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31 maggio 2006
Fonte: Adital

Le persone che si occupano della difesa dei diritti umani hanno subito ripetute minacce e intimidazioni, soprattutto al momento delle proteste nazionali contro le politiche economiche del governo. Sono rimasti senza soluzione centinaia di casi di disputa tra le comunita' rurali e i proprietari terrieri. I responsabili delle violazioni dei diritti umani, incluso il genocidio, commesse in passato, durante il conflitto armato interno, non sono comparsi davante alla giustizia.

Il rapporto 2006 sui diritti umani nel mondo, di Amnesty International, indica inoltre che in Guatemala, nel marzo del 2005, il Congresso ha ratificato un trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, la Repubblica Dominicana e altri stati dell'America centrale. Questa decisione e altre politiche economiche, come l'espansione dell'attivita' mineraria di imprese straniere e la proposta di privatizzazione di parti del settore pubblico, hanno causato proteste importanti in tutto il paese. Almeno due manifestanti sono morti, presumibilmente per mano delle forze di sicurezza, e molti sono rimasti feriti durante le proteste.

Il governo ha chiesto pubblicamente perdono per quattro casi di violazione dei diritti umani commessi in passato, durante il conflitto armato interno. La pubblica ammenda per il massacro di piu' di 250 indigeni di Plan de Sanchez, commesso nel 1982 dalle forze di stato, era stata ordinata dalla Corte Internazionale Interamericana dei Diritti Umani.

Sono morte in Guatemala anche 650 persone dopo il passaggio dell'uragano Stan, che ha provocato notevoli danni e ha lasciato una scia di vittime in America Centrale in ottobre. Inoltre non hanno dato frutto gli sforzi per portare avanti una proposta appoggiata dall'ONU di creare una commissione per ricercare i corpi illegali e gli apparati clandestini, a dispetto delle promesse del governo.

Secondo i dati della polizia, sono state assassinate addirittura 665 donne in Guatemala, il che comporta un aumento rispetto alle 527 vittime del 2004. Spesso, questi omicidi erano accompagnati da violenza sessuale e atti di estrema brutalita'.

Secondo alcune relazioni, nel 2005 sono state effettuate 22 evacuazioni di comunita' rurali. Le autorita' hanno un'illegale parzialita' nei confronti dei proprietari terrieri, generalmente ricchi, nel rilasciare ordini di sgombero. Gli sgomberi sono caratterizzati dalla distruzione delle abitazioni e dall'uso di forza eccessiva, per cui in alcuni casi ci sono stati dei feriti.

Ugualmente, nel corso dell'anno 2005 si e' avuto notizia di 224 attacchi contro attivisti e organizzazioni di difesa dei diritti umani. La scelta del momento e la naturalezza di molti di questi attacchi indicavano la partecipazione di gruppi clandestini illegali.

Non sono stati fatti progressi nelle cause di genocidio o di crimini di lesa umanita' commessi in passato in Guatemala. In febbraio, la Corte Costituzionale ha sospeso il giudizio relativamente al massacro di Dos Erres del 1982, in cui piu' di 200 persone furono assassinate dall'esercito del Guatemala. La Corte ha stabilito che era stato violato il consueto iter. Alla fine dell'anno la causa era pendente.

In aprile, il presidente Oscar Berger ha annunciato che avrebbe cercato di abolire la pena di morte. Il progetto di legge relativo e' stato presentato al Congresso in maggio, dove sarebbe rimasto pendente fino alla fine dell'anno.

Note:

Tradotto da Silvia Corbatto per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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