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Appello per la liberazione dei cinque cubani

Nel 1998 il governo degli Stati Uniti ha imprigionato cinque cubani accusati di spionaggio. Avevano sventato degli attentati terroristi a Cuba organizzati dalla mafia di Miami con la collaborazione della CIA.
Graciela Ramirez (Comitato internazionale per la giustizia e la libertà dei Cinque)

La corte d'appello di Atlanta ha recentemente reso nota la procedura perché i 12 giudici attivi di quella corte riesamino il caso dei Cinque compatrioti cubani (1).

Il calendario è stato determinato come segue:

· 15 dicembre 2005: la difesa presenterà i propri argomenti alla corte
· 27 gennaio 2006: l'accusa presenterà i suoi argomenti alla corte
· 13 febbraio 2006: l'udienza avrà luogo nel corso di questa settimana. Il processo si svolgerà ad Atlanta, in Georgia.
· L'accusa e la difesa avranno 20 minuti a testa per esporre i loro argomenti.
· Il caso sarà riconsiderato dalla Corte in base a tre questioni: la discrezione della Corte distrettuale di Florida nel rifiutare le mozioni dei difensori per cambiare sede, avere un nuovo processo e ottenere una procedura che scelga una giuria imparziale (2).

Crediamo che sia essenziale,per sviluppare un'estesa campagna di solidarietà, far circolare quanta informazione possibile riguardo le gravi violazioni sofferte dai Cinque e dalle loro famiglie. Un esempio estremo è quello di Olga Salanueva e Adriana Pèrez: recentemente il governo degli Stati Uniti ha negato loro, di nuovo, i visti per visitare i loro mariti in prigione.

E' assolutamente necessario che il caso sia considerato dalla stampa e da tutti i media entro la nostra portata, sia commerciali che 'alternativi'. Dobbiamo far uso degli spazi pubblicitari e di altri mezzi che manterranno la questione nella stampa e denunceranno i doppi standard del governo statunitense nella sua guerra contro il terrorismo: mentre protegge e sostiene gruppi criminali a Miami, dei sinistri personaggi come Luis Posada Carriles, Orlando Bosh o Hector Pesquera, vice-comandante dell'FBI in Florida che ha incarcerato e torturato i Cinque compatrioti cubani, sviluppando una campagna mediatica per condannarli ancor prima del processo. Ora è noto che Pesquera ha partecipato a degli incontri in cui è stato ordito il piano per assassinare il procuratore del Venezuela, Danilo Anderson, il 18 novembre 2004. In quell'incontro, che ha avuto luogo a Panama, è stato progettato un attacco contro il presidente bolivariano Hugo Cahvez alla presenza dell'agente della CIA Morrison e delle mafie venezuelane e cubano-americane (3).

La mafia ha pagato 1.200.000 dollari per l'orribile crimine contro il procuratore Anderson; poco prima del suo omicidio il giovane procuratore aveva chiamato a deporre 400 individui coinvolti nel colpo di stato della repubblica bolivariana del Venezuela nell'aprile 2002 (4).

Dov'è oggi Héctor Pesquera?? Non è una domanda a cui è difficile rispondere. Conduce una vita tranquilla nel sud degli Stati Uniti, ed ha il posto di consigliere alla sicurezza per i porti e gli aeroporti della Florida. Senza dubbio, la barca Santrina, con Posada Carriles a bordo, è entrata furtivamente negli Stati Uniti mentre Pesquera beveva whisky e girava la testa dall'altra parte. Ha anche scelto di non far notare, quando era un super agente della CIA e dell'FBI, i 14 dei 19 terroristi che si stava addestrando in Florida per volare nelle Torri Gemelle l'11 settembre.

E' un momento cruciale nel caso dei Cinque. Il governo degli Stati Uniti e i terroristi dalla mafia di Miami garantiranno l'impunità ai rei confessi come Posada, Bosh, Pesquera, Frometa e Co. mentre per i nostri Cinque fratelli sperano di costruire un altro muro di ingiustizia.

