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Fallimenti bancari, speculazioni e corruzione pubblica

Nicaragua: Lo sporco gioco delle banche


Tra il 1999 e il 2001, in Nicaragua sono fallite 7 banche.
Erano i tempi in cui i piccoli e medi risparmiatori non sapevano più dove depositare i propri risparmi.
Ogni banca veniva guardata con sospetto e timore e l'offerta di altissimi interessi sui depositi poteva essere lo strumento per rastrellare liquidità prima del fallimento.
8 aprile 2006 - Giorgio Trucchi

Un intreccio tra pseudo banchieri e la nuova politica "criolla" proveniente da Miami aveva riaperto pomposamente la presenza del sistema bancario privato, dopo i tempi della nazionalizzazione del sistema finanziario dell'epoca sandinista.
L'incapacità di gestione, i prestiti mai restituiti concessi ad amici e soci, i prestiti che alti membri dei Consigli d'Amministrazione si autoconcedevano ipotecando proprietà che non arrivavano nemmeno al 10 per cento del debito contratto o che nemmeno esistevano, avevano portato il Sistema bancario nazionale sull'orlo di una crisi senza precedenti.
Ad oggi, nemmeno una sola persona è stata condannata per questa ondata di corruzione.
L'allora Governo di Arnoldo Alemán aveva immediatamente garantito la copertura per tutti i fallimenti.
Alcune banche private avevano assorbito quelle fallite, ingigantendo a dismisura i propri depositi e liquidità e il Governo aveva garantito loro la copertura dei "passivi" finanziari con l'emissione di Titoli di Stato (Cenis) ad interessi esageratamente alti.
Dietro questa operazione, pubblicizzata come l'interesse del Governo per garantire i piccoli e medi depositanti, si nascondeva il vero obiettivo e cioè garantire ai grandi depositanti (poco più del 10 per cento dei depositanti che possedevano oltre l'80 per cento dei depositi) la sicurezza dei propri fondi.
Con questa operazione, il Governo nicaraguense creò un debito interno (pagamento dei Cenis alle banche acquisitrici di quelle fallite) impagabile.

Con l'avvento di Enrique Bolaños al governo nel 2001, la politica nei confronti del debito interno non cambiò e la gran parte dei fondi ottenuti dalla cancellazione del Debito Estero e dei Programmi del Fmi, invece di essere canalizzati verso i settori più fragili del paese (Educazione, Sanità, Abitazioni, etc...), vennero dirottati verso il pagamento del debito interno, cioè a favore dei ricchi banchieri.
Attualmente, la Contraloría General de la República (CGR) ha aperto un'indagine nei confronti di due esponenti del mondo bancario (Eduardo Montealegre e Mario Rappaccioli), convertiti alla politica, per essersi apparentemente beneficiati dei fallimenti bancari, intascando i proventi dei Cenis che supererebbero i 500 milioni di dollari.
Questa improvvisa azione della Contraloría, che lo scorso anno aveva emesso una sentenza dichiarando illegale e nulla l'emissione dei Cenis da parte del Banco Central de Nicaragua (BCN), lascia però intravedere altri interessi che sconfinano nella politica, a soli sette mesi dalle elezioni presidenziali.
Eduardo Montealegre, da tempo legato a Bancentro, è infatti il principale candidato della Alianza Liberal Nicaraguense (ALN), partito che contende il voto liberale al Partido Liberal Constitucionalista (PLC) di Alemàn. Mario Rappaccioli, legato al Banco de la Producción (BANPRO), è Presidente del Partido Conservador ed alleato di Montealegre.
Entrambe le banche sono state le principali beneficiate dai fallimenti bancari e dall'emissione di Cenis e l'azione della Contraloría, controllata da membri del PLC, pur basandosi su fatti probabilmente concreti, sembra mossa soprattutto dal desiderio di squalificare l'immagine dei due leader politici.

Dopo anni di denunce ed indagini, l'economista indipendente Adolfo Acevedo Vogl, ha reso pubblico ciò che probabilmente tutti già sapevano e cioè i loschi intrecci tra Governo (passato ed attuale) e banche per approfittare dei fallimenti bancari ed ingrossare a dismisura il proprio capitale.
Un episodio di corruzione che, secondo Adolfo Acevedo, grida vendetta per i costi che alla fine sono stati fatti pagare alla popolazione.
Di seguito la tesi di Adolfo Acevedo

PERCHÉ ADESSO NON ASCOLTO LA VOCE TONANTE DEI "PUPILLI DELL'ANTICORRUZIONE?"

Tra il 2001 e il 2002, sono stati emessi in modo illegale, da parte della Banca Centrale del Nicaragua (BCN), circa 500 milioni di dollari in Cenis (Titoli di Stato), con il pretesto di compensare le banche che avevano assorbito le banche fallite negli anni addietro.
Questi Cenis divennero un oneroso "debito" della Banca Centrale con queste banche acquirenti, il quale si sta pagando puntualmente da 5 anni attraverso l'Erario Pubblico, lasciando lo Stato senza le risorse adeguate per potere affrontare gli enormi problemi che soffre il paese in materia di educazione, salute, abitazioni ed altri settori fondamentali.
Quello che non si sa è che il costo REALE dei fallimenti bancari, la breccia reale tra gli attivi e i passivi, non è superiore ai 100 milioni di dollari.

