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Brasile: petizione per i Sem Terra del Maranhão

8 gennaio 2006 - padre Marco Bassani

I miei primi contatti con il gruppo sono avvenuti, penso la primavera dello scorso anno, quando questo Sig. Lima, coordinatore del gruppo e autore dello sciopero della fame, mi contatto in veste di coordinatore delle Pastorali Sociali della Diocesi e mi raccontó tutta la storia del gruppo. Inizialmente rimasi un po’guardingo, perché, dalle sue narrazioni, ho intuito che questo suo coinvolgimento inizió al tempo della campagna elettorale per le amministrative del 2000, in cui lui stesso si era candidato come consigliere comunale; oltre tutto anche lo scorso anno era anno elettorale, per cui abbiamo preferito come CPT lasciare che le cose si evolvessero, per vedere le reali intenzioni dei dei cuori. Questi semplici dati giá offrono vari spunti di riflessione.
Innanzitutto una certa dipendenza del gruppo da questo personaggio, ma questa dinamica é in parte inevitabile per la struttura antropologica dell’uomo nordestino, da sempre diviso tra il “coronelismo” e i santi patroni. A mo’di flash il coronelismo corrisponde piú o meno alle dinamiche culturali e antropologiche degli ambienti dominati dalla mafia. Il “coronel” puó essere comparato al capo cosca. Questa struttura antropologica é a tal punto internalizzata che, lavorando con questa gente mi sto accorgendo sempre di piú che é come se avessero sempre bisogno di un capo, con tutte le conseguenze de caso. A partire da queste dinamiche il gruppo inizialmente si é affidato alle conoscenze e agli appoggi politici di questo Sig.o Lima, il quale, non avendo come il 90% dei politici brasiliani un’identitá politica definita, ha cercato di risolvere il problema a destra e a manca. L’ultimo tentativo in questa direzione é stato un incontro cittadino, avvenuto nell’agosto del 2004 in Presidente Dutra. A quella assemblea parteciparono varie entitá e autoritá locali, compresi alcuni rappresentanti del Movimento Sem Terra. Nonostante la disponibilitá di questi ultimi di costruire un percorso di lotta per la conquista dell’area in questione, all’epoca il gruppo con questo Sig. Lima preferí affidarsi alle promesse di alcuni politici di sinistra presenti nella riunione, suscitando una certa indignazione nell’MST.
Passate le elezioni dell’Ottobre scorso, se da un lato ho potuto constatare la buone fede del Sig. Lima e il suo impegno incrollabile, dall’altro ho dovuto assistere alla totale solitudine del gruppo, nel senso dell’assenza presso che totale di appoggi significativi; ció anche perché di fatto questa é la Riforma Agraria del governo Lula: una mera operazione d’immagine internazionale, senza alcuna scelta reale in favore dei contadini “sem terra”. A partire da questo abbandono é avvenuto il lento, ma progressivo avvicinamento tra il gruppo e la CPT ( Comissão Pastoral da Terra), inizialmente attraverso contatti sempre piú ravvicinati tra me e il Sig. Lima, successivamente a tutti i livelli, fino ad arrivare alla situazione attuale in cui praticamente la CPT, assieme al Sindacato dei contadini di Presidente Dutra, sta sostenendo tutto il peso logistico di questo accampamento.
Le ultime novitá sono che abbiamo celebrato nell’accampamento la Messa di Natale, cui ha fatto seguito il tradizionale “pranzo”, anche se ti confesso fino ad ora é stato il piú bel Natale della mia vita, benché avessi un mal di testa terribile dovuto alla stanchezza accumulata. La situazione nell’accampamento é relativamente tranquilla, a parte qualche disguido, non ci sono stati per ora grossi conflitti interni. I pistoleros della proprietá, dopo qualche iniziale incursione, piú che altro a scopo intimidatorio, si limitano per il momento ad osservare da lontano l’evolversi degli eventi; anche se é prevedibile che, nel momento che il gruppo tentasse di far evolvere la situazione, certamente questi “angeli custodi dell’ingiustizia” non staranno semplicemente a guardare.
L’altro ieri ho parlato al telefono con il Sig. Lima; mi ha chiamato da S. Luis; mi ha detto di essere pienamente ristabilito dalle conseguenze dello sciopero della fame e dovrebbe rimanere lá per farsí che si realizzi un incontro promesso tra l’INCRA, l’ente deputato alla Riforma Agraria, il Sindacato dei contadini, la CPT.

