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Cosa puo' succedere in Venezuela? I possibili scenari.

Verso le elezioni presidenziali in Venezuela.

26 ottobre 2006 - Attilio Folliero (www.lapatriagrande.net)

Come e' a conoscenza di tutto il mondo, Hugo Chávez vincera' le prossime
elezioni del 3 dicembre; nessuno, ma neppure il piu' convinto degli
oppositori pensa di poter vincere questa elezione. L'elezione di Chávez e'
dunque ampiamente scontata. La campagna elettorale dell'opposizione, in
cui comunque gli USA (si gli USA!) hanno investito un sacco di dollari, in
realta' e' molto blanda ed e' portata avanti senza convinzione proprio
perche' tutti sanno che non possono vincere; tutti sanno che il popolo e'
dalla parte di Chávez.
I candidati alla presidenza sono tanti: 21 quelli ancora in lizza; ma di
questi a parte Chávez, solo Manuel Rosales e Benjamin Rausseu, noto comico
conosciuto con il soprannome di Conte del Guachero hanno qualche punto
percentuale. Il Conte terzo nei sondaggi non raggiunge il 2%; il secondo
dei contendenti, Manuel Rosales, il cosidetto candidato unico
dell'opposizione partiva con una base di circa il 30%; a tanto ammontava,
piu' o meno, la somma di tutti i partiti di opposizione, stando ai
sondaggi di inizio agosto, periodo del lancio delle candidature. Col
passare dei giorni, questa percentuale si e' via via assottigliata e
Rosales oggi e' dato a non piu' del 15/17%.
Rosales e' un unomo solo, sempre piu' solo; il suo comando di campagna,
costituito dai principali rapprsentanti dei partiti di opposizione ormnai
da tempo hanno smesso di accompagnarlo. Per non bruciarsi completamente, i
suoi compagni di campagna preferiscono non farsi vedere o fotografare
assieme a lui. La sua assoluta solitudine e' l'aspetto prevalente della
campagna elettorale del candidato di opposizione. Lo scorso fine settimana
ha annullato le manifestazioni previste nello Stato Lara, adducendo motivi
metereologici avversi; la verita' e' probabilmente un'altra: la assoluta
mancanza di partecipazione popolare ha convinto il candidato a desistere
dall'idea di organizzare manifestazioni nello Stato Lara, fortemente
schuierato col Presidente Chávez.
L'unica nota di questa campagna viene dalle folle oceaniche che
accompagnano ogni uscita del Presidente in carica. Qui, in Venezuela quasi
ogni settimana si assiste alla inaugurazione di qualche grande opera
pubblica: una linea della metropolitana a Caracas o di qualche altra
grande citta'; una linea ferroviaria; un liceo; una universita; un grande
impianto per la produzione dell'energia elettrica; un impianto di acqua
potabile; un ponte... tutte opere gigantesche che neppure l'opposizione
piu' retrogade (quella della televisione commerciale) riesce piu a dire
che si tratta di operazioni elettoralistiche. L'inagurazione imminente del
secondo Ponte sull'Orinoco, equivalente per grandezza al Ponte di Messina,
per fare un esempio, i cui lavori sono iniziati anni fa e per pura
coincidenza terminati in questo momento di campagna elettorale, nessuno
puo' permettersi di dire che la sua inaugurazione e' una operazione
elettoralistica.
L'unica stupidezza che riescono a dire, sempre e solo i mezzi di
informazione commerciale, e' che si tratta di lavori progettati dai
governi precedenti a Chávez. Si, e' vero! Molte di queste opere erano
state pensate 30 o quaranta anni fa, ma nessuno si era sognato di
realizzarle concretamente. Era necessario l'arrivo di Chávez, che con la
sua politica e' riuscito a far si che gli ingenti fiumi di dollari
derivanti dalla vendita del petrolio e delle altre materie prime, invece
di finire nelle mani, o meglio nelle tasche e nelle banche di poche
famiglie oligarchche, vengano utilizzati per la costruzione di opere
pubbliche e per opere di carattere sociale.
