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Paco Taibo, cinquanta giorni in piazza: «Questo movimento andrà avanti anni»

19 settembre 2006 - Gianni Proiettis
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Autore di romanzi, saggi, una celebrata biografia di Che Guevara e una fresca di stampa di Pancho Villa, Pago Ignacio Taibo II è sicuramente lo scrittore messicano più letto e tradotto in Italia. Insieme all'attrice Jesusa Rodriguez, Taibo è stato fra i più attivi animatori culturali del plantònche per quasi cinquanta giorni ha occupato il centro di Città di Messico con un enorme tendopoli per protestare contro le elezioni fraudolente del 2 luglio. Il suo contributo principale è consistito in decine di conferenze che lui definisce «un corso di storia per cittadini ribelli».
Che pensi della Convenciòn nacional democratica?Ho opinioni contrastanti. Da una parte, mi sembra la dimostrazione che il movimento non è affatto logorato, come pretendono alcuni. Al contrario, credo che l'accumulo di tanti soprusi negli anni è esploso in modo consistente in un movimento che non ha impazienza e che ha tempi lunghi. Pertanto, che i nostri nemici si preparino a molti anni di dissidenza attiva. D'altra parte, bisogna dire che c'è troppa verticalità nel movimento. Per quanto ci sia molta forza che viene dal basso, non si è ancora trovato il modo per cui questa forza si esprima. E' un movimento diretto da un caudilloindiscutibile, che è Amlo, e da una dirigenza che invece è molto discutibile, in cui c'è gente che non mi piace affatto. La vitalità che ho sentito nei quasi cinquanta giorni dell'accampamento non si riflette ancora nella direzione del movimento né in meccanismi democratici di decisione. Personalmente ero contrario a nominare Amlo presidente, mi sembrava una decisione errata, che avrebbe provocato una cascata di critiche da parte dei media.
Quali sono i punti di forza del movimento?Mi sono reso conto, guardandomi intorno, che il settore predominante è quello dei quaranta-cinquantenni. Questo significa che qui, nel cuore del Messico, ci sono due o tre generazioni che hanno accumulato esperienze di resistenza: il movimento studentesco del '68, il movimento degli insegnanti, quello urbano-popolare, le lotte delle borgate, il movimento sindacale degli anni '70. Li ho visti, ho parlato con loro, tutti hanno una storia alle spalle, è impressionante. E' un nucleo che ha una forza immensa e una grande esperienza di lotta.
Che pensi della posizione negativa assunta dal comandante Marcos rispetto alla candidatura di Amlo. Mira, Marcos ha sbagliato e il suo errore ha isolato gli zapatisti. L'idea di tenersi al margine del processo elettorale era sbagliata perché, che Amlo piacesse o no, era ovvio che la grande maggioranza della popolazione, che ha uno spirito critico, avrebbe partecipato alle elezioni. Quando Marcos si è tenuto fuori dal processo elettorale, più che da Amlo si è allontanato dalla mobilitazione . E questo è stato un errore, che gli zapatisti stanno ancora pagando e spero che, nel medio termine, si risolva con un processo di confluenza.
Non credi che nelle elezioni ci sia stata anche molta ingenuità da parte del Prd, che non ha sorvegliato abbastanza la votazione?Certo che c'è stata. E ci sono stati anche errori di Amlo, di Cardenas, di Marcos, delle reti cittadine che non si sono coordinate abbastanza con il Prd. Ma la frode ha un'altra origine, non nasce dai nostri errori ma dalla volontà ferrea dell'oligarchia messicana di non far passare la sinistra.
Quali sono le tue maggiori critiche a Lopez Obrador?E' un sordo funzionale, ascolta molto poco. Ha una abilità per scegliersi i peggiori amici possibili, come Norberto Rivera, arcivescovo primate del Messico, e Carlos Slim, il terzo uomo più ricco del mondo, che ci hanno messo dieci minuti a voltargli le spalle e a pugnalarlo. I quadri che riunisce intorno a sé non hanno forza propria e non vengono dal movimento, hanno un passato oscuro, fra loro ci sono una caterba di ex priisti riciclati. Mi sembra carente di visione in molte cose: in politica internazionale e in politica culturale, per esempio, è molto debole. Però ha assunto il ruolo corretto - e per questo lo rispetto - di fronte all'imposizione e come leader della resistenza.
Che pensi del fatto che tutte le esperienze di governi paralleli non hanno funzionato?Però possono essere detonatori del dissenso sociale, rendere impossibile a un eventuale governo di Calderòn l'adozione di un programma di destra. Di fatto, il Fondo monetario internazionale già lo ha annunciato: più contenuti sociali, niente tagli a educazione e sanità. Tutto il progetto neoliberale sarà costretto a frenare. Il movimento è destinato a crescere su punti che creano un vasto consenso come la lotta alla corruzione e agli arricchimenti inesplicabili.

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