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Colombia: il trionfo del continuismo

La Colombia ha rieletto l'attuale presidente Alvaro Uribe,con il 62% dei voti per il periodo 2006-2010: il candidato della destra, del continuismo e dell' impero ha vinto con un'ampia maggioranza, ma c'e' stata una elevata astensione (55%), mentre il candidato del Polo Democrático Alternativo, Carlos Gaviria, ha ottenuto il secondo posto ottenendo un record per la sinistra in una elezione presidenziale
7 giugno 2006 - Olafo Montalbán
Fonte: Alai - Attac

La cartina politica della Colombia si e' ricomposta. Le elezioni di domenica sono storiche perche' chiariscono vari interrogativi. Primo, risulta evidente che la destra continua ad avere un ampio consenso popolare e che il meccanismo elettorale e' intatto.

Sostenuto, senza dubbio, dalla grande stampa del paese, i Mezzi di Alienazione di Massa. Secondo, queste elezioni hanno seppellito il decadente bipartitismo che ha governato, e in che modo!, il paese per piu' di un secolo. Terzo, il Polo Democratico Alternativo ha passato la prova del fuoco, trasformandosi nella seconda forza politica del paese, e nell'alternativa di potere del prossimo futuro. Dimostrando, da un lato, di essere il vero partito di opposizione al blocco e al modello politico della logora oligarchia colombiana; e dall'altro, di incarnare i sogni e la speranza delle riforme radicali che dobbiamo portare a termine.

Rieletto Alvaro Uribe, si proseguira' con la sicurezza democratica, su questo non c'è dubbio. Si riafferma, d'altra parte, il potere della destra, dell'elite economica e finanziaria, della gerarchia ecclesiastica, dei Mezzi di Alienazione di Massa (RCN, Caracol, El Tiempo, ETC) e dei paramilitari (tranne i candidati all'estradizione). Washington, sede della Roma moderna, sentira' suo, naturalmente, questo trionfo, e brindera' augurandosi che la Colombia resti sotto il suo protettorato. Con Uribe ritorna e vince la politica delle privatizzazioni. Il TLC sara' approvato, di certo, da un Congresso identificato con il suo proprietario.

Grazie a tutto questo cederemo, ancora di piu', spazi di sovranita' nazionale e sicurezza alimentare, garantendo, già che ci siamo, un alto rendimento agli investimenti stranieri e offrendo profitti piu' elevati alle transnazionali nel nostro indebolito mercato nazionale. L'impero si e' assicurato, per altri quattro anni, al piu' fedele alleato della regione, quinta colonna nella lotta contro il "terrorismo" o i comunisti camuffati, come ci chiama ora, e principale cospiratore contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Continueranno, ugualmente, le estradizioni, aumentera' la poverta' e la miseria del popolo, continuera' la politica dei trasferimenti forzati, e l'assassinio e la persecuzione contro l'opposizione che e' nata con il PDA.
Nulla di cio' sorprende.

Carlos Gaviria e il PDA: la speranza e la riforma radicale della societa'

Avevamo affermato, in uno scritto in cui parlavamo dei due scenari unici, che se Carlos Gaviria avesse vinto le elezioni, avrebbe trionfato la speranza di portare a termine una riforma radicale della societa', a partire dallo Stato Sociale di Diritto. Gonfiando come un immenso palloncino giallo l'idea che usciremo dalla prolungata crisi storica che stiamo vivendo. Avevamo detto che il progetto sociale per una vita degna, una patria indipendente, libera e di diritto per tutti e tutte, avrebbe preso piede. E, infine, che le FARC avrebbero accettato l'invito a negoziare lo scambio umanitario, disposti a giocare la carta della soluzione politica della trattativa contro il conflitto armato.

Ma questo scenario, quello del trionfo del PDA con Carlos Gaviria, era il meno probabile da conquistare alle urne, e allo stesso tempo, il piu' complesso e difficile per la sinistra. La destra e il potere avrebbero cercato di corrompere e annientare Gaviria e il suo governo nel minor tempo possibile. A questo avrebbero anche contribuito le contraddizioni delle singole tendenze all'interno del PDA. Lo scoppio del bel palloncino giallo pieno di speranza che oggi percorre le strade, le universita', gli angoli e le campagne colombiane era alquanto probabile. Passati i quattro anni del bell'esperimento della sinistra, ci si augurava che sarebbero arrivati i liberali, nel 2010. Il progetto di rigommatura a cui gioca la stanca oligarchia colombiana. Los Vargas, Lleras, Santos, Pardos, etc.

Il compito che ha la sinistra e il PDA con Carlos Gaviria sara' titanico. Non solo essere la seconda forza politica, ma costituire una reale alternativa di potere in Colombia. Da questo momento in avanti consolidare cio' che e' già' stato raggiunto, quadruplicare l'appoggio ottenuto, diffondere la nostra proposta, il programma e le idee che ci porteranno al potere nazionale, conquistando e ottenendo i poteri locali e regionali. Questa e' la grande sfida. Per questo contiamo oggi su un dirigente e un leader del calibro di Carlos Gaviria, con un PDA in erba ma pieno di giovani, che sono la speranza del cambiamento radicale di cui abbiamo bisogno.

Non abbiamo altra alternativa se non l'unita', l'organizzazione, la mobilitazione e la lotta di strada per rispondere dall'opposizione alla storica sfida. Sappiamo che la destra governera', riuscendo a terminare il proprio mandato, altri quattro anni sotto il segno del logoramento e sulla difensiva. La vecchia volpe confida nella buona immagine e nell'opinione favorevole che ha del suo leader. Opinione costruita con bestemmie, raggiri e repressione. Tuttavia, il rapido logoramento delle politiche di questo governo e' talmente evidente, che per ogni giorno che passa sembrera' loro che passino dei mesi. Senza dubbio, si esaurira' piu' presto che tardi il combustibile che ha alimentato la macchina da guerra e la fragile immagine del governo della sicurezza democratica. In breve, l'appoggio che rimane loro iniziera' a recedere. La destra e' nervosa e non sa cosa fare e come farlo per contenere l'irrimediabile "svanimento" del suo presidente rieletto.

Due utopie lottano fino alla morte: una vecchia volpe che rifiuta violentemente di morire e resiste contro il tempo, e l'altra appena nata che percorre, senza svegliarsi pero' ancora del tutto, le strade, le campagne, gli angoli di questo paese issando la bandiera gialla della speranza e delle riforme radicali.

Note:

Tradotto da Silvia Corbatto per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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