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Muore Pinochet, ex dittatore cileno

11 dicembre 2006 - Mario Alemi

È morto il Generale Augusto Pinochet, l'ex dittatore cileno, responsabile della morte di centinaia di migliaia di cittadini cileni e non. Aveva 91 anni.

Medaglie al valore A 16 anni, nel 1931, il futuro tiranno era stato invitato dalla madre ad iscriversi alla accademia militare. Fu rifiutato per ben due volte, la terza fu accettato. Iniziò la scalata all'interno dell'esercito cileno fino ad essere nominato Comandante Capo dall'allora presidente, Salvador Allende, probabilmente perché quest'ultimo lo credeva un fedele servitore della costituzione cilena. Il ruolo di Pinochet nel colpo di stato che pochi giorni dopo, l'11 settembre 1973, rovesciò il governo democraticamente di Allende non è chiaro: il generale si è sempre vantato di aver ideato il colpo, mentre altri cospiratori affermano che si unì solo all'ultimo momento. Comunque siano andate le cose, Pinochet divenne subito parte di uno dei quadrunviri che presero il potere, e nel giugno 1974 divenne presidente/dittatore. Immediatamente dopo la caduta di Allende lo stadio principale di Santiago fu trasformato in campo di concentramento, con più di 40000 sospetti simpatizzanti di sinistra imprigionati.

Il numero di omicidi e desaparecidos della dittatura cilena svetta sulla triste classifica della ferocia nelle dittature sudamericane, ma non per questo il governo cileno ricevette alcuna condanna internazionale. Al contrario gli USA ebbero un ruolo determinante nel rovesciare Allende. Come disse il segretario di stato americano Henry Kissinger "I don't see why we need to stand by and watch a country go communist due to the irresponsibility of its own people. The issues are much too important for the Chilean voters to be left to decide for themselves" [Non vedo perché abbiamo bisogno di star lì a guardare un paese diventare comunista per la irresponsabilità della sua stessa gente. Questi argomenti son troppo importanti perché si possano lasciare i votanti cileni decidere da soli].

Il Cile fu visto come un possibile laboratorio economico, una cavia su cui applicare le ricette neoliberiste dei Chicago Boys, un gruppo di 25 economisti cileni ex studenti dell'università di Chicago e altre università americane. Il manifesto del gruppo si ispirava principalmente agli scritti di Arnold Harberger e del premio Nobel Milton Friedman, deceduto poche settimane fa. L'iperinflazione (generata principalmente da una forzata riduzione dell'offerta delle merci da parte della classe cilena anti-Allende) si ridusse immediatamente, la spesa dello stato fu ridotta notevolmente, ma l'economia subì un tracollo: meno 13% nel 1975. Contemporaneamente all'omicidio di centinaia di migliaia di cittadini, il governo vide una ripresa nei cinque anni successivi. Negli anni '80 la crisi del debito colpì particolarmente male il Cile, che decise di alzare la testa e iniziare a manifestare contro il generale. Da notare che se il governo cileno non andò in bancarotta, è perché non privatizzò la CODELCO, azienda estrattrice di rame nazionalizzata da Allende e non privatizzata da Pinochet. La CODELCO è ancora oggi la principale produttrice di rame al mondo.

Tornando a Pinochet, nel 1988 fu indetto un referendum, dove la maggioranza (solo il 55%) dei cileni votò per il non-rinnovo del mandato presidenziale al generale, che rimase però comandante capo delle forze armate fino al 1998. Quell'anno, accadde qualcosa che nessuno si aspettava. A Londra per motivi di salute, Pinochet fu raggiunto da un mandato di cattura internazionale del pubblico ministero spagnolo Baltasar Garzon per aver organizzato il sequestro e la tortura di 94 cittadini spagnoli. Dopo sedici mesi di arresti domiciliari a Londra, più volte visitato dalla sua amica Margaret Tacher, Pinochet fu rimandato in Cile perché "sofferente di demenza". Nel 2004 la corte suprema cilena decise che l'ex dittatore, demente o meno, poteva sopportare lo stress di qualche processo per qualche migliaio di omicidi.

Come scrisse Eduardo Galeano, autore de Le vene aperte dell'America Latina, non importa se Pinochet morirà in prigione o in casa, riconosciuto colpevole o meno. Ha dovuto fingere di essere demente, è dovuto scappare dall'Europa rischiando di finire i suoi giorni in prigione. Quest'uomo feroce ha finito i suoi giorni nella vergogna e nel disprezzo mondiali, sia pur con l'appoggio di molti statisti dei paesi democratici occidentali.

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