Latina

RSS logo

Mailing-list Latina

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Latina

...

    Nicaragua

    Benvenuti a scuola!

    Iniziato nuovo anno scolastico tra speranze, sogni e tante difficoltà
    2 febbraio 2007 - Giorgio Trucchi

    Il nuovo anno scolastico in Nicaragua è iniziato tra la speranza e l'utopia, ma anche tra le mille difficoltà di un sistema devastato da lunghi anni di privatizzazioni e commercializzazione dell'istruzione.
    Come era prevedibile, il governo del Presidente Ortega ha lanciato una grossa campagna per il recupero e il riscatto dell'insegnamento pubblico, risvegliando l'interesse dell'intero paese e promettendo di dichiarare il Nicaragua "libero dall'analfabetismo" entro il 2009 (vedi "L'intervallo è finito...andiamo a scuola" su www.itanica.org ).
    Il compito non sarà certo facile e all'entusiasmo iniziale, dovranno far seguito un impegno costante ed un'iniezione di risorse economiche che per il momento non sembrano ancora esserci.

    In questa prima giornata, il Presidente Ortega, accompagnato dal Ministro dell'Istruzione Miguel De Castilla, ha visitato varie scuola del Dipartimento di Managua ed insieme hanno fatto il punto della situazione per quello che riguarda il processo di riforma e trasformazione dell'istruzione in Nicaragua.

    Secondo De Castilla "la situazione che abbiamo ereditato è drammatica. Più del 30 per cento di analfabetismo, 800 mila bambini fuori dal sistema scolastico, il 50 per cento di maestri empirici e senza studi specifici, i maestri con i salari più bassi del continente e il 50 per cento delle scuole in pessime condizioni, è il contenuto di questa eredità. Questo è il nostro punto di partenza per incamminarci verso il riscatto dell'istruzione pubblica per i poveri del nostro paese.
    Circa 15 giorni fa ho controllato i dati statistici del 1967 e li ho paragonati con quelli odierni. La cosa incredibile è che in termini percentuali non è cambiato assolutamente nulla. Il livello medio di scolarità della popolazione nicaraguense continua ad essere di 4,5 anni di studio, cioè senza arrivare nemmeno alla licenza elementare, mentre la richiesta a livello mondiale sarebbe di almeno 12 anni. Quelli che cambiano sono i numeri.
    Quarant'anni fa c'erano circa 2 milioni di persone, mentre oggi ce ne sono 5,5 milioni e quindi la quantità di persone senza istruzione è elevatissima. Come diceva Simón Bolívar, "abbiamo arato nel mare" ed è proprio ciò che è successo.
    Mi chiedono perché, nonostante la dimensione del problema, io sia contento dell'altissimo numero di iscrizioni. L'istruzione produce sviluppo e giustizia sociale e sappiamo che non saremo soli ad affrontare questa sfida.
    Ci sono paesi e organizzazioni disposti ad aiutarci in questa impresa. Fino ad oggi (lunedì 29 gennaio) abbiamo contato circa 1.300.000 iscritti, ma mancano ancora i dati delle zone più lontane, come per esempio la zona della Costa Atlantica e quelli delle scuole private. Il nostro obiettivo per quest'anno è raggiungere i 2 milioni di iscritti, cioè circa 400 mila alunni in più dello scorso anno ed iniziare un fitto lavoro per far sì che questi giovani non abbandonino la scuola".

    I dati statistici sono comunque controversi. Durante il governo Bolaños, il Ministero dell'Istruzione (MECD) aveva contabilizzato circa 1.600.000 alunni iscritti, ma su questi dati ci sono molti dubbi.
    "Sia i dati relativi alle iscrizioni - ha continuato De Castilla - che quelli sull'abbandono scolastico, sono da verificare molto attentamente. Il ministero dava fondi alle scuole in base al numero di studenti. Ogni studente aveva un "prezzo" e più studenti aveva una scuola, più soldi riceveva il direttore. Temiamo di scoprire un fenomeno di corruzione molto più grande di quanto c'immaginavamo. E' comunque probabile che molti direttori gonfiassero il numero degli iscritti e non riportassero gli abbandoni scolastici per non perdere i fondi.
    Abbiamo trovato scuole con conti bancari in cui sono depositate cifre enormi. Questa era la scuola dell'Autonomia Scolastica e del commercio.
    A partire da oggi, con questo nuovo governo e con la fine dell'Autonomia scolastica, aspiriamo a che nessun bambino, bambina o giovane resti fuori dalla scuola, che tutti i maestri possano studiare e laurearsi attraverso la creazione di un Sistema Nazionale di Formazione del Magistero, che tutti i nicaraguensi possano alfabetizzarsi e prepararsi per accedere al mercato del lavoro".


    Proprio per questo, De Castilla ha ricordato che nessun bambino rimarrà fuori dalla scuola perché la sua famiglia non ha i soldi per l'iscrizione, per i libri o per l'uniforme ed ha fissato come primo obiettivo proprio quello della eliminazione totale dei pagamenti nelle scuole e il rispetto della Costituzione, che indica la totale gratuità del sistema scolastico.

    Restano comunque in sospeso aspetti e problemi scottanti a cui bisognerà dare una risposta a breve, medio e lungo termine.
    La principale organizzazione sindacale dell'istruzione, ANDEN, ha già ricordato alla nuova amministrazione che nel nuovo Bilancio della Repubblica dovranno essere inclusi i fondi per gli aumenti salariali e che il Piano Nazionale d'Educazione prevede il livellamento dei salari dei maestri nicaraguensi con quelli della media centroamericana.
    L'aumento previsto degli iscritti, inoltre, genererà sicuramente situazioni di sovraffollamento nelle aule od addirittura la mancanza di spazi fisici dove poter svolgere le lezioni.
    Su questo punto, il Presidente Ortega ed il Ministro dell'Istruzione hanno annunciato che si dovrà effettuare un riordinamento delle iscrizioni in base alla residenza degli iscritti e un piano per evitare il sovraffollamento in alcune scuole e la scarsa presenza di alunni in altre.
    Un altro problema sarà sicuramente il budget da destinare all'Istruzione. Con la fine dell'Autonomia Scolastica sarà lo Stato a dover contribuire in forma totale alle spese relative alla gestione e funzionamento delle scuole, oltre che alle riparazioni e costruzioni di nuove scuole.
    La formazione degli attuali e futuri maestri sarà inoltre una sfida di non facile soluzione.
    Un ultimo punto ha a che vedere con i libri di testo che, secondo De Castilla, verranno verificati e riformulati con un ampia partecipazione della società civile, delle organizzazioni che lavorano nel campo educativo e delle università.

    © (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy