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Le diversità culturali troveranno spazio nel nuovo Ecuador indigeno

Ecuador: Luis Macas presenta il programma del Movimento Patria Pachakutik

Le risorse naturali e un'Assemblea Costituente partecipata tra le proposte del leader indigeno
14 settembre 2006 - David Lifodi

Un nuovo modello di stato, la nazionalizzazione delle risorse naturali e il rifiuto di assecondare gli Stati Uniti nella cosiddetta guerra al narcotraffico in Colombia sono stati tra gli argomenti principali affrontati da Luis Macas, leader dei movimenti indigeni ecuadoriani e da poco candidato presidenziale per il Movimento Patria Pachakutik (Mpp), in occasione di un'intervista andata in onda per Telesur all'interno del programma "Agenda del Sur, La Revista".
Macas ha parlato della necessità di convocare un'Assemblea Costituente che permetta di trasformare la logica di uno stato fin qui escludente nei confronti dei popoli indigeni. Ovviamente la proposta di assemblea di Macas va in direzione opposta a quella più volte espressa dal presidente del paese Palacio, secondo il quale avrebbe dovuto avere un potere incondizionato rendendosi così di fatto autonoma rispetto al potere esecutivo, legislativo e giudiziario ed esercitando verso di loro una propria autorità. Di fronte alla manovra di Palacio, volta a mantenere al Congresso gli attuali parlamentari, Macas ha descritto le modalità di organizzazione della popolazione, che ha già dato vita ai lavori di preparazione per la nuova Costituente divisasi in assemblee provinciali, e quindi seguendo uno schema di partecipazione popolare ben lontano dai disegni politici del Congresso. "Crediamo che lo stato prosegua in un percorso essenzialmente colonialista", ha spiegato Macas, mentre "noi vogliamo trasformare la struttura statale del paese affinché vengano rispettate le diversità culturali e regionali e tutti gli ecuadoriani si sentano parte integrante dello stato". L'alfiere del movimento indigeno non sembra preoccupato dall'alto tasso astensionismo espresso dalla popolazione negli ultimi anni, dovuta secondo lui più a una forma di protesta verso un potere corrotto e governato a distanza dagli Stati Uniti che a un disinteresse degli ecuadoriani verso la competizione elettorale in quanto tale, facendo inoltre leva sul rifiuto dei partiti tradizionali a vantaggio di movimenti polari che si fanno partito in modo non troppo dissimile dal Movimento al Socialismo (Mas) boliviano.
Per quanto riguarda la presenza delle multinazionali del petrolio Macas, sulla strada di quanto avvenuto in Bolivia con la presidenza Morales, intende battersi per la nazionalizzazione delle risorse naturali affinchè il paese sia ulteriormente depredato e impoverito. Del resto fin dall'Agosto del 2005 gli abitanti delle province di Sucumbios e Orellana, al grido di "il petrolio appartiene al popolo ecuadoriano", si erano mobilitate capendo che la posta in palio riguardava la sovranità della popolazione ecuadoriana in occasione della battaglia contro la multinazionale petrolifera statunitense Oxy.
Conseguente alla riconquista della sovranità per Macas è l'opposizione a quel Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti che più di una volta il presidente Palacio è stato sul punto di ratificare e che si tradurrebbe in una sopravvivenza dello stato ecuadoriano solo in funzione degli Usa e delle imprese transnazionali. A questo proposito si può citare il tentativo Usa di coinvolgere il paese nella presunta lotta al narcotraffico varata fin dai tempi del Plan Colombia dall'amministrazione statunitense e dal presidente colombiano Uribe, uno degli ultimi baluardi rimasti nel continente sudamericano a difendere gli interessi americani. Verso il "Plan de Consolidacion", ultima variante del "Plan Colombia" in cui è prevista l'inclusione dell'Ecuador, Macas ha ribadito la sua contrarietà al progressivo coinvolgimento del suo paese, evidenziando il progressivo peggioramento delle già difficili condizioni di vita della popolazione che abita nel nord del paese alla frontiera con la Colombia. "Si tratta di una strategia politica studiata dagli Stati Uniti per consolidare la presenza americana in Sudamerica", ha commentato Macas, approfittando infine dell'occasione per ricordare la presenza illegale delle truppe Usa nella base militare di Manta (dove si sono installate senza che fosse stato consultato in precedenza il Congresso) e per auspicare un successo che porti il Movimento Patria Pachakutik (Mpp) al potere in seguito alle prossime elezioni presidenziali.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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