Subito dopo l'inaugurazione del secondo ponte sull'Orinoco, fra qualche
giorno, iniziano i lavori per la costruzione del terzo che terminera' fra
alcuni anni, sicuramente in prossimita' di qualche elezione, visto che qua
si vota praticamente tutti gli anni e tutte le volte e' una vittoria
sempre piu' schiaggiante per Chávez ed i partiti a lui collegati.Inaugurata, qualche settimana fa, la linea 4 del metro di Caracas, e'
imminente l'inizio dei lavori per il suo prolungamento che arrivera' a
servire anche una delle zone piu' esclusive di Caracas, Las Mercedes, zona
abitata dalla borghesia, ma fortemente intasata dal traffico, per cui la
realizzazione di questa ennesima grande opera non puo' che far accrescre i consensi verso Chávez anche tra le classi piu alte e privilegiate.
Probabilmente l'esempio piu evidente di come siano cambiate le cose in
questo paese e' rappresentato dall'autostrada che collega Caracas
all'aereoporto. L'autostrada costruita dal dittatore Perez Jimenez oltre
mezzo secolo fa, fu completamente abbandonata fino al punto che il ponte
piu' importante e' letteralmnte crollato nell'era Chávez; si e' cercato
invano di farlo sopravvivere fino al completamnto della nuova autostrada,
ma tutto e' risultato vano: 50 anni di totale abbandono non hanno
permesso il suo salvataggio neppure momentaneo, per arrivare al fatidico
maggio 2007, data prevista per l'inaugurazione della nuova autostrada.
A parte i benefici materiali, le grandi opere sotto gli occhi di tutti,
c'e' un motivo ben piu' importante che spinge il popolo a votare per il
suo presidente: Chávez ha dato dignita' e speranza ad un popolo che per i
governi precedenti semplicemnte non esisteva. In questo paese si sono
avuti governi, presidenti, dittatori che si ricordavano del popolo
semplciemnte per reprimerlo; presidenti/dittatori che chiudevano le poche
scuole esistenti affinche il popolo rimanesse nell'ignoranza. Ricordiamo
che in Venezuela, sotto i governi democratici della IV Repubblica, dal
1961 in poi, nasce la figura dei desaparecidos dell'America Latina.
Come potrebbe il popolo rivoltarsi contro Chávez? Attualmente, non credo
esista al mondo un presidente piu' amato di quello venezuelano. C'e' da
dire anche che cosi' come e' amato dalla maggioramza, altrettanto e'
odiato dalla minoranza oligarchica di questo paese, abituata a spartirsi
le ingenti risorse, lasciando le briciole alla poca classe media e
praticamente niente di niente per la stragrande maggioranza della
popolazione.
Che dire dell'opposizione? Due sono le certezze: nessun candidato
dell'opposizione ha la possibilita' di vincere queste elezioni; l'altra
certezza e' che l'oligarchia non accetta e non accettera' mai di cedere il
potere. Quindi, nella consapevolezza della sua sconfitta elettorale, e'
piu che certo che abbiano dei piani segreti, preparati col Governo USA e
la CIA.
La sparizione di Rosales
Recentemente si e' parlato di una possibile sparizione, ossia omicidio del
candidato Rosales. Sicuramente molto presto questo candidato Manuel
Rosales dovra' sparire, ma dietro le sbarre di una cella; infatti la
magistratura ha accertato l'enorme corruzione e sperpero di denaro
pubblico che ruota attorno alla sua gestione come Governatore della
Regione Zulia: ingenti quantita' di denaro pubblico venivano utilizzati
per l'arricchimento personale, dei propri familiari e del proprio clan; ha
scoperto proprieta' in Spagna e negli USA e perfino aerei privati
acquistati coi soldi dello Stato, utilizzati per l'arricchimento
personale. Dunque Rosales se non sparisce dietro una cella, sicuramente
decidera' di sparire per non finire in galera.
Purtoppo c'e' da segnalare che in questo paese nessuno finisce in galera!
Alla faccia della dittatura di cui Chávez e' accusato dall'opposizione. Si
puo' fare un colpo di stato; si puo' decidere di andare ad occupare la
televisione pubblica; si puo' organizzare una serrata che provoca migliaia
di milioni di dollari di danno al paese; si puo' andare ad occupare una
ambasciata... ; per tutti questi reati, commessi davanti agli occhi del
mondo, praticamente nessuno e' finito in galera.
In questo paese, nel 2002, il Governatore dello Stato Miranda, Riqui
Mendoza, per esempio, occupo' la televisione pubblica e circola
liberamente; il sindaco del Municipio Baruta, Capriles Radoski, fu
protagonista dell'assalto ad una ambasciata, l'ambasciata di Cuba, eppure
dopo essersi fatto qualche giorno di Carcere e' uscito in attesa di un
giudizio che probabilemnte non arrivera' mai! Lo stesso Manuel Rosales e'
uno dei firmatari del famoso decreto con il quale il dittatore Carmona il
breve (per essere rimasto in carica solo 47 ore) aveva dissolto tutti i
poteri pubblici; ossia e' di fatto uno dei principali golpisti; eppure
circola liberamente ed e' addirittura candidato alla Presidenza della Repubblica!