Questa è la storia di una delle frodi più grandi commesse contro lo Stato in Nicaragua.

Fino ad ora non ho sentito le accorate proteste dei "pupilli dell'anticorruzione", come è stato durante il caso della "Guaca" (nome del caso in cui è rimasto coinvolto l'ex Presidente Alemán, condannato poi a vent'anni di carcere n.d.r.)
Che strano. Perché, in ogni caso, questa sarebbe una "Mega-Guaca".
Questa storia è ben conosciuta dai rappresentanti in Nicaragua degli organismi finanziari internazionali di quell'epoca, ed è stata denunciata in prima pagina da El Nuevo Diario (...).
Abbiamo dimostrato che l'emissione di Cenis (Titoli di Stato) per i fallimenti bancari non solo non godeva di una base legale, ma è stata fatta violando la Costituzione, la Legge Organica della Banca Centrale, la Legge della Sovrintendenza delle Banche e la Legge Generale delle Banche.
Ora, abbiamo in mano prove materiali che dimostrano che l'operazione di emissione di Cenis per coprire i fallimenti bancari è stata, in gran parte, un'enorme operazione deliberata di saccheggio dell'Erario Pubblico.
In concreto, abbiamo alcune liste di prestiti che furono "riclassificati" in modo colluso, illegale e fraudolento, tra il Banco Central de Nicaragua e le banche che hanno assorbito quelle fallite.

Queste liste mostrano senza ombra di dubbio il modo con cui i migliori clienti di queste banche fallite, catalogati dalla Sovrintendenza delle Banche (SIB) come clienti "A" e "B" grazie al loro eccellente curriculum creditizio, vennero "riclassificati" illegalmente come clienti "D" dalla Banca Centrale e dalle banche che assunsero i depositi ed il portafoglio dei prestiti concessi dalle banche fallite.
Questo ha voluto dire ridurre il valore del portafoglio dei prestiti del 30 per cento del suo valore, moltiplicando in questo modo di molte volte quello che sarebbe stato il costo "normale" dei fallimenti bancari.
Un esempio può aiutare a capire quello che questo significa in perdite patrimoniali per lo Stato.
"Caribe Motor" ha ricevuto, secondo la lista analizzata, prestiti per un importo di più di tre milioni di cordobas ed è stata catalogata dalla SIB e dalla Giunta Liquidatrice di una delle banche fallite come un cliente tipo "A", per il suo impeccabile curriculum creditizio e la sua solidità patrimoniale (In pratica aveva sempre dimostrato di pagare tutti i debiti contratti con la banca n.d.r.).
Ad un prestito concesso ad un cliente tipo "A" si deve riconoscere il 100 per cento del suo valore, perché è pienamente recuperabile e lo Stato non deve assumere alcun costo per quel prestito (Se la banca intestataria del prestito fallisce e viene assorbita da un'altra banca, lo Stato assume quelle che vengono considerate "perdite o passivi" attraverso l'emissione di Cenis a favore della banca acquisitrice. Se il prestito viene considerato sicuramente recuperabile, lo Stato non deve dare nulla alla banca, dato che si considera che non avrà nessuna perdita n.d.r.)

Ma il BCN e la Banca che ha assorbito la banca fallita, in modo illegale e senza nessun processo legale per determinare in modo obiettivo il valore di detto portafoglio, hanno abbassato la qualifica di questi prestiti a "D", e ciò significa che si riconosce solo il 30 per cento del suo valore.
Questo vuole dire che convertendo artificialmente questo cliente solvente di classe "A" in cliente inaffidabile di classe "D", i tre milioni di prestito che gli sono stati concessi ora si stimano nei libri in solo un milione (in pratica, il restante 70 per cento viene considerato non recuperabile e quindi viene pagato alla banca dallo Stato con l'emissione di Titoli di Stato Cenis n.d.r.).
Il valore del prestito è stato quindi diminuito artificialmente di due milioni.
L'effetto è che, diminuendo artificialmente il valore di questo prestito a solo un 30 per cento del suo valore reale, il valore del portafoglio degli attivi bancari della banca fallita diminuisce di due milioni di cordobas.
La stessa cosa è successa con la "Corporación Roberto Teran" e con TUTTI i prestiti considerati "A" e "B". CON TUTTI.

Ma perché si è fatto questo?

Scopriamo il "segreto".

