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Nicaragua: violenti scontri a Managua


Proteste studentesche contro l'aumento della tariffa degli autobus
26 maggio 2006 - Giorgio Trucchi (Ass. Italia-Nicaragua - gtrucchi@itanica.org)


Violenti scontri tra studenti universitari e le forze speciali della Polizia hanno scosso Managua, la capitale del Nicaragua.
L'aumento della tariffa della corsa degli autobus, deciso in modo arbitrario e unilaterale dalle cooperative che gestiscono in modo monopolistico il settore dei trasporti "pubblici", ha nuovamente provocato la reazione degli studenti universitari, che per la prima volta hanno avuto anche l'appoggio degli studenti di alcune scuole superiori.

Gli studenti hanno nuovamente rispolverato i propri "morteros caseros" e i passamontagna, attaccando vari autobus, costruendo barricate nei pressi delle principali università della capitale e rispondendo agli attacchi della polizia.
Le cooperative hanno immediatamente ridotto o sospeso la circolazione dei propri mezzi, mentre i corpi speciali della Polizia si sono lanciati in una massiccia azione repressiva, con un notevole abuso di forza. Molte telecamere hanno ripreso pestaggi indiscriminati contro studenti delle scuole superiori, che hanno portato all'immediata espulsione dalla Polizia di tre agenti e alla sospensione di altri quattro.
Da entrambe le parti ci sono stati, fino ad ora, numerosi feriti ed arresti, mentre continuano gli scontri in varie parti della città.
La polizia ha continuato a far uso di gas lacrimogeno, provocando il ricovero di molte persone che vivevano nelle zone circostanti e di armi da fuoco caricate, secondo la versione ufficiale, con proiettili di gomma.
Alcuni autisti di autobus sono intervenuti negli scontri sparando con pistole e ferendo uno studente alle gambe.

La grave crisi energetica, l'inarrestabile aumento della benzina e le ripercussioni sulla catena dei prezzi dei beni di prima necessità, sono problemi che si trascinano in modo drammatico da più di un anno, senza che le istituzioni dello Stato abbiano dimostrato un reale impegno ed interesse nella ricerca di soluzioni adeguate.
Se da una parte i proprietari degli autobus reclamano nuovi e continui sussidi allo Stato per poter mantenere inalterata la tariffa per la popolazione, dall'altra non hanno mai mantenuto la promessa di migliorare il pessimo servizio che continuano ad offrire, continuando a stipare gli autobus fino all'inverosimile, condurre i propri mezzi in modo irresponsabile, oltraggiare i passeggeri e utilizzare autobus fatiscenti, costantemente coinvolti in pericolosi incidenti o guasti meccanici.
Si sono, inoltre, sempre rifiutati di far conoscere pubblicamente l'utilizzo dei fondi pubblici ricevuti, trovandosi spesso coinvolti in scandali di corruzione.

Le istituzioni pubbliche, da parte loro, hanno fino ad ora lasciato che la grave crisi energetica che ha investito il paese arrivasse a limiti insostenibili per la popolazione, che continua a sopravvivere con poche decine di dollari al mese e che deve fare i salti mortali per poter tamponare i continui aumenti dei beni di prima necessità e dei servizi basici come energia elettrica, gas, acqua e trasporti pubblici.

In queste ultime ore si stanno svolgendo varie riunioni tra i rappresentanti delle cooperative dei trasporti, il Governo, la Asamblea Nacional e gli studenti, ma il timore è che alla fine si risolva tutto con nuove soluzioni-tampone che, fino ad ora, non hanno fatto altro che posporre nel tempo i gravi problemi sul tappeto, che hanno bisogno di analisi serie e a lungo termine, lasciando per un momento da parte i giochi politici e di partito, particolarmente intensi in questo periodo preelettorale.

(Testo e Foto Giorgio Trucchi - )

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