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Nicaragua: l'isola che non c'e'


Eletta nuova Junta Directiva del Parlamento
il Presidente Bolaños presenta i successi del suo Governo
20 gennaio 2006 - Giorgio Trucchi

Dopo sette tentativi falliti e molte polemiche, la Asamblea Nacional ha finalmente eletto la sua Junta Directiva, che dirigerà i lavori parlamentari fino alle prossime elezioni presidenziali e legislative del prossimo novembre.
Il voto unanime dei 91 deputati ha eletto come Presidente il membro del gruppo parlamentare Azul y Blanco, Eduardo Gómez, ed ha lasciato due cariche al Frente Sandinista (René Nuñez come primo Vicepresidente e José Figueroa come terzo Segretario), due al Partido Liberal Constitucionalista (Maria Auxiliadora Alemán come prima Segretaria e Eduardo Mena come secondo Segretario) e le due cariche restanti a Camino Cristiano (Reverendo Guillermo Osorno come secondo Vicepresidente) ed agli Azul y Blanco (José Tardencilla come terzo Vicepresidente).
Gruppo parlamentare sandinista - La nuova Junta Directiva della Asamblea Nacional  foto di G.Trucchi


Sembra scongiurarsi, in questo modo, la possibilità che il Plc possa presentare in aula la Legge di Amnistia per liberare il proprio leader ed ex presidente Arnoldo Alemán e a cambio di questo, i liberali hanno ottenuto che nessun membro del gruppo parlamentare Alianza Liberal Nicaraguense/Partido Conservador (ALN/PC), colpevoli secondo il Plc di non aver unificato il voto della destra per eleggere un loro membro alla presidenza, entrasse nella Junta Directiva (elemento che aveva bloccato per un'intera settimana le negoziazioni).

Eletta la Junta Directiva con più di una settimana di ritardo e violando il Regolamento e lo Statuto della Asamblea Nacional, i lavori della nuova legislazione sono iniziati, come sempre, con la presentazione da parte del Presidente Bolaños del resoconto ufficiale dell'operato del Governo durante il 2005.
Il discorso di Bolaños, accompagnato da continui applausi di ministri e membri del governo schierati in Parlamento, è durato circa 50 minuti ed ha toccato tutti i successi che, secondo lui, hanno portato il Nicaragua a migliorare enormemente la propria situazione economica e sociale a partire dall'anno della sua elezione (2002) e soprattutto in questo ultimo anno.
Ha sciorinato cifre secondo le quali il suo Governo ha aumentato enormemente i livelli di produzione, di occupazione e dei salari del settore pubblico. Il debito estero è diminuito enormemente (condonazione di circa l'80 per cento) e quello interno, dovuto prevalentemente ai fallimenti di sei banche, è stato rinegoziato con le banche che avevano assorbito quelle fallite.
Sono aumentate le esportazioni, le riserve del Banco Central, la riscossione delle imposte, il Bilancio Generale della Repubblica (da circa 900 a 1.400 milioni di dollari tra il 2002 e il 2006) e gli investimenti stranieri grazie all'approvazione del Cafta.
Sono state migliorate enormemente le infrastrutture e le vie di comunicazione, le pensioni minime, l'offerta della copertura sanitaria da parte della Previdenza Sociale e i trasferimenti di fondi ai Municipi.
In mezzo allo sconcerto dei deputati e probabilmente, dei milioni di nicaraguensi che seguivano in diretta l'intervento del Presidente, ha inoltre affermato che gli stipendi dei settori più vulnerabili come i maestri, i medici e il personale sanitario sono aumentati tra il 74 e il 97 per cento, mentre il salario minimo degli altri settori pubblici è aumentato di più del 50 per cento.
Sono state istallate 39 nuove imprese di Zona Franca e i posti di lavoro in questo settore sono passati da 37 mila a 75 mila (nessun accenno alle condizioni di lavoro e alle continue violazioni dei diritti umani e lavorativi). A livello educativo sono state riparate 535 aule e costruite 150 ed è stata offerta educazione a più di 800 mila alunni.

Rendendosi forse conto di quanto stava dicendo, il Presidente Bolaños ha poi detto "non posso dimenticare che l'anno scorso, in questa stessa data, dopo il mio intervento alla nazione, qualcuno si domandava di che paese stavo parlando. Sia l'anno scorso che quest'anno mi sto riferendo al Nicaragua che avanza, perché il Nicaragua avanza come hanno riconosciuto gli scettici di allora e forse quelli di oggi".
Il discorso si è poi concluso con alcune proposte che rischiano di ricreare tensione tra il Potere Esecutivo e quello Legislativo e che riaprono il tema delle Riforme Costituzionali che, l'anno scorso, avevano portato il paese sull'orlo di una crisi istituzionale senza precedenti.
"La vigenza delle riforme parziali alla Costituzione è un tema che deve essere trattato ai massimi livelli della nazione e cioè portato direttamente davanti al popolo, affinché sia la volontà popolare che decida cosa sia giusto fare, che sia il popolo ad esprimere se è d'accordo o no con le riforme.
Questo mi motiva ad inviare a questa Asamblea Nacional un'iniziativa di legge per realizzare un referendum insieme alle elezioni del 5 novembre.
Onorevoli deputati, il popolo spera che l'approverete per dargli l'opportunità di decidere su questo tema".
Ha poi chiesto ai deputati di approvare tutte le leggi ancora bloccate per poter firmare un nuovo accordo con il Fondo Monetario Internazionale (e che il Fmi mette come condizione per concedere nuovi finanziamenti) e per poter permettere l'entrata in vigore del Cafta.

Le prime reazioni sono arrivate dal Frente Sandinista.
Il deputato Walmaro Gutierrez ha detto che "se si guardano gli indicatori macroeconomici c'è stata una crescita, ma il Presidente Bolaños non dice la verità quando non dice che c'è una concentrazione di questa crescita economica. C'è stata crescita, ma accumulata nelle mani di poche persone e la maggioranza dei nicaraguensi continuano a vivere senza sanità, educazione.
Dice che uno dei maggiori successi è il miglioramento della rete stradale. Tutti i giorni la gente vede con i propri occhi le pessime condizioni in cui versano le strade del paese. Perché molti produttori si lamentano che non possiamo essere competitivi? Perché abbiamo una rete stradale disastrosa.
Dice che c'è stato un gran risultato nel campo dell'istruzione.
Mi piacerebbe che questo discorso cercasse di farlo credere ai genitori dei più di 800 mila bambini e bambini che sono rimasti ancora esclusi dal sistema scolastico.
Dice che si dà troppo alle università e poco alle scuole elementari e superiori.
Il problema non è togliere a una per darlo all'altra, ma riformare e aumentare il budget che si dà alla scuola pubblica, che è ancora la Cenerentola in America latina per quello che riguarda il bilancio.
Sul discorso del referendum il Presidente sta manipolando la cosa.
Io ricordo che uno dei punti del Dialogo Nazionale che si è riflesso nella Ley Marco, è che le Riforme costituzionali sono una realtà giuridico-politica del paese e che entravano in vigenza a partire dal 20 gennaio del 2007 e che il nuovo governo e la nuova Asamblea Nacional potranno decidere se accettarle o no.
Dire oggi che presenterà un referendum vuol dire creare una tensione artificiale e non necessaria all'interno di un clima pre elettorale molto delicato.
Credo che il signor Enrique Bolaños, siccome vede che le cosiddette Forze democratiche si sentono perse e il Frente Sandinista è vicino alla vittoria, stia cercando di creare confusione nel processo elettorale". (ascolta audio originale in www.itanica.org )

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