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Nicaragua

Ortega apre relazioni con l'Iran

Ahmadinejad a Managua con una fitta agenda di cooperazione
17 gennaio 2007 - Giorgio Trucchi

Dopo l'entrata del Nicaragua nell'Alternativa Bolivariana para las Américas (ALBA), firmata pochi giorni fa con Venezuela, Cuba e Bolivia, il Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha firmato una fitta agenda di accordi commerciali con il Presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, arrivato a Managua nella tarda serata di sabato 13 gennaio.

La presenza del leader iraniano in Nicaragua aveva suscitato non pochi timori, sia per il delicato momento che questo paese del Medio Oriente sta vivendo nelle sue relazioni con gli Stati Uniti e la comunità internazionale, che per l'incertezza sulle dichiarazioni che Ortega avrebbe rilasciato alla stampa su questa nuova apertura diplomatica e commerciale.
Nei giorni che hanno preceduto l'incontro, il rappresentate del governo iraniano in Nicaragua aveva dichiarato che l'obiettivo dell'Iran era quello di aprire relazioni diplomatiche e commerciali con i paesi latinoamericani, proprio in vista di questo delicato momento che stava attraversando il suo paese a livello internazionale.

Dopo un'intera giornata di negoziazioni e una visita lampo dei due presidenti in uno dei quartieri più poveri della capitale, Ortega e Ahmadinejad si sono presentati alla stampa per firmare e rendere pubblici gli accordi raggiunti.

Durante il suo discorso, Ortega ha mantenuto un atteggiamento molto cauto, in linea con ciò che la carica che riveste gli impone e con l'atteggiamento molto pragmatico, teso a mantenere buoni rapporti con tutti, che ha contraddistinto queste prime giornate del suo mandato presidenziale.
"La Repubblica del Nicaragua e quella Islamica dell'Iran hanno deciso oggi di rafforzare i legami di amicizia e di cooperazione mutua per il benessere dei due popoli, attraverso accordi commerciali, economici, energetici, finanziari e di infrastrutture.
All'interno del Memorandum che abbiamo firmato, abbiamo accordato la costruzione di dighe per la produzione di energia elettrica e di sistemi di irrigazione, sviluppo dei porti che beneficerà entrambi i paesi, cooperazione nel settore Pesca attraverso la somministrazione di barche, industrie e nuova tecnologia, sviluppo del settore energetico attraverso l'apporto di generatori e centrali elettriche, costruzione di case popolari, fabbricazione ed esportazione di macchinari agricoli e industriali, installazione di fabbriche per la costruzione di automobili, autobus, motociclette e biciclette con l'obiettivo di raggiungere il mercato regionale, costruzione di fabbriche per la produzione di cemento, sviluppo e industrializzazione della produzione agricola, per la purificazione dell'acqua e per il trattamento delle acque residuali".

I due presidenti hanno anche deciso la riapertura delle loro ambasciate nei rispettivi paesi, lo studio per firmare in futuro un Trattato di libero commercio e l'inizio di una trattativa per arrivare al condono del Debito Estero che il Nicaragua ha nei confronti dell'Iran e che ascende a 152 milioni di dollari.

Ortega ha inoltre aggiunto che "l'obiettivo di questo accordo commerciale e di cooperazione è quello di "cospirare" contro la povertà, la fame, la profonda disuguaglianza che vige nel paese, l'analfabetismo e poter contare con investimenti a lungo termine che beneficino il popolo nicaraguense.
È la prova dello sforzo delle nazioni che sono decise a costruire un mondo nuovo. Tutti i nicaraguensi devono unirsi, così come tutti i settori della società e siamo disposti ad unirci con tutti i paesi del mondo per poter raggiungere la giustizia sociale".

Il Presidente dell'Iran ha poi rivolto un messaggio alla nazione nicaraguense dicendo che "in nome di Dio sono molto soddisfatto di questa giornata e per avere avuto l'opportunità di visitare il Governo e il popolo nicaraguense.
Proviamo un forte affetto nei confronti dei paesi latinoamericani e il Nicaragua rappresenta un simbolo del movimento d'indipendenza all'interno dell'America latina.
Sosteniamo tutti i movimenti d'indipendenza in qualsiasi parte del mondo, movimenti che si stanno svegliando, si stanno organizzando contro quello che consideriamo essere il principale problema che esiste oggi nel mondo e cioè la cattiva amministrazione da parte delle potenze mondiali.
Se esistono povertà e violenza bisogna cercarne le radici e le origini ed esse risiedono in questa cattiva amministrazione da parte delle superpotenze e dell'imperialismo.
Le potenze sono contro i popoli, in quanto pensano solo ai propri interessi e non hanno una visione di amore nei loro confronti.
Nonostante ciò, i popoli si stanno svegliando e la cattiva amministrazione degli arroganti sta giungendo alla fine.
Popoli come quelli iraniani e nicaraguensi si uniscono per una campagna e denuncia contro tale arroganza e il totalitarismo.
Nonostante la distanza geografica che ci separa, i nostri cuori sono vicini e siamo disposti a stringere relazioni di cooperazione tra i due paesi".

Ahmadinejad ha concluso il breve intervento con un invito a Ortega in Iran per continuare la discussione sui progetti di cooperazione.

Nei prossimi giorni, il Presidente del Nicaragua viaggerà in Ecuador per l'insediamento del nuovo presidente, Rafael Correa e successivamente, in Salvador per l'anniversario degli Accordi di Pace firmati 15 anni fa.


© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )

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