in allegato vi invio il testo di una petizione per organizzare una campagna di pressione su queste autoritá competenti, per vedere se si muove qualche cosa nella vicenda di un gruppo di sem-terra, che stanno occupando da 2 mesi una proprietà abbandonata da anni nel municipio di Presidente Dutra, nel centro dello stato del Maranhão, Nord est del Brasile. Anche se in passato ho collaborato con campagne del genere, questa é la prima volta che mi trovo ad organizzarla. La mia proposta é di fare un copia-incolla del testo in portoghese e mandarlo agli indizzi allegati. All'inizio della lettera sarebbe bene mettere l'intestazione con il nome dell'autoritá destinataria della lettera. Cosí come sarebbe bene identificarsi nella stessa. Per chi non compera niente a scatola chiusa nella parte finale dell'allegato incontrate la traduzione del testo. Naturalmente é bene coinvolgere piú gente possibile in questa campagna.
Grazie per l'amicizia e per la solidarietá.

testo petizione:
1 DESTINATARIO

Ex.mo Dr.
José Reinaldo Tavares
Governador do Estado do Maranhão
e-mail: governo@ma.gov.br

Eu
tendo conhecimento das condições desumanas em que se encontram as famílias sem-terra, acampadas as margens da BR. 226, entre os Municípios de Presidente Dutra e Barra do Corda (MA), declaro a completa solidariedade, minha e da entidade por mim representada, a estas novas vítimas do sistema latifundiário brasileiro.
Ao mesmo tempo estou indignado/a ao saber que a oitava potencia econômica mundial ainda permita que estas e outras milhares de famílias não tenham de que viver, enquanto milhões de hectares de terra estão totalmente abandonadas. O caso sobre citado é um exemplo bem claro: oitenta e poucas famílias estão sobrevivendo em barracos à beira da estrada, enquanto 11.754 hectares de terra, que poderiam ser trabalhados, há muitos anos não estão produzindo nada, a não ser mato.
Meditando esses fatos está crescendo em mim a dúvida que as belas palestras nos eventos internacionais do Presidente Lula e seu chanceler dr. Amorim nada sejam, a não ser belas, mas vazias, promessas de políticos.
Espero que seu comprometimento em resolver este inútil sofrimento possa tirar esta minha dúvida.

Saudações

LA TUA FIRMA ED INDIRIZZO
Ed eventuale Associazione di appartenenza

2) DESTINATARIO

Ambasciata del Brasile a Roma
Ambasciatore Itamar Franco
E-mail: info@ambrasile.it

Eu
tendo conhecimento das condições desumanas em que se encontram as famílias sem-terra, acampadas as margens da BR. 226, entre os Municípios de Presidente Dutra e Barra do Corda (MA), declaro a completa solidariedade, minha e da entidade por mim representada, a estas novas vítimas do sistema latifundiário brasileiro.
Ao mesmo tempo estou indignado/a ao saber que a oitava potencia econômica mundial ainda permita que estas e outras milhares de famílias não tenham de que viver, enquanto milhões de hectares de terra estão totalmente abandonadas. O caso sobre citado é um exemplo bem claro: oitenta e poucas famílias estão sobrevivendo em barracos à beira da estrada, enquanto 11.754 hectares de terra, que poderiam ser trabalhados, há muitos anos não estão produzindo nada, a não ser mato.
Meditando esses fatos está crescendo em mim a dúvida que as belas palestras nos eventos internacionais do Presidente Lula e seu chanceler dr. Amorim nada sejam, a não ser belas, mas vazias, promessas de políticos.
Espero que seu comprometimento em resolver este inútil sofrimento possa tirar esta minha dúvida.

Saudações

LA TUA FIRMA ED INDIRIZZO
Ed eventuale Associazione di appartenenza

TESTO in italiano

Io
sapendo delle condizioni disumane in cui si trovano le famiglie senza-terra, accampate ai margini della statale 226 tra i comuni di Presidente Dutra e Barra do Corda, dichiaro la completa solidarietá mia e dell’entitá che rappresento con queste ultime vittime del sistema latifondista brasiliano.
Contemporaneamente mi sento indignato al sapere che l’ottava potenza economica della Terra permetta che questa ed altre migliaia di famiglie non abbiano di che vivere, mentre ci sono milioni di ettari di terra totalmente abbandonati. Il caso sopra citato é un esempio ben chiaro: poco piú di ottanta famiglie stanno sopravvivendo ai margini di una strada, mentre 11.754 ettari sono lí abbandonati e improduttivi.
Meditando questi fatti sta crescendo in me il dubbio che le belle conferenze negli eventi internazionali del Presidente Lula e il suo Ministro degli Esteri Amorim non siano altro che belle, ma vuote promesse di politici.
Spero che il suo interessarsi per risolvere questa inutile sofferenza possa togliere questo mio dubbio.
Distinti saluti

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