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L'acqua della vita

Razionamento dell'acqua in tutto il Nicaragua

Sospettose manovre per privatizzare il liquido vitale
4 marzo 2006 - Giorgio Trucchi

Piatti sporchi, bagni inservibili, montagne di indumenti da lavare e soprattutto, la mancanza di acqua per bere, cucinare e mantenere l'igiene nelle case.
Sono migliaia le persone che devono percorrere lunghe distanze e fare interminabili file, con in mano i loro secchi, per raggiungere i quartieri dove sta arrivando l'acqua e poter fare delle scorte del liquido vitale.
Solitamente la popolazione che maggiormente risente di questo fenomeno è quella più povera, quella che già deve sopravvivere con meno di due dollari al giorno, quella che, giorno dopo giorno, passa la maggior parte del tempo cercando di raccogliere il denaro per sfamarsi o che passa interminabili giornate ai semafori o nelle Zone Franche, per poi tornare a casa e dover sopportare anche quest'altra tragedia.
In molto casi la gente deve fare i turni di notte, semiaddormentata di fronte ad un rubinetto che non vuole saperne di svolgere la funzione a cui è destinato.
Solitamente l'acqua arriva nelle prime ore della mattina, con un getto debole, svogliato e la gente deve essere pronta a riempire tutti i contenitori che ha in casa. Sa perfettamente che quello sarà l'unica possibilità per il resto della giornata, sperando che la notte successiva si ripeta il rituale.
Bisogna anche stare attenti a non lasciare perennemente aperto il rubinetto, perché il contatore registra anche il getto di aria che precede l'arrivo dell'acqua e alla fine del mese, le bollette non fanno distinzione e risultano consumi totalmente alterati rispetto alla reale somministrazione del liquido.
E' un continuo aprire e chiudere che genera nervosismo. Attenti a cogliere qualsiasi rumore, gorgoglio, movimento dei vicini che potrebbe indicare il momento tanto atteso.
Poi, a dormire le poche ore che mancano per andare a lavorare.

Questa è la situazione che si vive in Nicaragua e soprattutto nella capitale Managua, dove si concentra la maggiore richiesta di acqua del paese.
Non è una situazione nuova, ma nelle ultime settimane la crisi dell'acqua si è intensificata.
Il Presidente della Empresa Nicaraguense de Acueductos y Alcantarillados (Enacal), Luis Debayle Solís ha annunciato un forte piano di razionamento dell'acqua in tutto il paese, che coinvolgerà soprattutto la capitale.
Le ragioni di tale azioni, secondo Debayle, hanno a che vedere con la crisi internazionale del petrolio e l'aumento del suo prezzo che impedisce ad Enacal di poter pagare i costi dell'energia per poter far funzionare tutte le pompe di somministrazione dell'acqua.
Enacal ha più volte proposto un considerevole aumento del costo dell'acqua, ma per il momento varie organizzazione per la difesa dei diritti umani e dei consumatori hanno impugnato la proposta nei tribunali e si resta in attesa di una sentenza finale.
Parallelamente queste organizzazioni hanno più volte denunciato che dietro la drammatica situazione di Enacal e del servizio offerto alla popolazione esiste una precisa strategia per far privatizzare la somministrazione dell'acqua e cederla, come già successo per l'energia elettrica e la telefonia, a compagnie multinazionali. L'acqua è senza dubbio l'affare del ventunesimo secolo.

L'improvviso razionamento ha creato immediate critiche e l'Ente regolatore e di controllo (Instituto Nicaraguense de Acueductos y Alcantarillados - INAA) ha inviato una lettera minacciosa al Presidente di Enacal.
In questa lettera lo si accusa di inefficienza operativa dato che a Managua esistono 31 pozzi danneggiati e che sono fuori servizio a causa della mancanza di pezzi di ricambio o di nuovi macchinari.
"Questo implica - continua la lettera - inefficienza operativa come Le abbiamo già comunicato in varie occasioni. Questa potrebbe esse l'anticipazione di una multa e sollecitiamo con urgenza i motivi del razionamento e il piano completo.
INAA non è disposta ad accettare le follie dell'istituzione che Lei dirige, la quale sta violando la Legge Generale dei Servizi di Acqua Potabile e Fognature, che prevede la sospensione della somministrazione di acqua potabile solo per cause di forza maggiore e in ogni caso, dovrà essere comunicata con 48 ore di anticipo ai clienti e all'Ente regolatore".
Saúl Gutierrez, Direttore dei Servizi al Cliente di INAA ha anche denunciato il comportamento di Enacal in quanto "in molti casi si osserva un consumo molto basso nella lettura dei contatori dei clienti e una fatturazione alta, fatturazione senza base chiara e presunzione del consumo senza una verifica certa".
Inoltre "viene soppressa la somministrazione dell'acqua senza verificare se veramente il cliente si è collegato illegalmente alle tubature e la fatturazione viene fatta in base al consumo storico e non a quello effettivamente realizzato. L'impresa non sospende il servizio quando si creano le condizioni, ma continua con la fatturazione generando accumulazione di debiti che diventano impagabili, facendo così cadere il cliente nell'illegalità
Tutte le anomalie riscontrate - continua il verbale - riflettono in generale una deficiente politica commerciale da parte di Enacal".

La Red de Defensa de los Consumidores, che più volte ha denunciato pubblicamente i tentativi di Debayle di iniziare un processo di privatizzazione, ha presentato alcuni mesi fa nei tribunali di Managua una richiesta di sospensione di una gara di appalto promossa da Enacal per cedere l'aria amministrativa e commerciale in mano di imprese private straniere.
Il Tribunale di Appello della capitale aveva bloccato la gara di appalto, ma Luis Debayle aveva continuato il processo di cessione di queste aree, aggiudicate alla fine al Consorcio Chileno Ingenieros y Economistas Consultores (Inecon-IGT).
La Red aveva quindi denunciato Debayle per abuso d'autorità ed altre delitti, ma nei giorni scorsi la giudice Henryette Casco del Tercero Penal de Audiencias ha dichiarato improcedente il caso.

Mentre la gente continua a soffrire la mancanza di acqua, mettendo a rischio la propria salute a causa della mancanza delle condizione minime d'igiene, alcune multinazionali presenti nel paese, come Parmalat e Coca-Cola, hanno aperto pozzi da cui estraggono l'acqua per poi imbottigliarla e vendere a prezzi molto elevati.
Durante il suo programma su Radio La Primerisima, l'analista Julio López Campos ha affrontato la questa problematica.
"Siccome non sono stati capaci di portare avanti un servizio commerciale efficiente, cercano ora un nuovo metodo che è quello della privatizzazione.
E' un ennesimo tentativo di introdurre questa terribile dinamica di privatizzare l'accesso a una risorsa naturale che è nostra e dovrebbe essere un servizio pubblico. Non c'è dubbio che sia una volontà politica delle autorità e sarà un dramma per la maggioranza della popolazione. E' assurdo che queste multinazionali si approprino senza nessun costo di ciò che appartiene alla popolazione e lo convertano in fonte di grandi guadagni".

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