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Colombia: governare con tenerezza

15 novembre 2005 - Angela Castellanos (giornalista colombiana, lavora per media nazionali ed internazionali)
Fonte: Centro di ricerca per la pace

Bogota', Colombia. Angelica Lozano e' ben conosciuta a Chapinero come
procuratrice legale perle sue "crociate" contro la corruzione governativa.
Oggi, la ventinovenne avvocata sta lavorando dall'interno
dell'amministrazione locale. Da agosto e' la "prosindaca" di Chapinero,
ovvero un'amministratrice cittadina nominata dal sindaco.
Cio' la mette nella posizione di dover disegnare il bilancio del suo
distretto, che comprende 136.000 persone. Lozano dice che sta mettendo
particolare impegno nel galvanizzare la sua comunita' affinche' participi
alla costruzione di un processo partecipativo che renda il bilancio piu'
trasparente. "In passato, gli amministratori locali premevano perche' nel
bilancio vi fossero investimenti relativi ai loro interessi economici o
politici. Io voglio mettere i soldi dove ce n'e' bisogno, in accordo con il
processo di consultazione che sto costruendo con la comunita'".
Con tutto quello che ha da fare, di una cosa Angelica Lozano non deve piu'
preoccuparsi, ovvero di essere in minoranza. Quest'anno, le amministratrici
con il suo stesso ruolo non sono solo una maggioranza, ma detengono il
completo monopolio.
Il 6 agosto, mentre striscioni con la scritta "Il diritto di governare con
tenerezza" sventolavano dal vecchio edificio che ospita il municipio, il
sindaco Garzon ha nominato venti donne per i venti posti di prosindaco
disponibili. Nella precedente amministrazione di Bogota' le donne in tale
posizione erano sei. Il sindaco ha dichiarato di voler eliminare la
corruzione: a questo proposito afferma che le donne hanno una reputazione di
amministratrici leali ed efficienti, e che saranno piu' oneste nel valutare
le offerte pubbliche per i contratti. "In questo campo le donne ispirano
fiducia", ha detto Garzon al principale quotidiano colombiano, "El Tiempo",
"Sono piu' del 50% della popolazione del paese e sono molto sensibili alle
politiche sociali".
Uno studio di luglio della Commissione Interamericana sui diritti umani,
segnala che i bisogni delle donne non sono presi in considerazione dallo
stato colombiano, e che le loro voci non sono ancora incluse nella
formazione degli interventi pubblici.
Helena Alviar, docente di legge all'Universita' delle Ande di Bogota',
dubita che la decisione del sindaco Garzon cambiera' qualcosa: "La sua
determinazione nel nominare venti donne mostra che ci sono piu' donne che
uomini con le qualifiche e l'istruzione necessarie a svolgere quel lavoro,
dice. Tuttavia, si tratta di incarichi politici, percio' il principale
criterio di selezione deve essere stato l'impegno a sostenere l'agenda
politica del sindaco".
Non e' cosi', risponde Angelica Lozano: "Abbiamo prevalso nella selezione
perche' abbiamo potenziale, capacita' ed esperienza. Chi dice che si tratta
di incarichi politici si stava aspettando proprio una distribuzione politica
dei posti fra maggioranza ed opposizione. Non e' accaduto: siamo donne
provenienti da un largo spettro di movimenti politici e alcune di noi non
hanno alcuna affiliazione politica del tutto".
*
La Colombia e' stata devastata da una guerra civile durata decenni, che ogni
anno ha sacrificato circa 3.000 vite. A Bogota' arrivano ogni giorno circa
cinque famiglie senza casa e senza lavoro, rese profughe dai conflitti nelle
zone rurali. Le prosindache hanno il compito di implementare nei loro
distretti programmi che affrontino la poverta', la salute pubblica,
l'istruzione, il lavoro, in una citta' che conta nove milioni di persone.
Questo significa che le venti donne (avvocate, ingegnere, storiche,
sociologhe, docenti di contabilita' e politica) dovranno essere buone
negoziatrici. Realizzare il programma significa che lavoreranno con piccole
e grandi industrie, scuole pubbliche e private, proprietari terrieri ed
affittuari, lavoratori e disoccupati, e con la polizia per quanto concerne i
problemi relativi alla violenza ed al crimine.
Gli oppositori di Garzon lo accusano di aver discriminato gli uomini, e di
aver effettuato le scelte in modo non trasparente. Il sindaco di Bogota'
viene eletto direttamente dai cittadini; i prosindaci sono nominati dal
sindaco sulla base del risultato di esami e colloqui. Garzon ha ribadito la
propria autonomia e il proprio diritto legale di scegliere: "Non ho infranto
alcuna procedura. L'unica cosa che ho infranto e' lo stereotipo sessista che
non riconosce le potenzialita' delle donne".
Nel 1999, in Colombia e' passata una legge fortemente voluta dalla
quarantaduenne senatrice Viviane Morales, che riserva alle donne il 30% dei
posti nelle posizioni ministeriali e nelle istituzioni pubbliche, e richiede
che nei tribunali su tre giudici almeno uno sia donna. Dall'approvazione
della legge, per fare un esempio, nelle posizioni ministeriali le donne sono
passate al 38% dal 13% che avevano nel 1998.
Le venti prosindache di Bogota' rappresentano un evento comunque
straordinario, se si pensa che la maggior percentuale che le donne avevano
ottenuto in queste posizioni era il 30% del 2001.
*

Note:

Per maggiori informazioni:
- Alcaldia Mayor de Bogota Mujer y Generos:
www.bogota.gov.co/equidad/equidad.php
- Universidad Nacional de Colombia Escuela de Estudios de Genero:
www.humanas.unal.edu.co/genero/

traduzione di Maria G. Di Rienzo

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