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Nicaragua: forte critica ai biocombustibili

Organizzazioni sindacali latinoamericane denunciano il nuovo modello
2 maggio 2007 - Giorgio Trucchi

Carlos Amorín della UITA durante la conferenza stampa

Le organizzazioni sindacali riunite a Managua per l'Incontro Regionale ed Internazionale dei settori Zucchero e Bevande, hanno organizzato una conferenza stampa per poter dar lettura alle conclusioni raggiunte dopo cinque giorni di lavoro e le prospettive future dell'agire sindacale a livello latinoamericano.
L'incontro è stato convocato dalla Regionale Latinoamericana della Unión Internacional de los Trabajadores de la Alimentación (Rel-UITA) e dalla Federación Sindical Unitaria de Dinamarca (3F).

Nel comunicato distribuito alla stampa, si è evidenziato l'impegno per rafforzare e consolidare il processo di integrazione organizzativa dei Sindacati dei Lavoratori dello Zucchero della Regione Latinoamericana ed i Caraibi, unificando l'azione e l'incidenza in tutte le aree del lavoro sindacale e per convertirsi nei referenti ed interlocutori dei lavoratori di questo settore, per la difesa dei loro diritti lavorativi e sindacali.

È stata inoltre ratificata la loro posizione unitaria contro le politiche dei governi e delle imprese multinazionali dello zucchero e bevande, rispetto al persistente interesse per la produzione di Etanolo, senza prendere in considerazione gli effetti che questo modello ha sull'ambiente e sulla sovranità alimentare dei paesi coinvolti, a causa della sostituzione di una produzione per l'alimentazione della popolazione con una produzione (mais e canna da zucchero) per generare agrocombustibili.
È stata anche denunciata la costante violazione dei diritti umani, lavorativi e sindacali nel settore della produzione di zucchero e bevande in America Centrale, Meridionale ed Africa, dove i lavoratori e lavoratrici continuano a ricevere salari da fame ed a lavorare in condizioni di insalubrità e sfruttamento.
È stata infine confermata la disponibilità di tutte le organizzazioni presenti a continuare la lotta e la rivendicazione di tutti quei diritti lavorativi e sociali che vengono costantemente violati e la ricerca di una sempre più profonda integrazione ed unità.

Luis Alejandro Pedraza, della Unión Nacional de Agroindustria de Colombia (UNAC), ha ricordato come la UITA abbia un impegno solido con la classe lavoratrice a livello mondiale, "attraverso una campagna orientata a far conoscere i gravi e funesti effetti che le monocolture hanno sull'ambiente e sulle società nel loro insieme, prendendo anche in considerazione il fatto che sono sempre accompagnate dall'uso indiscriminato di pesticidi".

Secondo Luis Facco della Confederación Nacional de los Trabajadores de la Agricultura de Brasil (CONTAG), "in questi giorni abbiamo parlato del paradigma e del dilemma davanti al quale si trovano i nostri lavoratori o piccoli produttori a livello famigliare, quando si parla del nuovo modello di produzione per creare agrocombustibili. È un momento molto difficile in quanto, in un modo o nell'altro, subiranno delle conseguenze negative. Questa è la grande sfida che la UITA e le organizzazioni affiliate ad essa dovranno affrontare nel futuro: prepararsi e formarsi per poter affrontare questa lotta. Il petrolio sta finendo ed i governi dei paesi maggiormente sviluppati stanno cercando disperatamente la materia prima che lo sostituisca e la cercano nei paesi poveri del Sud del mondo. In questo contesto - ha continuato Facco - dobbiamo essere capaci di parlare alla gente di questi nuovi combustibili, affinché si renda conto dell'impatto sociale ed ambientale che questo modello produrrà e di come i primi a subirne le conseguenze saranno i piccoli produttori e l'intera società in generale".

Per Facco, questo evento organizzato dalla UITA e dalla 3F è di estrema importanza in quanto è un modo per prepararsi alle sfide che verranno nel futuro e servirà a preparare le proposte che le organizzazioni sindacali di tutta la regione latinoamericana presenteranno ai rispettivi governi. Sarà anche un modo per approfondire il processo di alleanza strategica tra le varie organizzazioni.

La stessa posizione di rifiuto nei confronti degli agrocombustibili è stata espressa da Miguel Toledo della Central de Trabajadores de Cuba (CTC). "È un modello dannoso attraverso il quale migliaia di ettari che oggi vengono utilizzati per alimentare malamente migliaia di milioni di esseri umani, nel futuro verranno utilizzati per alimentare automobili. A questo bisogna aggiungere l'eliminazione di estese superfici boschive per far spazio alla monocoltura e l'uso indiscriminato di pesticidi. Alla fine, saranno le grandi multinazionali ed i paesi sviluppati del nord a trarre beneficio da questo modello, ampliando nuovamente e maggiormente la breccia tra ricchi e poveri".

Per Toledo bisognerebbe invece iniziare a risparmiare energia in modo serio ed investire sulle fonti alternative di energia rinnovabile che già esistono, includendo anche prodotti come l'etanolo o il biodiesel, ma senza che queste produzioni colpiscano la produzione di alimenti destinati alle popolazioni.

Per il Nicaragua, ha preso la parola Marcial Cabrera della Federación Unitaria de los Trabajadores de la Alimentación (FUTATSCON). Secondo il dirigente sindacale, in Nicaragua si sta già producendo etanolo attraverso il Grupo Pellas, uno dei gruppi economicamente più potenti del paese. Cabrera ha calcolato che per poter produrre 50 milioni di litri di etanolo, capacità attuale del gruppo economico proprietario dell'Ingenio San Antonio, ci sarebbe bisogno di circa 600 milioni di litri di acqua e questo danneggia le comunità che confinano con l'Ingenio ed il paese intero.

L'attività si è conclusa con l'intervento di Carlos Amorín, rappresentante della Rel-UITA, il quale ha dato lettura alla risoluzione emessa dal 25 Congresso mondiale della UITA a favore della Asociación Nicaraguense de Afectados por Insuficiencia Renal Crónica (ANAIRC) ed ha reso pubblica l'iscrizione di questa organizzazione alla UITA. Ha inoltre annunciato la richiesta di un incontro con il Presidente Ortega per "renderlo partecipe del lavoro che si sta facendo a favore di tutte queste persone che sono parte della UITA e che continuano a patire gli effetti dei pesticidi sulla loro salute. Oggi queste persone possono contare sul sostegno di tutte le organizzazioni sindacali che a livello mondiale fanno parte della UITA e che prossimamente verranno coinvolte in una grande campagna a sostegno della lotta degli ex lavoratori della caña ammalati di IRC", ha concluso Amorín.

Note:

© Testo e Foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org

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