In Italia, per fare un paragone, quei quattro scalmanati leghisti che
qualche anno fa salirono sul Campanile di Venezia, dichiarandolo
territorio libero della Serenissima Repubbblica di Venezia sono rimasti in
carcere per anni. Qua, nessun golpista, tranne il solo Carlos Ortega, e'
finito in galera, poi evaso ed oggi e' l'ennesimo uccello di bosco di
questa Repubblica.
A dire la verita' fino in fondo, non e' vero che nessuno finisce in
galera: quattro giovani che nel 2004 hanno abbattutto la statua di
Cristoforo Colombo sono rimasti 8 mesi in galera e sicuramente verranno
condannati a nuemrosi anni di carcere. Purtoppo - e bisogna gridarlo
forte - in Venezuela si permette l'impunita'. Le principali 4 televisioni
commerciali a carattere nazionale, dal 2001 hanno smesso di fare
televisione, per occuparsi 24 ore al giorno di politica antigoverno. Se
non ci fossero state queste televisioni, il popolo Venezuelano si sarebbe
unito completamente attorno al suo presidente riformatore, che con le sue
riforme sta favorendo anche la classe media.
Ovviamente, queste televisioni rappresentano l'oligarchia ed e' il vero
partito di opposizione in Venezuela. In qualsiasi altro paese, Italia
compresa, a queste televisioni sarebbe stata ritirata la licenza da anni.
Qui si permette di disinformare e di alterare la verita' impunemente. Si
permette che organizzino la preparazione dei colpi di stato, attentati ed
omicidi. E' certo, per ammissione stessa dei protagonisti ed in vivo e in
diretta la mattina del 12 aprile del 2002 ed in numerose altre occasioni, che le TV commerciali hanno avuto un ruolo determinante nella
realizzazione del Colpo di Stato dell'11 aprile 2002; hanno avuto un ruolo
fondamentale nella serrata del dicembre 2002-gennaio 2003; il proprietaria
del principale canale di opposizione, Globovision, Nelson Mezerani,
banchiere ed oligarca e' il presunto mandante dell'omicidio del giudice
Danilo Andreson, che indagava su tutti i principali "misteri" del
Venezuela.
Questa e' la realta' del Venezuela: le 4 principali TV commerciali per 24
ore al giorno ripetono, da 5 anni, di essere in un paese dittatoriale che
reprime la liberta' di stampa! Quando fanno finta di informare, l' informazione e' completamente distorta, manipolata; forniamo solo un
esempio, che si verifica puntualemnte tutte le volte che Chávez indice una
manifestazione nella Avenida Bolivar di Caracas. Questa larga arteria
viaria praticamente attraversa tutta Caracas da est ad ovest e nella parte
centrale che va dall'Hotel Hilton al Palazzo di Giustizia, per piu' di due
chilometri, e' di solito utilizzata da Chávez per concludere le proprie
manifestazioni. Per quanto questa arteria sia immensa, di fatto e'
incapace di contenere tutta la gente che va alle manifestazioni di Chávez.
Ebbene, puntualemnte le TV commerciali in ogni manifestazione di Chávez,
ripetono la stesso formato: un giornalista in diretta, sul posto, a
commentare la scarsa presenza di pubblico e le immagini che passano a
testimoniarlo; solamente che le immagini sono sempre registrate tre o
quattro ore prima, quando evidentemente l'immenso viale non puo' essere
pieno; ovviamente la realta' e' ben diversa ed e' sotto gli occhi di
tutti.
Fino al 2002, anche l'opposizione utlizzava questo spazio, con un successo
di pubblico certamente non paragonabile alle manifestazioni di Chávez,
pero' poteva utilizzarlo perche' aveva un seguito abbastanza consistente.
Oggi, Rosales, per la sua manifestazione elettorale piu' importante, la
manifestazione di Caracas, non ha utilizzato questo spazio, proprio perche'
il seguito e' cosi scarso che avrebbe fatto una figuraccia se avesse
indetto la manifestazione in questo spazio cosi' grande. E' una verita'
inconfutabile.