La Banca Centrale ha consegnato Cenis - con un tasso di interesse esagerato ed esenti da imposte - alla banca che ha assorbito quella fallita esattamente per lo stesso importo derivato dalla operazione illegale di "riclassificazione di portafoglio", cioè ha consegnato Cenis per due milioni di cordobas.
Questo si è fatto con il motivo di "coprire la breccia tra attivi e passivi" della banca fallita.
Ma la storia non finisce qui.
Posteriormente, dato che "Caribe Motor" non ha mai smesso di essere un reale cliente "A", la Banca che ha assorbito quella fallita ha riscosso il valore reale e totale del prestito da "Caribe Motor" e cioè più di tre milioni di cordobas più gli interessi.
Il guadagno quindi della banca è doppio. Da un lato questa banca riceve Cenis per due milioni più gli altissimi interessi al momento della scadenza e dall'altro recupera il prestito per il suo valore totale di tre milioni, più gli interessi.
Lo Stato, per questi prestiti a Caribe Motor non avrebbe dovuto assumersi nessun costo, in quanto era un cliente affidabile "A", ma la riclassificazione fraudolenta come cliente classe "D" ha portato a una perdita patrimoniale per lo Stato di due milioni di cordobas, più gli interessi dei Cenis.

Un altro esempio. ISIDRO LEON YORK COMERCIAL AGRIC. è classificato come cliente "B" dalla Sovrintendenza delle Banche (SIB) e dalla Giunta Liquidatrice e ciò significa che questo portafoglio viene riconosciuto per il 95 per cento del suo valore.
Ha un prestito di 15,4 milioni di cordobas. Questo cliente viene "riclassificato" come "D" dal BCN e dalla banca che ha assorbito il prestito dalla banca fallita, ed il suo valore è registrato nei libri calcolandone solo il 30 per cento e cioè 4,6 milioni di dollari.
Per questo motivo, la banca che ha assorbito quella fallita ricevette titoli Cenis per un valore di 10 milioni di dollari, cioè il 65 per cento del prestito totale.
Qual è stato il risultato? Una perdita per lo Stato di 10 milioni di dollari, più gli altissimi interessi sui titoli stessi.

La cosa peggiore è che questi non sono episodi isolati, ma la prassi utilizzata in quegli anni.
Praticamente TUTTO il portafoglio "buono" delle banche fallite (cioè i prestiti che sarebbero sicuramente stati restituiti dai clienti classe "A" o "B" n.d.r.) venne declassato arbitrariamente fino al 70 per cento del suo valore, in una chiara collusione tra il Banco Central de Nicaragua e le banche che assorbirono i depositi ed il portafoglio dei prestiti di quelle fallite.
Bisogna inoltre ricordare che all'interno della Giunta Direttiva del BCN c'erano persone che erano anche azioniste delle banche che hanno assorbito quelle fallite, sia nell'anteriore governo (di Alemàn n.d.r.) che in quello attuale (di Bolaños n.d.r.).
Questa riclassificazione non si è prodotta solo in modo arbitrario, ma anche illegale, in quanto il BCN non ha la potestà di classificare o riclassificare portafogli di banche, potestà che appartiene solo alla SIB.

In definitiva si può calcolare che la perdita patrimoniale dello Stato equivalga in media al 70 per cento del valore del portafoglio "A" e del 65 per cento del "B".
Questo processo di "riclassificazione" si applicò a tutti i casi, a tutte le banche fallite. In TUTTI i casi questo "procedimento" illegale e fraudolento moltiplicò varie volte quello che sarebbe dovuto essere il costo reale dei fallimenti che, invece di essere di 500 milioni di dollari (valore totale dell'emissione di Cenis), sarebbe dovuto essere di "soli" 100 milioni.
L'enorme differenza tra il costo reale dei fallimenti e lo smisurato importo del "debito" in Cenis si deve esclusivamente a questo processo di "riclassificazione" di portafogli.

Bisogna inoltre ricordare che quest strategia ha portato gravi ripercussioni sull'intera società.
Il pagamento di questo debito illegale e fraudolento dello Stato nei confronti delle banche è diventata una priorità per il Governo, a scapito della possibilità di poter disporre delle risorse economiche indispensabili per potere coprire il fabbisogno per l'Istruzione e Sanità e poter raggiungere le mete nazionali fissate per i prossimi anni.
Il costo umano e sociale che deriva dal pagamento di questo "debito" illegale è gigantesco ed irreversibile: un milione di bambini e giovani in età scolare rimangono esclusi del sistema scolastico e più di 3 milioni di nicaraguensi non hanno accesso alle medicine essenziali.
Inoltre, le risorse liberate attraverso il condono del Debito Estero della Iniziativa per i Paesi Altamente Indebitati (HIPC) vennero convogliate verso il pagamento di questo debito illegale e fraudolento.

Si deve esigere immediatamente un'indagine per determinare:

a) La differenza tra il valore del portafoglio determinato dalla SIB e la valutazione effettuata arbitrariamente dal BCN e dalle banche acquirenti, principalmente da BANPRO e BANCENTRO.
b) La differenza tra questo ultimo valore, in base al quale le banche acquirenti hanno ricevuto il portafoglio delle banche fallite, con quello che hanno recuperato in base a questo stesso portafoglio.
c) Questo ci darà l'importo di eccedenza del costo reale dei fallimenti coperto con emissione di Cenis.
d) Si deve diminuire dal saldo di questo debito "l'eccesso di debito" creato artificialmente mediante questa "riclassificazione".
e) Tutta questa operazione è stata illegale, pertanto si devono indagare le responsabilità di tutte le persone coinvolte.
f) Si deve legalizzare e ristrutturare il saldo rimanente di questo debito.

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