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Brasile: Polemica tra MST e governo sulla realizzazione del Piano di Riforma Agraria

26 dicembre 2005 - Coordinamento nazionale dei Sem Terra

Il Ministro Rossetto e il presidente dell’INCRA hanno divulgato, giovedi 22, la notizia che nel 2005 sono state insediate 117,5 mila famiglie (superando quindi l’obiettivo di 115.000). 235.000 famiglie sono state insediate – secondo Rossetto - dall’inizio del Governo Lula e entro il 2006 verrà realizzato l’impegno dell’insediamento di 400.000 famiglie. Secondo il MDA (ministero dello sviluppo agrario), la media di insediamenti durante il governo Lula è di 78.352 famiglie all’anno ( 67.588. all’anno durante l’amministrazione Cardoso). L’anno prossimo, ha detto il ministro, ci saranno 1300 funzionari in più per realizzare la riforma agraria. Il governo attende anche che vengano approvati nuovi indici di produttivitò. Si sta discutendo un decreto su questo argomento, ma fino ad ora si è opposto il Ministero dell’Agricoltura. Tuttavia, secondo Rossetto, entro la fine di gennaio il decreto sarà approvato.
Di fronte alle dichiarazioni di MDA e INCRA, il MST ha diffuso il comunicato che trovate in basso. Nella Folha di Sao Paulo di ieri (venerdi 23) venivano riportate dure reazioni del ministro Rossetto al comunicato del Movimento Senza Terra. Rossetto parla di dichiarazioni irresponsabili del MST e accusa il Movimento di non conoscere bene la situazione del Nord e Nordest del Paese, zone in cui il governo avrebbe insediato la maggior parte delle famiglie.

Brasília, 22 dicembre 2005

NOTA PER LA STAMPA E LA SOCIETA’ - Coordinamento Nazionale del MST
In relazione ai dati annunciati oggi, giovedi 22 dicembre, dal Ministero dello Sviluppo Agrario, il MST si sente obbligato a chiarire alla società che:

1. Così come la politica economica del Governo Lula, la politica di Riforma Agraria non ha niente di originale e ricalca gli stessi passi del Governo Cardoso: gonfia i numeri reali degli insediamenti, utilizzando la pratica di contabilizzare il riposizionamento di lotti in insediamenti antichi come nuovi insediamenti; abbandona le famiglie che vivono in insediamenti precari nel nord del paese su terre pubbliche, delle quali beneficiano principalmente i grileiros. Tutto questo con lo scopo di dimostrare che starebbe facendo la riforma agraria. Ma la riforma agraria è distribuire la proprietà della terra e risolvere i problemi dei poveri delle campagne.

2. La mancanza di originalità si conferma nella sottomissione alle politiche della Banca Mondiale per l’area agricola, nel mantenere la disastrosa politica della Banca della terra, ribattezzata Credito Fondiario, un premio ai latifondisti improduttivi le cui terre vengono acquistate in contanti, mentre migliaia di agricoltori illusi si indebitano per pagarle. Oggi, più di 40.000 famiglie si trovano in situazione di inadempienza dei pagamenti, in stati come il Ceará, il Pernambuco e Bahia, perchè coinvolti in antichi progetti che avevano le stesse caratteristiche.

3. Purtroppo, quel che il Ministro celebra oggi è una politica che non distribuisce la proprietà della terra e non distribuisce reddito, premiando il latifondo e che assomiglia di più ai progetti di colonizzazione dell’Amazzonia del Regime Militare, piuttosto che a qualsiasi cosa che possa essere chiamato riforma agraria.

4. D’altro lato, aspettavamo che il Governo spiegasse perchè quasi 200.000 famiglie di poveri del campo, ancora vivono negli accampamenti, ai bordi della strada e in latifondi improduttivi (...) in condizioni precarie, in baracche di plastica senza nessuna assistenza per la produzione

5. Infine, riteniamo che il Ministro Miguel Rosseto debba raccogliere il suggerimento che il presidente dell’INCRA, Rolf Hackbart, sosteneva quando era consigliere della Camera dei Deputati: che sia formata una Commissione di ascolto degli insediamenti, formata da CNBB, OAB, giornalisti e dipendenti dell’INCRA (CNASI), per andare a visitare in loco questi insediamenti e attestare le condizioni in cui queste famiglie si trovano.

COORDENAÇÃO NACIONAL DO MOVIMENTO DOS TRABALHADORES RURAIS SEM TERRA

Note:

traduzione di Serena Romagnoli

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