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Una ricerca evidenzia una maggiore presenza femminile nella vita pubblica del paese

Argentina: la riscossa delle donne

Nonostante i progressi di questi ultimi anni però c'è ancora molta strada da fare
20 dicembre 2005 - David Lifodi

In un continente, quello latinoamericano, in cui è molto difficile vedere delle donne in un ruolo rilevante dal punto di vista politico, l'Argentina ha ultimamente compiuto dei passi importanti, seguita a ruota da altri paesi sudamericani.
Occupano un ruolo di primo piano nei loro paesi Azucena Berruti, titolare del Ministero della Difesa in Uruguay con la promessa di fare luce sui desaparecidos al momento dell'insediamento del governo di Tabarè Vasquez, la sua omologa colombiana Marta Lucia Ramirez, e Michelle Bachelet, anche lei già alla Difesa prima di correre per le presidenziali in Cile, in cui il ballottaggio di Gennaio si preannuncia abbastanza incerto.
E' in Argentina però che si sono registrati i maggiori progressi, come dimostrato da uno studio elaborato da Natalia Gherardi e Beatriz Kohen, che nella loro relazione intitolata "Participacion de las mujeres en cargos pùblicos" hanno analizzato la crescita delle donne alla partecipazione della vita pubblica del paese. Un primo dato significativo che emerge riguarda le cosiddette "legislativas" di ottobre, dove a sfidarsi erano Cristina Fernandez, moglie del Presidente Kirchner, e Hilda Gonzàlez, coniuge dell'ex inquilino della Casa Rosada Duhalde. La prima aveva già una sua propria carriera politica fin da quando era studentessa all'università, ma anche la seconda aveva già ricoperto incarichi di rilievo.
L'aumento della presenza delle donne, evidenziano le due studiose, è determinato soprattutto dalla legge sulle quote femminili, che però è in vigore soltanto per il potere legislativo. In base alla legge il 30% dei primi posti nelle liste dei candidati al Congresso Nazionale è riservato alle donne. Negli ambiti in cui questa legge non è applicata, rileva Natalia Gherardi, la presenza delle donne è molto più esigua: nessuna donna è a capo dell'esecutivo in nessuna delle 24 giurisdizioni in cui si divide il paese, e solo 4 sono le vicegovernatrici.
Se il presidente Kirchner non ha finora proposto progetti di legge per un ulteriore incremento della presenza femminile al Parlamento argentino, è altrettanto vero che ha deciso di promuovere le donne più capaci a posti di responsabilità nel suo governo. E il caso di Felicia Miceli, che ha sostituito al Ministero dell'Economia Roberto Lavagna, e di Nilda Garré (prigioniera durante la dittatura militare), che ha assunto il ruolo di titolare del Ministero della Difesa al posto di Josè Pampuro. Si tratta di posti chiave a cui le donne finora non erano riuscite ad avere accesso.
Di entrambe ha dato ottimi giudizi Virginia Franganillo, ex Presidente del Consiglio Nazionale delle Donne e attualmente direttrice della Ong Nueva Ciudadanìa, secondo la quale Felicia Miceli è "una donna capace, con esperienze di governo, e soprattutto mantiene una certa autonomia rispetto ai forti poteri economici".
Grandi progressi in relazione all'aumento della presenza femminile si segnalano anche nel potere giudiziario, dove mai le donne erano riuscite ad accedere. Elena Highton come giudice civile e Carmen Argibay come penalista hanno ottenuto i loro incarichi proprio sotto il governo Kirchner: la Highton nel giugno 2004 e la Argibay lo scorso febbraio.
Nonostante i progressi di questi ultimi anni però, la ricerca evidenzia che c’è ancora molta strada da fare affinché alle donne latinoamericane siano garantite le stesse possibilità e i ruoli di primo piano tuttora spettanti principalmente agli uomini: nei posti di segretarie e sottosegretarie nei vari ministeri solo il 18% è occupato dalle donne, e percentuali più o meno simili si registrano anche in ambito giudiziario.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore

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