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Nicaragua

Nicaragua - Una sfida per il 2007: più sindacati e più organizzazione

Maquila in Nicaragua: intervista con Pedro Ortega
13 febbraio 2007 - Giorgio Trucchi

Pedro Ortega presenta l'iscrizione di un nuovo sindacato


Grazie alle politiche permissive dei passati governi, agli smisurati benefici fiscali e alla presenza della manodopera più a buon mercato della regione, il Nicaragua è diventato il principale destino delle imprese maquiladoras che vogliono investire in Centroamerica.
Attualmente esistono circa 80 imprese, principalmente asiatiche e nordamericane, che impiegano più di 80 mila persone in tutto il paese. Secondo le previsioni, prima della fine dell'anno i lavoratori e lavoratrici della maquila potrebbero arrivare a centomila.
Lo sviluppo di questo discusso settore ha portato con sé un'interminabile sequela di violazioni ai diritti umani, lavorativi e sindacali. Le organizzazioni sindacali e della società civile nicaraguense sono state le uniche ad alzare la voce per denunciare i soprusi che venivano commessi nelle maquilas, mentre il Governo ed il Ministero del Lavoro (MITRAB) sono stati molto spesso complici silenziosi o partecipi diretti di un sistema di sfruttamento aberrante.

Dopo meno di un mese dall'insediamento del nuovo governo, le lavoratrici e i lavoratori organizzati della maquila si sono riuniti con il nuovo Segretario esecutivo della Corporación de Zonas Francas, Gen. Álvaro Baltodano e con la nuova Ministra del lavoro, Jeanette Chávez, per esporre le problematiche più urgenti di questo settore e le loro proposte per il futuro.

La Lista Informativa "Nicaragua y más" ha conversato con Pedro Ortega, dirigente sindacale della Mesa Laboral de Sindicatos de la Maquila (MLSM), per conoscere i risultati di queste riunioni, le prospettive di questo settore e come le organizzazioni sindacali si stanno preparando per questo nuovo panorama politico ed economico del paese.

- Che punti avete affrontato in queste riunioni?
- Alla Ministra del lavoro abbiamo esposto tutti i problemi sorti durante la scorsa amministrazione, soprattutto quelli riguardanti le violazioni dei diritti lavorativi e della libertà sindacale. Per nove anni ci hanno negato la possibilità di negoziare Contratti aziendali ed hanno fatto di tutto per impedire che si organizzassero sindacati interni alle imprese. Abbiamo presentato casi esemplari, come per esempio quello dell'impresa Chaprich-Mil Colores, dove continuano le violazioni ai diritti dei lavoratori ed è necessario un intervento immediato ed abbiamo anche parlato delle ispezioni che il Ministero dovrebbe fare nelle imprese.
C'erano imprese che non permettevano l'entrata agli ispettori o erano gli stessi funzionari del Ministero che le avvisavano quando si decidevano le ispezioni.
Molte volte i rapporti degli ispettori venivano falsati perché esisteva una collusione tra queste persone e la dirigenza delle imprese. Abbiamo proposto alla ministra che le ispezioni vengano fatte con la partecipazione dei dirigenti sindacali ed in effetti si sta già verificando in questi giorni.
In alcune imprese erano anni che gli ispettori non entravano. Ora stanno aprendo le porte alle ispezioni e si stanno studiando le irregolarità che avvengono all'interno, come per esempio l'esistenza di doppi registri per nascondere la gran quantità di straordinari che vengono imposti ai lavoratori.

- Che altri punti avete affrontato?
- Un altro punto è stato il rispetto ai termini stabiliti dalla legge per l'iscrizione di un sindacato aziendale.
La legge prevede un termine massimo di dieci giorni, mentre nel passato ci mettevano da tre a sei mesi.
La ministra si è anche impegnata a non permettere che l'iscrizione di un sindacato che riunisca tutti i requisiti previsti dalla legge venga impugnato da un impresario o da un'altra centrale sindacale, come succedeva nel passato. Nei prossimi giorni la ministra inizierà a visitare le imprese per avvicinarsi ed ascoltare i lavoratori, migliorando anche l'immagine del Ministero che si trascina un'immagine molto negativa. La posizione della ministra è quella di far rispettare la legge, dando ragione a chi l'ha. Per noi è molto importante, perché per la prima volta nella storia verrà rispettata la legge e verranno puniti gli atti di corruzione dei funzionari.

- In Nicaragua il Ministero del Lavoro ha poco potere coercitivo nei confronti delle imprese che violano i diritti lavorativi. Che cosa avete proposto al riguardo?
- Per rafforzare maggiormente la legge e per far sì che l'impresa la rispetti sono stati presentati in Parlamento due progetti di legge: la "Ley de Inspección General" e la "Ley de Seguridad e Higiene Ocupacional". Se venissero approvate, queste leggi darebbero maggior potere coercitivo agli Ispettori del Lavoro e potrebbero anche migliorare le condizioni lavorative nelle imprese di Zona Franca.
Per quello che riguarda la protezione dei lavoratori nei casi di licenziamento ingiustificato si dovrebbe invece riformare il Codice del Lavoro, ma attualmente non sembra essere il momento più opportuno e non esiste una correlazione di forze nel Parlamento per una riforma a favore dei lavoratori.
In queste riunioni che abbiamo appena svolto, abbiamo chiesto alla ministra ed al Segretario esecutivo della Corporazione delle Zone Franche che iniziassero a visitare le imprese, a parlare con i lavoratori, con i sindacati e con gli stessi imprenditori. Abbiamo consigliato loro di fare raccomandazioni ai datori di lavoro, affinché venga garantita la libertà sindacale ed il rispetto dei diritti dei lavoratori.

