
dev¹essere un nuovo asse strategico a Ponzano, anche perché il Gruppo spiega
di aver ³deciso di assumere un ruolo attivo per contribuire alla risoluzione
di questa questione secolare². Di scendere in campo, insomma, malgrado Talk
riconosca che il conflitto ³evidenzia concezioni opposte sul diritto di
proprietಠ(S): da un lato, la visione Ooccidentale¹ della proprietà e dei
suoi titolari, discendente dal diritto romano e dall¹economia capitalistica;
dall¹altro, la cosmovisione mapuche, per cui essere proprietario significa
essere parte di un territorio, appartenere alla natura².
A Roma, i mapuche dissero a Benetton che sbaglia a considerarli ³gente da
museo². A gennaio molti giornalisti saranno pronti a esporre il Gran Pavese
per salutare il dono delle terre di Gualjaina, ma c'è da scommettere che la
voce dei Curiñanco non verrà sepolta da tanto rumore.
Dal Chubut, intanto, il signor Juan Paitén e una Ong patagonica, Amutuy
Quimey, lanciano nuove pesanti accuse: ³Benetton avvelena l¹acqua che
beviamo con preparati chimici usati contro le zecche dei suoi animali nella
tenuta di El Maitén². Grazie a BenettonTalk, avremo certo modo di appurare
l¹attendibilità di questa notizia. Quella del regalo come ³esito finale² di
una storia tanto piccola quanto ardua da rimuovere è un po¹ vecchia. Sa
d¹informazione ³Fabricata² e non basterà a smontare le campagne sui colori
opachi del padrone di 892.500 ettari di Patagonia.

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