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Perù: ha vinto Garcia, tornano i fantasmi del passato?

16 anni dopo essere stato il protagonista della più criticabile gestione del governo del paese, Alan García Pérez, il candidato del vecchio partito di Haya de la Torre,tornerà ad occupare la Casa di Pizzarro
6 giugno 2006 - José Coronado Cobeñas
Fonte: Adital

Questo sentenziano i risultati dell'Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali, ONPE, con il 91 per cento dei voti registrati, assegnando il 53.52% dei voti validi al Partido Aprista Peruano, contro il 46.48 che ha ottenuto il suo avversario nazionalista, Ollanta Humala Taso, del partito Union por el Peru', UPP.

Questo secondo turno elettorale che ha stabilito il prossimo governatore per il periodo 2006-2011, ha avuto luogo ieri domenica 4 giugno senza grandi inconvenienti, e senza i fantasmi che i media di destra avevano aizzato nei giorni precedenti l'elezione, e che promettevano violenza, nel caso in cui il candidato nazionalista non vincesse le elezioni. Ollanta Humala e' venuto a sapere durante la notte di domenica i primi risultati dell'ONPE e, lungi dal sentirsi sconfitto, ha affermato di aver ottenuto "una vittoria sociale e politica".

Piuttosto, i fantasmi che sono stati inevitabili nella notte trionfale del Partido Aprista sono quelli che parevano turbare il prevedibile governatore eletto nel suo primo discorso, dopo aver appreso i risultati. In quell'occasione, Alan Garcia ha garantito per l'ennesima volta che non commettera' di nuovo gli errori del suo primo governo, cioe' iperinflazione, corruzione, occupazione di tutte le cariche dello Stato, sovvenzioni in dollari ai suoi amici imprenditori, incapacita' di affrontare il fenomeno della violenza e palesi violazioni dei diritti umani, come i massacri nelle carceri.

E tuttavia, durante lo stesso incontro, Garcia e' tornato alle promesse generali e al suo lessico fiorito, come nell'annunciare che "tendera' la mano a tutti i peruviani", che non si dimentichera' di quelli che non hanno votato per lui - alludendo ai 14 dipartimenti della sierra centro e sud che hanno appoggiato Humala -, e non ha neanche sprecato l'occasione per mandare un messaggio a Caracas: "Qui l'unico sconfitto e' stato Chavez".

Ollanta Humala, da parte sua, dopo aver riconosciuto i risultati dell'ONPE, ha chiamato le forze di sinistra, i movimenti regionali e le organizzazioni sociali, a formare un grande Fronte Nazionalista per dare il via alle trasformazioni sociali che aveva annunciato durante la sua campagna elettorale. Consapevole di aver trionfato nei dipartimenti piu' poveri del paese, che ne costituiscono la grande maggioranza, il candidato nazionalista ha messo di nuovo in evidenza "la sua vittoria sociale e politica", oltre ad aver ottenuto la prima minoranza nel Congresso unicamerale della Repubblica con 45 rappresentanti, contro i 36 del Partido Aprista. Bisogna sottolineare che sui 24 dipartimenti, Humala ha vinto in 14 e Garcia solo in 10, fra cui Lima e i principali dipartimenti della costa.

Una volta noti i primi risultati ufficiali, le reazioni sono state differenti, soprattutto quelle dei rappresentanti dei partiti politici che sono riusciti a passare l'ostacolo elettorale del primo turno. Una delle piu' famose e' stata quella dell'ex candidata della conservatrice Unidad Nacional, Lourdes Flores, che si e' incaricata di ricordare a Alan Garcia di aver vinto "con voti prestati e con quelli della paura". Un'altra opinione che non ha potuto passare inosservata e' stata quella dello scrittore Mario Vargas Llosa, che "ha consigliato" a Garcia di non governare secondo ricette populiste.

Altri osservatori, oltre a ricordare i disastri economici della gestione di Garcia tra il 1985 e il 1990, durante il suo primo governo, hanno avvertito che i risultati elettorali non hanno fatto altro che riflettere la frattura sociale che affligge il paese. "Se Garcia non interpreta bene questi risultati, in poco tempo il suo prossimo governo puo' sfociare in una grande crisi politica", ha ammonito l'osservatore internazionale Alberto Adrianzen.

Da parte sua Carlos Reyna, sociologo politico, ha fatto notare che Garcia dovra' incanalare politicamente la polarizzazione sociale e che il peggior errore che puo' commettere "e' pensare di poter fare un governo con il tipo di alleanza del secondo turno, che e' stata un'alleanza con la destra, non esplicita ne' formale ma chiaramente visibile".

I principali settori o movimenti sociali non hanno ancora rilasciato opinioni o espresso opinioni ufficiali riguardo i risultati. Tuttavia, alcune voci si sono fatte sentire, come quella della Confederacion Campesina del Peru', per i cui dirigenti il trionfo di Garcia facilita al governo la possibilita' di ratificare al Congresso il Trattato di Libero Commercio, TLC. Ugualmente, hanno fatto notare che i componenti delle comunita' contadine andine non credono alla promessa di Garcia di stimolare una "sierra esportatrice", perche' in quei dipartimenti Ollanta Humala ha vinto con un notevole distacco, come nel caso di Ayacucho, in cui ha ottenuto piu' dell'80 percento dei voti. I dirigenti della CCP hanno ricordato di aver chiamato alle mobilitazioni per questa settimana, in cui probabilmente si iniziera' a discutere sul TLC.

Come abbiamo segnalato in altre occasioni, l'incognita presidenziale e' gia' stata eliminata. Quello che resta ancora da vedere e' se una nuova gestione aprista sara' capace di contribuire a risolvere l'enorme debito sociale che lo Stato e i partiti che si sono arricchiti con questa democrazia hanno con i villaggi piu' poveri del Peru' profondo e che ieri domenica 4 giugno hanno detto no a Garcia e hanno trasformato i loro voti in un serio avvertimento per il Peru' Ufficiale o il Peru' di Lima.

Note:

Traduzione di Silvia Corbatto per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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