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Nicaragua: settore pubblico in subbuglio

Le prime proteste dei settori pubblici in attesa dell'approvazione del Bilancio Generale della Repubblica
16 novembre 2005 - Giorgio Trucchi

Il settore pubblico ha cominciato ad alzare la voce di fronte al nuovo Piano Strutturale imposto dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che obbliga il Governo e la Asamblea Nacional a ridurre la Spesa Pubblica, a mantenere un tetto massimo di aumento degli stipendi del 9 per cento (che con la svalutazione del cordoba nei confronti del dollaro significa praticamente un congelamento dei salari), a nuovi esborsi per coprire il Debito interno, ad abbassare il deficit fiscale al 1,5 per cento del Prodotto Interno Lordo (cosa inimmaginabile perfino in Europa o ancora meno, negli Stati Uniti), all'aumento dell'energia elettrica del 25 per cento e all'approvazione di una legge di riforma della Legge sui Trasferimenti ai Municipi, per impedire che tali trasferimenti lievitino al 10 per cento del Bilancio della Repubblica, come previsto dalla legge stessa.
Le prime proteste sono state quelle dei medici, che da due giorni hanno paralizzato l'intero Sistema Sanitario nazionale chiedendo un aumento del 140 per cento, che li porterebbe ad equiparare i propri stipendi alla media centroamericana.
Anche il settore Istruzione ha già minacciato di bloccare l'inizio del prossimo anno scolastico (febbraio 2006) se non verranno rispettati gli accordi firmati all'inizio dell'anno e che prevedevano gli aumenti salariali a partire dal prossimo mese di dicembre.
Le università hanno già manifestato durante i giorni scorsi affinché si approvi il famoso 6 per cento del Bilancio della Repubblica previsto dalla Costituzione. Attualmente il Governo starebbe destinando solo il 4,3 per cento e quindi è probabile che inizino nuovamente le proteste studentesche che, negli scorsi anni, hanno già provocato morti e feriti tra studenti e polizia.
Anche il settore Giudiziario ha minacciato l'inizio di scioperi se non verrà rispettato il 4 per cento del Bilancio previsto dalla Costituzione e i Parlamenti Regionali della Costa Atlantica hanno gridato la loro rabbia per l'abbandono in cui versano le loro comunità e i loro municipi, oggi ancor di più dopo le alluvioni e l'impatto dell'Uragano Beta.

Un altro settore che verrebbe colpito dal Piano imposto dal Fmi, è quello dei Municipi.
Durante la giornata di oggi, 15 novembre, 125 dei 153 sindaci del Nicaragua, organizzati nella Associazione dei Municipi del Nicaragua (Amunic), hanno percorso le strade di Managua insieme ai consiglieri e ai lavoratori comunali per chiedere ai deputati di non accettare la proposta del Governo di approvare la riforma della Legge sui Trasferimenti Municipali, che prevede un incremento dei finanziamenti pubblici ai municipi dal 6 al 10 per cento nel 2007.
In alternativa, si manterrebbe il 10 per cento, ma si riformerebbe la Legge dei Municipi, trasferendo nuove responsabilità ai Municipi stessi (fino ad ora a carico del Governo centrale), che assorbirebbero di fatto i nuovi finanziamenti e vanificherebbero i nuovi progetti comunitari previsti.
Durante la manifestazione, hanno preso la parola numerosi sindaci che hanno ribadito il loro rifiuto alla proposta del Governo, dato che nella maggior parte dei casi sono municipi piccoli e con poca capacità di riscossione di imposte, vista la tragica situazione economica della maggior parte dei nicaraguensi.

Dionisio Marenco, presidente di Amunic e sindaco di Managua, ha detto che "in questo momento, tutti i sindaci del Nicaragua che sono qui presenti entreranno nella Asamblea Nacional per parlare con i deputati ed esporre le ragioni per cui, questa legge di riforma che il Presidente Enrique Bolaños vuole approvare è totalmente incostituzionale, illegale e soprattutto ingiusta.
Ingiusta perché vuole indebolire ciò che di più elementare ha la democrazia e cioè il rafforzamento dei governi locali, la partecipazione dei cittadini, il porre il potere al lato della gente.
Non c'è modo migliore di amministrare il denaro dei contribuenti che metterlo vicino ai bisogni della gente.
Ci spetta il 10 per cento del Bilancio, ma dovremmo chiedere il 30 per cento, perché le risorse economiche dovrebbero rimanere in mano ai municipi, alle città, per poterle usare per i bisogni che ha la gente".

All'interno della Asamblea Nacional, i sindaci hanno occupato tutti gli spazi disponibili della balconata, mentre nella parte bassa, i maestri avevano riempito i vetri che li dividevano dai deputati con fogli e cartelli chiedendo gli aumenti salariali.
Dopo l'esposizione di alcuni sindaci, in cui ribadivano le ragioni della loro protesta, ha preso la parola il sindaco di Managua, Dionisio Marenco (ascolta l'intervento in www.itanica.org ).
"Il fatto di chiedervi di non approvare la legge proposta dal Governo per limitare i trasferimenti di bilancio ai municipi ha motivi economici, ma anche di ordine politico.
La maggior parte dei nostri municipi non ha i mezzi economici per sopravvivere e senza questi trasferimenti li condanneremmo alla chiusura, al fallimento.
Si potrebbe anche sostenere l'idea che i municipi che non sono in grado di autofinanziarsi si debbano chiudere, ma come Amunic crediamo che la costruzione di una società democratica passi dalla costruzione delle entità di base che, tutte insieme, formano la nostra nazione nicaraguense e questa democrazia che abbiamo costruito con tanto sacrificio.
Per questo, in nome di tutti i sindaci del Nicaragua e di questa associazione dei municipi, vi chiediamo di non permettere l'approvazione di questa legge".

I deputati dei vari partiti, sicuramente anche in previsione delle elezioni presidenziali del prossimo anno e di un tema così scottante, hanno dichiarato che non approveranno la legge.
Il deputato sandinista Edwin Castro, ha affermato che "rimarremo uniti senza distinzione di colori politici in questa Asamblea Nacional, appoggiando il 10 per cento per i 153 municipi nell'anno 2007. Su questo punto ci sarà sicuramente la maggioranza nella Asamblea e probabilmente il voto sarà unanime. Signori sindaci, potete contare con il nostro appoggio".

Anche il deputato liberale Wilfredo Navarro, ha ribadito lo stesso concetto, dicendo che "i sindaci sono l'incarnazione della democrazia ed è quello che questo Governo non capisce.
Il loro ruolo nel paese è il nucleo della democrazia e quindi meritano rispetto.
Il Governo ha un argomento per negare i trasferimenti ed è che gli Organismi Finanziari Internazionali esigono che per dare più soldi ai sindaci devono assumere più responsabilità.
Perché non l'hanno fatto prima, se è al governo che tocca affrontare e proporre questo punto?.
A questo si aggiunge l'incapacità di molti ministeri, come quello dei Trasporti e Infrastrutture, che sono inefficienti e che portano via risorse economiche ai municipi che potrebbero eseguire queste opere in un modo molto più efficiente e sicuro.
Per questo, per l'inefficienza e incapacità del Governo, per la capacità e la volontà di lavorare dei Municipi, appoggeremo la richiesta di mantenere i trasferimenti economici previsti per i Municipi".

Resta ora da vedere la reazione del Governo e soprattutto, del Fmi, che difficilmente cederà dai suoi propositi di manipolare a suo piacere l'economia, ma anche la politica interna dei paesi.

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