Non c'è un benché minimo segno che il governo degli Stati Uniti voglia riparare i danni che ha causato ai Cinque e alle loro famiglie, come quelli dimostrati nel gruppo per le detenzioni arbitrarie dell'alto commissariato per i diritti umani a Ginevra il 27 maggio; né ha ascoltato le prove dei 3 giudici in Atlanta che hanno deciso di revocare le sentenze inflitte ai Cinque, mediante 93 pagine di argomenti che dichiaravano il bisogno di spostare l'udienza in un'altra città.

Al contrario, i nostri Cinque fratelli rimangono incarcerati in delle prigioni di massima sicurezza senza il diritto fondamentale di ricevere viste dalle loro mogli o di una bambina come Ivette, che nei suoi sette anni di vita ha visto suo padre un numero di volte che può contare sulle dita. Torturare le emozioni di un essere umano, l'amore più intimo e completo, quando questi esseri sono senza difesa, è quel che i Cinque stanno soffrendo. Gerardo, che è privato dell'affetto di sua moglie Adriana, e Rene, che non può guardare negli occhi sua moglie, Olguita, o ricevere i baci della sua adorabile figlia Ivette. Queste cicatrici rimarranno su queste persone per sempre.

Gli Stati Uniti distribuiscono il diritto sacro di chi può ricevere e chi può amare, chi può tenere prigionieri illegalmente e chi può ricevere impunità.

Qual'è la morale dietro questo perverso Impero che massacra, viola e tortura nazioni indifese, che disprezza e si prende gioco del proprio popolo, che inventa nemici, armi di distruzioni di massa e guerre asimmetriche per saccheggiare le risorse dei nostri popoli? Come possono gli Stati Uniti parlare di democrazia, libertà e diritti umani?

Il destino di questi Cinque eroi sarà deciso durante la settimana del 13 febbraio. I brillanti avvocati della difesa hanno solidi argomenti più che a sufficienza per esporre sulle tre domande che i 12 giudici di Atlanta vorrebbero sentire.

La solidarietà internazionale è più necessaria che mai per sostenere gli avvocati e il popolo cubano nella loro missione per la giustizia. Dobbiamo farci sentire con la ragione e la verità.

Non dobbiamo smettere di scrivere, anche per un solo giorno, all'alto commissariato per i diritti umani in base alla procedura 1503, richiedendo un intervento sul caso. Chiediamo che singole personalità, intellettuali, artisti e parlamenti spediscano lettere al procuratore generale degli Stati Uniti, esigendo la libertà dei nostri Cinque fratelli, incarcerati ingiustamente.

Non dobbiamo smettere di scrivere, anche per un solo giorno,

Muoveremo la terra e il cielo finché non saranno liberati. Lo meritano davvero.

Graciela Ramirez,
Comitato internazionale per la giustizia e la libertà dei Cinque

Note:

(1) Il documento pubblicato dalla Corte appare sul sito web:

http://www.ca11.uscourts.gov/enbanc/issues/eb01-17176issues.pdf

(2) Estratti presi da Cubadebate, gruppo di lavoro contro il terrorismo, 17 novembre 2005

(3) El Nuevo Herald. Articolo di Gerardo Reyes e Casto Ocando, 10 novembre 2005

(4) Granma International, Jean-Guy Alard, 30 novembre 2005

Le lettere per la procedura 1503 dovrebbero essere spedite, via fax, email o posta a:

Treaties and Commission Branch
OHCHR-UNOG
1211 Geneva 10, Switzerland
Fax: (41 22) 917 90 11
E-mail: 1503@ohchr.org

Le lettere al procuratore generale degli Stati Uniti, Alberto Gonzalés:

Mr. Alberto Gonzalés
United States Public Prosecutor
US Department of Justice
950 Pennsilvania Ave, N.W
Washington, DC 20530-0001

Fax: 202 307 6777
E-mail: askdoj@usdoj.gov

Traduzione di Antonella Geusa e Carlo Martini per www.peacelink.it

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