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    Nicaragua - Un paese per "prigione"

    L'ex presidente Alemán potrà muoversi per tutto il Nicaragua
    20 marzo 2007 - Giorgio Trucchi

    Arnoldo Alemán con la moglie

    La Legge 473 - Legge di Regime Carcerario ed Esecuzione della Pena - prevede una serie di casi, tra cui l'esistenza di gravi malattie che rendono incompatibile la permanenza della persona malata in carcere, per poter concedere il Regime di Convivenza Famigliare (arresti domiciliari), meglio conosciuto come "casa por carcel".

    L'ex Presidente Alemán venne condannato nel 2002 a una pena di vent'anni di carcere per una serie infinita di reati, tra cui associazione per delinquere, frode, malversazione di fondi pubblici, peculato e riciclaggio di denaro.
    Per oltre quattro anni è rimasto nell'ombra, continuando a muovere i fili del suo partito (Partido Liberal Constitucionalista -PLC-), affrontando con preoccupante successo le critiche a livello nazionale ed internazionale (tra cui una violenta campagna mediatica lanciata dal Dipartimento di Stato nordamericano, suo antico alleato) e sfidando con l'ironia e la certezza di chi ha molti assi nella manica, la dissidenza interna al partito.

    Nell'attesa di un Processo d'Appello che sembra non doversi mai realizzare e utilizzato come "merce di scambio" per negoziazioni politiche tra il Frente Sandinista e il PLC (è importante ricordare che la Corte d'Appello è praticamente controllata da giudici affini all'attuale partito di governo), l'ex presidente è stato sballottato un po' dovunque. In un primo tempo gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, tramutati poi in carcere durante un periodo di duro scontro tra i due partiti che in quegli anni controllavano la scena politica del paese (PLC e FSLN). A causa delle sue "gravi" condizioni di salute (nel 2005, l'Istituto di Medicina Legale gli ha diagnosticato DIECI malattie che mettevano in grave pericolo la sua vita), Alemán è stato nuovamente trasferito nella sua reggia al sud di Managua.
    Grazie alla Giudice di Sorveglianza e liberale di ferro, Roxana Zapata, ad Alemán è stata poi concessa la possibilità di muoversi per tutta Managua ("ciudad por carcel") e successivamente, per tutto il Dipartimento di Managua ("departamento por carcel").
    Nonostante questi priviliegi, mai concessi a nessuno nel passato, l'ex presidente ha mantenuto un atteggiamento schivo, lontano dai mezzi di comunicazione e dalla vita politica pubblica, senza però smettere di occuparsi del suo partito ed incidendo in modo decisivo sulle candidature e sulla strategia elettorale durante le ultime elezioni presidenziali che hanno riportato Daniel Ortega alla presidenza.

    È importante ricordare che furono proprio gli accordi tra Ortega ed Alemán nel 2000 che favorirono le riforme alla Legge Elettorale e la riduzione della percentuale necessaria per poter essere eletti come Presidente della Repubblica (dal 45 al 35 per cento).

    Impassibile di fronte agli attacchi che gli piovevano da più parti, consapevole della Spada di Damocle che il Frente Sandinista continuava a far penzolare sulla sua testa (una sentenza definitiva avrebbe reso molto più difficile un suo ritorno alla politica), attorniato dalla sua famiglia e dalla sua cerchia di fedelissimi e rafforzato da un carisma da leader naturale, che riesce ancora a fare breccia nel cuore di centinaia di migliaia di nicaraguensi ancora in preda al mito del caudillo, Alemán ha atteso pazientemente la vittoria di Ortega per considerare saldato il conto con il passato.
    Il giorno successivo alla sua vittoria, Alemán è apparso nuovamente su tutti i canali televisivi riconoscendo la sconfitta del candidato liberale e proclamando che il passato era passato e che bisognava guardare al futuro.