Chávez vincera' con una maggioranza assoluta queste elezioni. L'oligarchia
e, dietro di lei, il Governo Bush e la CIA, non lasceranno niente di
intentato per cercare di sconfiggere Chávez. Certamente non possono
sconfiggere Chávez sul terreno elettorale.
Come si diceva prima, si e' parlato di un possibile piano per uccidere
Rosales ed addebitare la colpa a Chávez. In questo caso - secondo quanto
riportato da piu' fonti - si sospenderebbero le elezioni ed il nuovo
candidato dell'opposizione riuscirebbe vincitore perche il popolo si
renderebbe conto che Chávez altro non e' che un assassino. Questo piu' o
meno si e' detto e scritto, riportato anche da piu' parti in Italia.
L'assassisinio di Rosales per mano della stessa opposizione e della CIA,
per far ricadere la colpa su Chávez e' una ipotesi che e' circolata. Molti
esponenti del Governo o vicni ad esso, si sono detti preoccupati; oggi
stesso il sindaco di Maracaibo, la capitale della Regione Zulia, di cui e'
Governatore Rosales, il signor Giancarlo Di Martino, di chiare origini
italiane e appartenete alla coalizione che appoggia il presidente Chávez,
ha dichiarato che bisogna proteggere il candidato Rosales.
Personalemnte non ritengo che questa sia la soluzione che adottera' la
CIA. Non credo per un motivo molto semplice: nessuno, ma proprio nessuno
in venezuela crederebbe all'accusa che Chávez sia il mandante di questo
supposto omicidio. Il popolo sa bene che Chávez e' in netto vantaggio,
quindi non ha nessun interesse ad eliminarlo fisicamente. Inoltre, per
Chávez, Rosales rappresenta il candidato ideale; non avrebbe potuto sperare di meglio; qualsiasi altro candidato sarebbe stato capace di
raccogliere piu' consensi, quindi Chávez non ha proprio nessun interesse
alla sua eliminazione fisica ed il popolo e' pienamente cosciente di
questo.
Sono stati avanzati paragoni con il Messico del 1994, ma ritengo che siamo
di fronte a situazioni completamente differenti: il popolo venezuelano ha
una coscienza che difficilmente potrebbe essere ingannato con un simile
stratagemma. E la CIA e' cosciente di questo.
L'omicidio di Chávez
L'opposizione ha sicuramnte pianificato delle azioni sporche, tra le quali
indubbiamente la piu' sporca di tutte e' l'omicido dello stesso Chávez.
L'oligarchia venezuelana, il governo di Bush e la CIA, sanno perfettamente
che l'unico modo per sbarazzarsi di Chávez e' eliminarlo fisicamente,
ammazzarlo.
Proprio ieri, il presidente Chávez, parlando ad una immensa marea umana
nella piazza piu' grande del Veneuzela, a Valencia, nella Regione
Carabobo, ha dichiarato che in caso di una sua eliminazione fisica, il popolo sa cosa deve fare: accelerare la via al socialismo.
Alla CIA ed alla oligarchia venezuelana non interessa la conseguenza di un
possibile assassinio del presidente Chávez, che per certo determinerebbe
una guerra civile; alla CIA ed alla oligarchia interessa solo eliminarlo
politicamente e fisicamente.

Il Colpo di Stato
Altro possibile scenario: una ripetizione del colpo di stato dell'11
aprile del 2002. L'opposizione gia' sta gridando all'imbroglio elettorale;
negli Stati Uniti stanno circolando falsi sondaggi elettorali in cui si
afferma che il candidato Rosales e' dato fortemente in vantaggiato su
Chávez; ovviamente quanto di piu' falso. Perche' stanno circolando
all'estero questi falsi sondaggi, cosi' lontani dalla realta'? Semplice:
per preparare il terreno; diffondendo l'idea che Rosales sia in vantaggio,
la sera del tre dicembre, di fornte al risultato reale (la maggioranza
assoluta di Chávez) l'opposizione gridera' all'imbroglio e l'opinione
pubblica mondiale credera' all'imbroglio perche' tutti i sondaggi che gli
erano stati somministrati davano in forte vantaggio il candidato
oppositore. Chávez ha vinto grazie ad un imbroglio! Pertanto l'opinione
pubblica mondiale non si opporrebbe alle possibili azioni di forza e
violenza che l'opposizione metterebbe in atto in Venezuela.
