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Bolivia: la Comunità Sudamericana delle Nazioni tra accordi e divergenze

In parallelo la Cumbre Social ha messo l'accento sui diritti dei popoli
12 dicembre 2006 - David Lifodi

Si è concluso con accordi significativi, ma anche con alcuni punti rimasti in sospeso, il secondo vertice della Comunità Sudamericana delle Nazioni svoltosi nella città boliviana di Cochabamba, nota per essere stata l'epicentro della guerra dell'acqua che vide contrapposte le multinazionali alla Coordinadora por la defensa del agua. Contemporaneamente al vertice dei capi di stato sudamericani si è tenuta anche la "cumbre" dei movimenti popolari, che non hanno mancato di evidenziare e puntualizzare il loro pensiero su quanto emerso nell'incontro tra i presidenti.
Si può dire che i due vertici non sempre hanno proceduto nella stessa direzione: da una parte l'incontro sociale ha messo l'accento sui diritti dei popoli, dall'altro i capi di stato impegnati a discutere di grandi opere e infrastrutture.
Le divergenze sono nate, come era prevedibile, intorno all'Iirsa (il piano di integrazione delle infrastrutture del Sudamerica), il più vasto progetto di grandi opere mai realizzato in America Latina che avrebbe delle conseguenze spaventose principalmente in campo ambientale e agricolo.
Solo Chavez si è opposto con una certa decisione all'Iirsa, accettando inoltre di leggere un documento dei movimenti sociali in cui si chiede che la "Comunità Sudamericana delle Nazioni non deve trasformarsi in un prolungamento del libero mercato ed essere fondata sull'indebitamento e sulla distribuzione ineguale della ricchezza". Anche tra i presidenti più vicini a Chavez, come Morales o il neoleletto Correa, non c'è la volontà di accettare l'Iirsa per aprire il Sudamerica alle multinazionali e allo sfruttamento intensivo del continente, quanto probabilmente una vera volontà di integrazione tra stati, anche se, come suggeriscono i movimenti, si rischia così di dare ampio spazio alle grandi opere e non allo sviluppo sociale dei popoli. Per un Chavez che ammonisce la Comunità Sudamericana delle Nazioni sostenendo che mentre i capi di stato passano di vertice in vertice "le popolazioni passano da un abisso all'altro", Lula invece sembra essere uno dei principali sostenitori dell'Iirsa ritenendola un'opportunità affinché il XXI secolo rappresenti davvero una fase di sviluppo per l'America Latina. Gli stessi Correa e Morales, se da un lato sono convinti che molti progetti dell'Iirsa vadano rivisti, dall'altro entrambi non intendono rinunciare alla creazione dei vari assi di sviluppo dell'Iirsa in cui sono coinvolti i loro paesi, tanto che alla fine tutti i capi di stato hanno deciso di lasciar fuori dalla dichiarazione finale i suggerimenti e le osservazioni emerse nella cosiddetta "Cumbre Social".
Se sul tema delle grandi infrastrutture il vertice dei movimenti (al quale hanno partecipato quasi 4500 persone, in gran parte indigeni) per il momento non sembra andare troppo d'accordo con le decisioni dei capi di stato, il sociologo venezuelano Edgardo Lander (docente universitario e rappresentante della Alianza Social Continental) ha comunque lasciato Cochabamba con un certo ottimismo. Secondo lui è fondamentale che la Comunità Sudamericana delle Nazioni "abbandoni i discorsi diplomatici e cominci a prendere delle decisioni concrete", inoltre è necessario segnalare anche i punti di convergenza tra la "Cumbre Social" e i presidenti sudamericani, a partire dall'immediato cambio di rotta di Rafael Correa. Il presidente dell'Ecuador ha confermato la sua intenzione di aderire al Mercosur e rompere con l'asse neoliberista andino formato dal colombiano Uribe e dal peruviano Garcia (i cui rapporti con Chavez sono pessimi in seguito al suo aperto sostegno a Hollanta Humala in occasione delle presidenziali estive), ma sono state molto apprezzate dai movimenti anche le proposte di creare un "Banco del Sur" e "un sistema sanitario, universitario e di altre istituzioni che aiutino i nostri popoli a uscire dalla situazione in cui si trovano", come ha sottolineato Chavez.
Proprio Chavez ha dato vita con Morales alla creazione della società mista Petroandina Gas, dopo l'accordo di cooperazione energetica già firmato tra i due presidenti lo scorso 23 Gennaio. La società mista, costituita dalla boliviana YPFB (Yacimientos Petroliferos Fiscales Bolivianos) e dalla venezuelana PDVSA (Petroleos de Venezuela) daranno vita alla costruzione di due impianti per l'estrazione del gas naturale e liquido. Uno sarà ubicato nella zona di Rio Grande (Santa Cruz), l'altro nel dipartimento di Tarija, tra l'altro entrambi nei luoghi che ultimamente hanno dato più volte filo da torcere a Morales per le loro tendenze separatiste.
La Petroandina Gas, nelle intenzioni dei Ministri dell'Energia Villegas (boliviano) e Ramirez (venezuelano), dovrà sviluppare progetti di produzione, raffinazione e distribuzione degli idrocarburi.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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