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Colombia: lettera aperta di Amnesty International ai candidarti alle elezioni presidenziali

In una lettera diffusa oggi, Amnesty International ha sollecitato i
candidati alle elezioni presidenziali colombiane, in programma il 28
maggio, a spiegare cosa intendono fare per affrontare la crisi dei diritti
umani del paese e, in particolare, l'impatto sulle popolazioni sfollate
della recente smobilitazione dei gruppi paramilitari legati all'esercito
27 aprile 2006 - Amnesty International


Dal 1985 i paramilitari, la guerriglia e le forze di sicurezza hanno
costretto oltre tre milioni di persone a lasciare le proprie abitazioni.
Altre decine di migliaia sono state uccise, fatte sparire, torturate o
sequestrate.

Adesso, alcune iniziative del governo, tra cui il Decreto 4760 (*) e il
programma di 'reinserimento rurale', rischiano di assicurare ai
paramilitari smobilitati il controllo su milioni di ettari di terre di cui
si sono appropriati.

Gli ex paramilitari, infatti, potrebbero essere autorizzati a ottenere
fondi per progetti di sviluppo agricolo proprio sulle terre ottenute con
la forza, spesso a seguito di violazioni dei diritti umani e col sostegno
dell'esercito. Questi progetti potrebbero riunire insieme contadini,
profughi e paramilitari. Questi ultimi costituirebbero circa la meta'
delle persone coinvolte in ogni progetto.

Diversi gruppi paramilitari hanno gia' annunciato la loro intenzione di
promuovere progetti di sviluppo economico per i propri membri e per le
comunita' che vivono nelle aree che si trovano sotto il loro controllo.

'In pratica, centinaia di migliaia di colombiani si troveranno di fronte a
un tragico dilemma: continuare a rimanere senza un posto dove andare
oppure tornare alle proprie terre e vivere fianco a fianco ai responsabili
della loro fuga e della tortura, dello stupro e dell'assassinio dei loro
cari' - ha denunciato Marcelo Pollack, ricercatore di Amnesty
International sulla Colombia.

L'organizzazione per i diritti umani chiede alla comunita' internazionale
di non legittimare il controllo dei paramilitari sulle terre attraverso il
finanziamento di progetti di questo genere.

Nella sua lettera aperta, Amnesty International sollecita i candidati alle
presidenziali a usare la loro piattaforma elettorale per esprimere
pubblicamente il proprio sostegno all'introduzione di una legislazione
sulla smobilitazione dei gruppi armati illegali, basata sui diritti umani
e in linea con le raccomandazioni dell'Onu in materia, e che garantisca la
restituzione, ai legittimi proprietari o ai loro eredi, delle terre rubate
dai paramilitari.

'Se intendono seriamente proporsi alla guida del paese, tutti i candidati
dovranno sviluppare soluzioni credibili per affrontare la crisi dei
diritti umani. Se non lo faranno, rischieranno di diventare parte del
problema' - ha commentato Javier Zuñiga, direttore del Programma Americhe
di Amnesty International.

L'associazione chiede inoltre ai candidati alle elezioni presidenziali
colombiane di impegnarsi pubblicamente a:
- riconoscere l'esistenza di una crisi dei diritti umani e di un conflitto
armato che affligge milioni di persone;
- dare seguito alle raccomandazioni internazionali, comprese quelle sulla
necessita' di porre fine all'impunita';
- assicurare il pieno rispetto dei diritti umani e del diritto
internazionale umanitario da parte delle forze di sicurezza;
- firmare un accordo umanitario con i gruppi della guerriglia per tenere
la popolazione civile al riparo dal conflitto;
- proteggere i difensori dei diritti umani e gli operatori sociali nello
svolgimento del loro lavoro;
- tutelare i civili maggiormente a rischio, tra cui le donne e i gruppi
indigeni.

(*) Il Decreto 4760 e' stato promulgato il 31 dicembre 2005 e contiene le
misure attuative della cosiddetta 'Legge giustizia e pace', entrata in
vigore l'anno scorso per favorire la smobilitazione dei gruppi
paramilitari e della guerriglia.

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