    Da quel momento, l'ex presidente ha abbandonato la cautela ed è ritornato ad occuparsi attivamente della vita politica del PLC. Grazie alla concessione della libertà di movimento ha iniziato ad apparire quotidianamente sui mezzi di informazione, a riunirsi con personaggi della politica nazionale, a cercare di riunificare il partito, convincendo i dissidenti agglutinati nella Alianza Liberal Nicaraguense (ALN) che era il momento di cercare l'unità del liberalismo.
    Come un fiume in piena, improvvisamente guarito dalle sue DIECI gravissime malattie (non ufficialmente ma, al vederlo, risulta difficile pensare che sia gravemente malato), sfoggiando una nuova versione antimperialista (ha criticato duramente gli Stati Uniti e si è dichiarato ammiratore di Chávez), ha ripreso i contatti con tutti quei settori storicamente liberali che lo avevano duramente attaccato nel passato.
    L'obiettivo risulta quanto mai chiaro e cioè dimostrare a imprenditori, banchieri, settore finanziario, politici di destra, ma anche alla popolazione campesina spiccatamente antisandinista, che Alemán continua ad essere "el hombre", che Eduardo Montealegre, su cui questi settori hanno puntato nelle scorse elezioni, non ha fatto breccia nel cuore dell'elettorato liberale e che non sarà mai un leader che possa prendere il suo posto, in vista delle future elezioni ed un nuovo scontro con il FSLN.

    Intanto, Alemán incassa il primo risultato personale del dopo-elezioni. In modo improvviso e inaspettato, il Direttore del Sistema Penitenziario Nazionale, Carlos Sobalvarro, ha concesso all'ex presidente la nuova condizione di "país por carcel". Questa figura, inesistente all'interno della Legge di Regime Carcerario ed Esecuzione della Pena e del suo Regolamento, non solo permetterà ad Alemán di girare in completa libertà per tutto il paese, ma gli garantirà la possibilità di iniziare il lavoro di ricompattamento delle forze liberali intorno alla sua persona.
    Inoltre, il Direttore del Sistema Penitenziario non ha nessun potere per alterare il tipo di regime concesso ad Alemán, compito che spetta unicamente alla Giudice di Sorveglianza. Il fatto poi che il Sistema Penitenziario sia sotto la dipendenza diretta del Ministero degli Interni e quindi della Presidenza della Repubblica, rende davvero impossibile pensare che una decisione come questa sia stata presa senza aver consultato l'attuale Presidente della Repubblica, Daniel Ortega.

    Quali scenari possibili?
    Nei prossimi giorni inizierà la discussione parlamentare per eleggere i nuovi magistrati della Corte Suprema de Justicia (CSJ) e le nuove autorità della Fiscalia. Inoltre, la CSJ dovrà eleggere una grande quantità di nuovi giudici e sono iniziati i lavori della Commissione speciale per riformare la Costituzione, in cui si tratteranno i temi legati alla Legge Elettorale (aumento della percentuale di voti per essere eletti, accorpamento delle elezioni presidenziali e legislative con quelle amministrative, possibilità di rielezione o meno del Presidente della Repubblica, elezione uninominale dei candidati a deputato, diminuzione del numero dei deputati), la riduzione dei membri dei vari Poteri dello Stato e la eliminazione di alcuni privilegi concessi agli ex presidenti e vicepresidenti della Repubblica.
    Gli unici due partiti che insieme possono raggiungere i voti per poter realizzare questo tipo di riforme e di nomine sono il Frente Sandinista e il Partido Liberal Constitucionalista e non sarebbe quindi un'ipotesi particolarmente azzardata pensare che questa nuova vitalità dell'ex presidente Alemán e le concessioni di cui ha goduto ultimamente, rientrino in questo contesto di nuove e future negoziazioni tra i due partiti, continuando con una modalità di fare politica che nel passato ha già fatto molti danni e che potrebbe anche portare ad un'assoluzione definitiva di Alemán.

    © (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )

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