E' cio' che sta pensando l'opposizione: azioni di violenza per la strada
(la cosiddetta guarimba) ed un possibile tentativo di colpo di stato,
ripetendo lo schema dell'11 aprile. L'opposizione sta gia' organizzando
una marcia per l'indomani della diffusione dei risultati elettorali,
suppostamente scaturiti da un imbroglio; una marcia, attizzata dai mezzi
di comunicazione, che chiede l'allontanamento di Chávez, vincitore delle
elezioni grazie all'imbroglio. Lo schema prosegue con una imboscata da
parte di francotiratori, sicari paramilitari fatti arrivare dalla
Colombia. Quindi una strage annunciata da addebitare al presidente Chávez.
Non si tratta di fantapolitica, ma di uno schema messo a punto dalla CIA e
gia' sperimentato proprio in Venezuela (11/04/2002).
Chávez - e con questo allertiamo l'opinione pubblica italiana e mondiale -
non ha bisogno di imbrogli per vincere le elzioni; ha la maggioranza
assoluta. Chiunque arriva in Venezuela puo' rendersene facilmente conto.
In ogni caso, anche se l'opposizione, con l'aiuto della CIA, sta organizzando questo tentativo di colpo di stato, preceduto da situazioni
di violenza di strada (guarimba) bisogna anche dire che il popolo e lo
Stato sono perfettamente consci dei pericoli all'orizzonte; quindi vedo
estremamnte difficile che l'opposizione, sia pure con il Governo USA alle
spalle, possa essere in grado di condurre a termine positivamente un colpo
di stato, anche se ovviamente e' capace di generare tutta la violenza
possibile e pensabile.
C'e' ancora uno scenario, che abbiamo lasciato per ultimo perche' pone in
primo piano l'intervento diretto degli USA. Anche in questo caso, come nei
precedenti, non siamo di fronte a delle ipotesi, ma a piani segreti,
scoperti e rersi di pubblica opinione nei mesi scorsi.
La possibile invasione del Veenzuela ad opera degli USA.
Lo schema, ossia la scusa per intervenire sarebbe data dalla proclamazione
dell'indipendneza dello Stato Zulia, in nome dell'autodeterminazione dei
popoli. Ovviamente il Governo centrale non potrebbe mai accettare cio' e
quindi interviene a difesa dell'integrita' dello Stato. Gli USA avrebbero
la scusa per intervenire militarmente a difendere questa supposta
autodeterminazione del popolo dello Zulia.
Certo, appare alquanto difficile al momento per gli Stati Uniti aprire un
nuovo fornte di guerra sul versante venezuelano. Gli Usa non sono stati
capaci di porre ordine in Iraq, quindi vedo molto piu difficile un intervento diretto in Veneuela. Gli Usa non hanno la forza militare per
una invasione in Venezuela, almeno in questo momento che sono impegnati in
Iraq e Afganistan ed hanno il problema dell'Iran e della Corea del nord.
Gli USA sono una potenza aereonautica, ma con la sola aereonautica e il
bombardamento a tappeto, non si conquistano i Paesi, i territori; lo ha
dimostarto la guerra in Iraq, lo ha dimostrato recentemente l'invasione
del Libano ad opera di israele. Anche questa ipotesi non la vedo
praticabile per l'immediato. Sicuramente piu' avanti, quasi con la
imminente scadenza del mandato presidenziale di Bush, che a quel punto non
avrebbe piu' niente da perdere, potrebbe aprirsi la prospettiva di una
invasione statunitense.
A mio avviso, per l'immediato, rimane un unico possibile scenario aperto:
l'omicidio del presidente.
Ci sono altri avvenimenti che sono denunciati e resi di pubblico dominio:
strani incidenti stradali, aumentati enormemente rispetto alla media; pare
ci siano camionisti pagati per provocare incidenti di traffico, non tanto
per fare dei morti, quanto per provocare code e ritardi da condurre al
nervosismo generale la popolazione; molto spesso e senza alcuna
giustificazione si stanno verificando degli scompensi negli impianti di
distribuzione dell'elettricita'; inoltre sono enormenete aumentate le
vendite di alcol e birre, cosi' come delle droghe. Tutte misure per
generare un controllo sulle coscienze della gente. E non dimentichiamo - per concludere - che in Venezuela esiste il voto elettronico; cio' significa che i dati viaggiano lungo le linee telefoniche, di proprieta' dell'impresa telefonica CANTV, multinazionale privatizzata, dietro la quale si nascondono i piu' grandi oligarchi del Venezuela.

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