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1 Maggio

Nicaragua - Marcia dei lavoratori o meeting di Governo?

Grande folla celebra per le strade di Managua
3 maggio 2007 - Giorgio Trucchi

Una enorme folla ha celebrato il 1 Maggio

Migliaia di lavoratori e lavoratrici nicaraguensi hanno percorso le strade della capitale per celebrare questo Primo Maggio, con una partecipazione che non si vedeva da anni.

Nei giorni scorsi, le principali Federazioni sindacali del paese avevano annunciato che questa storica ricorrenza per la classe lavoratrice sarebbe stata l'occasione per riproporre il tema del Salario Minimo. Per il momento, le negoziazioni stanno vivendo un momento di stallo, a causa dell'intransigenza dell'impresa privata (COSEP) la quale, con il beneplacito del governo, continua a proporre un ridicolo aumento del 10,4 per cento.
Ben distante la proposta dei sindacati che, dopo aver proposto l'equiparazione dei salari al valore del Paniere, hanno ridotto le proprie richieste ad un aumento del 25 per cento, incontrando però un ennesimo rifiuto da parte degli imprenditori.

Migliaia di bandiere del Frente Nacional de los Trabajadores (FNT) e della Central Sandinista de los Trabajadores (CST) sono state distribuite tra i partecipanti, i quali hanno camminato sotto un sole cocente fino ad arrivare alla statua del Combatiente Popular, nella centrale Avenida Bolívar dove si è conclusa l'attività.

Quella che storicamente è stata un'attività organizzata e gestita dalle più importanti federazioni sindacali, si è trasformata quest'anno in un atto pubblico del governo sandinista, durante il quale il Presidente Ortega ha monopolizzato il messaggio rivolto alle migliaia di persone che hanno partecipato alle celebrazioni di questa data.
Un lungo tavolo posto su un palco su cui dominavano le immagini di Sandino, Rubén Darío e la statua del Combatiente Popular, ha accolto Ortega e i dirigenti sindacali, mentre nell'aria si diffondevano le note dell'Internazionale.

Il Segretario Generale del FNT, Gustavo Porras, si è rivolto alla gente ammassata nei pressi del palco.
"Le persone che sono qui oggi sono i sopravvissuti del neoliberismo. Sedici anni di oltraggi da cui ci siamo dovuti difendere nelle strade, chiedendo aumenti salariali ed il rispetto dei nostri diritti. Sono presenti i lavoratori e le lavoratrici che continuano a lavorare ai semafori, vendendo qualsiasi cosa. Sono l'esempio più chiaro delle politiche neoliberiste e la maggior parte di essi, sono ex lavoratori dello Stato che sono stati licenziati e che ora continuano ad essere sfruttati. Quello che adesso vogliamo - ha continuato Porras - è benessere, lavoro e salari migliori, ma non vogliamo che ce li diano come un'elemosina. Lottiamo per un salario dignitoso e per una riforma tributaria progressiva, che faccia finalmente pagare i ricchi e non solo i poveri. Vogliamo che i banchieri del paese paghino le tasse che non hanno mai pagato nel passato".

Porras ha poi concluso il suo intervento segnalando che l'obiettivo della classe lavoratrice deve essere la trasformazione del sistema esistente e che questo lo si ottiene lottando anche contro le politiche neoliberiste del FMI. "Il fatto che questo governo dimostri responsabilità - ha concluso il dirigente del FNT - e cerchi una negoziazione con il FMI, non vuole dire che noi siamo d'accordo che questo organismo venga ad imporci le sue politiche. Lottiamo contro le imposizioni del FMI e per un cambiamento del sistema".

Durante il suo lungo intervento, che è parso più che altro un'analisi dei suoi primi quattro mesi di governo, il Presidente Ortega, lasciandosi alle spalle il discorso conciliatore e quasi messianico della campagna elettorale che l'ha condotto al governo, ha rispolverato le tematiche anti neoliberiste, usando toni molto accesi contro i governi del passato e quello che ha classificato come "capitalismo selvaggio".

Discorso di Daniel Ortega



Ortega ha informato i presenti sui risultati del Vertice dell'ALBA, realizzatosi la scorsa settimana in Venezuela, durante il quale il governo venezuelano ha garantito la somministrazione del 100 per cento del fabbisogno di petrolio del Nicaragua, con facilitazioni di pagamento per il 50 per cento di questa quantità. Il paese latinoamericano investirà inoltre nelle imprese che, grazie agli accordi di transizione degli anni 90, sono ancora di proprietà dei lavoratori.
Ha anche dichiarato che l'obiettivo finale di questo governo sarà quello di liberarsi dal FMI e che nelle negoziazioni con questo organismo, difenderanno gli aumenti per i lavoratori statali.

Rispetto alle richieste delle Federazioni sindacali circa l'aumento del 25 per cento del salario minimo, Ortega ha confermato che il Ministero del Tesoro e Credito Pubblico (MHCP) coincide nella sua proposta con quella dell'impresa privata. Di fronte a migliaia di lavoratori e lavoratrici che si attendevano una dichiarazione al riguardo, Ortega ha chiamato il responsabile del MHCP, che in quel momento si trovava tra la folla, invitandolo a riunirsi il giorno successivo con i dirigenti sindacali, per arrivare ad una posizione comune che si avvicini a quello che i sindacati stanno chiedendo. Secondo Ortega, le risorse economiche dovranno essere trovate attraverso il pagamento retroattivo delle tasse non pagate dai banchieri e una rinegoziazione del debito pubblico che lo Stato ha con questo settore.

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