- Che punti avete toccato nella riunione con la Corporazione delle Zone Franche?
- Il nuovo Segretario esecutivo della Corporazione, il Generale in pensione Álvaro Baltodano, ha convocato due riunioni a cui hanno partecipato tutte le organizzazioni sindacali. Ha detto che, come parte della politica del nuovo governo di creare investimenti, posti di lavoro e stabilità lavorativa, parte del suo compito sarà quello di continuare a dialogare con chi investe nel paese, affinché vengano rispettati i diritti lavorativi dei lavoratori e delle lavoratrici. Abbiamo chiesto che ci sia maggior comunicazione tra la Corporazione ed i lavoratori attraverso riunioni periodiche. Abbiamo deciso di riunirci per conformare una Commissione Tripartita di Zona Franca, che sarà un organo attraverso il quale mantenere un dialogo aperto con l'impresa, per discutere le problematiche che sorgono all'interno delle imprese. Inoltre, a partire dalla creazione del Consiglio Nazionale del Lavoro, che prevede la conformazione di tavoli multisettoriali, abbiamo proposto che la Commissione Tripartita s'inquadri in questo nuovo contesto e ci si riunisca due volte all'anno.
Un altro obiettivo sarà quello di promuovere la partecipazione cittadina attraverso quelle figure che già esistono e quelle che si stanno creando a livello di Potere Esecutivo.

- Promuovere gli investimenti stranieri e privilegiare la maquila in Nicaragua è stata la politica d'immagine promossa dall'amministrazione dell'ex presidente Bolaños. In che modo credete che questo nuovo governo si differenzi?
- Il Segretario della Corporazione ci ha comunicato che si cercherà di presentare una nuova Legge di Zona Franca e che verranno coinvolti tutti i settori relazionati con questo tema. Abbiamo chiesto che in un'eventuale nuova legge vengano inclusi tre temi per noi fondamentali e strategici: Diritti Lavorativi, Ambiente e Responsabilità Sociale delle imprese. Questo è fondamentale per poter avere garanzie sufficienti di fronte agli investimenti stranieri.

- Prima delle elezioni le imprese maquiladoras avevano lanciato una "campagna della paura", minacciando di andarsene dal paese se avesse vinto Daniel Ortega. Che reazioni ci sono state dopo il 5 novembre?
- Abbiamo sempre detto ai lavoratori che si trattava di un ricatto e che gli imprenditori sono i migliori politici che esistono nel paese. Nessuno se ne è andato e si sono addirittura riuniti più volte con il nuovo Presidente.
Stanno invece arrivando nuove imprese o si stanno ampliando i progetti già esistenti, come nel caso del Consorzio taiwanese Nien Hsing Textil, l'impresa coreana Hansae e la SAE Tecnotex. Sappiamo che la cosa che attrae maggiormente gli investimenti in questo settore sono i miseri salari dei lavoratori e per questo motivo abbiamo già parlato con la ministra Chávez e con il Segretario esecutivo della Corporazione affinché il prossimo mese, quando inizierà la discussione sul Salario Minimo, uno dei settori maggiormente beneficiati dagli aumenti salariali sia la Zona Franca. Abbiamo già preparato una proposta tecnica e la presenteremo agli imprenditori tessili.

- La presenza di questo nuovo governo sta generando fiducia tra i lavoratori. C'è stato un aumento nella richiesta di formazione ed iscrizione al sindacato?
- Per il momento alcune imprese continuano ad utilizzare pseudo sindacati legati all'impresa per ostacolare la nascita di un vero sindacato che lavori per garantire i diritti dei lavoratori.
In altri casi si nota già un certo cambiamento e stanno crescendo le iscrizioni. Nella SAE Tecnotex, in meno di 15 giorni si sono iscritti più di 500 lavoratori. In questi ultimi giorni, come Mesa Laboral de Sindicatos de la Maquila (MLSM), abbiamo organizzato due nuovi sindacati aziendali e pensiamo di crearne altri 20 durante l'anno.
Attualmente ci sono circa 80 imprese nel paese e la MLSM ha 11 sindacati. Il nostro obiettivo è sindacalizzare per lo meno il 40 per cento delle imprese ed ora ci stanno lasciando entrare per poterci riunire con i lavoratori e partecipare alle riunioni che hanno con la proprietà.
Nei prossimi giorni firmeremo, con la partecipazione del MITRAB, un Contratto aziendale che la Mesa Laboral ha negoziato con l'impresa coreana Hansae e che beneficerà più di 5 mila lavoratori, con un importo di circa 40 milioni di córdobas (2,3 milioni di dollari) in benefici sociali. Vogliamo dimostrare che con la comunicazione, la negoziazione e la presenza di un sindacato si possono risolvere i conflitti lavorativi.

Qual è la posizione della Mesa Laboral nei confronti del nuovo Governo?
L'unico impegno che abbiamo è con i lavoratori. Abbiamo la nostra autonomia sindacale ed applaudiremo o criticheremo il Governo ed il MITRAB in base a ciò che faranno.

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )

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