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Nicaragua - Continua la repressione nelle maquilas

Il caso KB Manufacturing Co.
24 febbraio 2007 - Giorgio Trucchi

Il sindacato aziendale della KB Manufacturing mostra la sentenza del tribunale (Foto G. Trucchi) 250 lavoratrici e lavoratori licenziati tra gennaio ed agosto del 2006, tutti iscritti al Sindacato aziendale "Edgar Roblero" dell'impresa di capitale nordamericano KB Manufacturing Co., è il risultato di una politica imprenditoriale che continua a violare i diritti lavorativi e sindacali nelle imprese di Zona Franca in Nicaragua.

Dopo sei mesi di lotta nei tribunali, i lavoratori ingiustamente licenziati hanno ottenuto un'importante vittoria.
Il 6 febbraio 2007, la Sala Civile e del Lavoro della Corte d'Appello di Granada ha dichiarato nulla la dissoluzione del sindacato proclamata dal Ministero del Lavoro (MITRAB) di Granada ed anche l'operato dell'impresa nordamericana, ordinando la reintegrazione da tutte le lavoratrici e i lavoratori licenziati.
Nonostante ciò, l'impresa si rifiuta di riconoscere la sentenza e parte della Giunta direttiva del sindacato si è presentata negli uffici del Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (CENIDH) per denunciare pubblicamente questa nuova violazione ai loro diritti e per chiedere a questo organismo un'accompagnamento legale.

Il dirigente sindacale della Central Sindical de los Trabajadores "José Benito Escobar" (CST-JBE), Miguel Ruiz ha dichiarato che "in questa impresa c'è stata una vera e propria persecuzione sindacale.
Le autorità del MITRAB di Granada, in complicità con l'impresa, hanno dichiarato l'illegalità del sindacato e l'impresa ne ha approfittato per licenziare tutta la Giunta Direttiva sindacale ed oltre 250 lavoratrici e lavoratori iscritti. Ora stiamo chiedendo che si applichi immediatamente la risoluzione della Corte d'Appello, che in pratica disconosce la dissoluzione del sindacato e obbliga l'impresa a reintegrare al loro posto di lavoro le persone licenziate. Inoltre, siccome il governo si è impegnato a rispettare i diritti di chi investe nel paese, noi stiamo chiedendo che vengano rispettati i diritti dei lavoratori e che lo Stato, attraverso le nuove autorità del MITRAB, tuteli in modo chiaro e deciso i nostri diritti. Noi - ha continuato Ruiz - non siamo contro gli investimenti, ma vogliamo che siano investimenti seri, responsabili e che si rispettino i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nicaraguensi".

Il dirigente sindacale ha anche dichiarato che se l'impresa non rispetta la sentenza del tribunale, chiederanno una revisione dei TPL. I TPL sono quote tessili, negoziate all'interno del Trattato di Libero Commercio tra Stati Uniti, America Centrale e Repubblica Dominicana (CAFTA), alle quali hanno diritto le imprese iscritte al regime di Zona Franca. In questo Trattato esiste un Capitolo Lavorativo dove chi investe nel paese è obbligato a rispettare le sue responsabilità sociali.

Secondo il Segretario generale del sindacato di KB Manufacturing, Angel Avalo, "il sindacato esiste da quattro anni ed ora ci sono 250 lavoratori e lavoratrici senza lavoro solo per il fatto di aver voluto difendere i loro diritti. Con l'arrivo del nuovo direttore generale, il signor Nelson Cusacuvich, sono iniziate le manovre per distruggere il sindacato.
La dirigenza dell'impresa si è accordata con due ispettori dipartimentali del MITRAB di Granada, Mario e Rigoberto Obando, ed ha chiesto la dissoluzione del sindacato. Per ottenere ciò hanno inventato che non avevamo il numero minimo di iscritti che prevede l'articolo 206 del Codice del Lavoro per poter costituire un sindacato aziendale ed il MITRAB ha permesso l'inizio della causa contro la nostra organizzazione.
Non ci è nemmeno stato notificato l'inizio del procedimento giudiziale e ce ne siamo resi conto solo al momento della sentenza e l'impresa ne ha approfittato per licenziarci tutti.
Per buttarci fuori hanno anche usato la Polizia e il Direttore generale ha stilato una "lista nera" per evitare che ci dessero lavoro nelle altre zone franche del paese.
Alla fine - ha concluso Avalo - siamo ricorsi in appello ed ora che abbiamo una sentenza a nostro favore, vogliamo vedere come agiranno le nuove autorità del MITRAB centrale. Stiamo chiedendo la reintegrazione immediata dei lavoratori ed il licenziamento degli ispettori del MITRAB di Granada, perché sono stati complici del nostro licenziamento".

Miguel Ruiz ha concluso la conferenza stampa ricordando che tutto il sistema della Zona Franca deve essere rivisto, perché continuano ad esserci molti inadempimenti alla legge e molte violazioni dei diritti sindacali.
"Esigiamo, per esempio, che le imprese rispettino la Legge del Salario Minimo. Il salario nella maquila è tra i più bassi di tutta l'America Centrale. I lavoratori guadagnano 1.470 córdobas al mese (circa 82 dollari), lavorando 10-12 ore al giorno. Bisogna inoltre rivedere le norme di sicurezza ed igiene occupazionale.
È stato presentato in Parlamento un progetto di legge sulla Sicurezza ed Igiene Occupazionale, come parte di un pacchetto di leggi legate al CAFTA. È passato più di un anno ma non è ancora stata approvata e questa legge beneficerebbe migliaia di lavoratori.
Lo Stato non può continuare a lasciare la porta aperta a queste ingiustizie. È per questo motivo che chiediamo ai vari Poteri dello Stato coinvolti in questa tematica che risolvano in modo chiaro e trasparente questa situazione".
Nei prossimi giorni, i lavoratori ed i dirigenti sindacali si riuniranno con le istituzioni nicaraguensi e chiederanno una riunione con l'addetto commerciale dell'Ambasciata degli Stati Uniti per esporre la loro situazione.

In Nicaragua ci sono attualmente circa 80 imprese che operano in regime di Zona Franca e che danno lavoro a più di 80 mila persone. Le nuove autorità del Ministero del Lavoro hanno dichiarato che vogliono porre fine agli abusi all'interno della loro istituzione, agli atteggiamenti di molti funzionari collusi con le imprese e sono intenzionati a fare rispettare le leggi.
Il caso della KB Manufacturing metterà a prova le reali intenzioni di questo Ministero e del nuovo governo, mentre le lavoratrici ed i lavoratori sperano che questo sia finalmente l'inizio di un vero cambiamento all'interno delle relazioni tra datori di lavoro e lavoratori.

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )

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