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    Nicaragua - A un passo dall'approvazione della Legge Generale delle Acque Nazionali

    Approvato il 90 per cento degli articoli
    12 maggio 2007 - Giorgio Trucchi

    José Figueroa, Ruth Herrera e Victor Hugo Tinoco esprimono opinioni sulla nuova legge

    Durante il mese di marzo sembrava che l'approvazione della Legge Generale delle Acque Nazionali fosse ormai a un passo e solo l'intransigenza dei grandi produttori agricoli e delle imprese che sfruttano questa vitale risorsa all'interno della loro produzione, sostenuti da parte dei deputati liberali, aveva impedito che si arrivasse finalmente a una regolamentazione dell'uso e sfruttamento delle risorse idriche nazionali (vedi articolo: "Boicottata discussione sulla Legge delle Acque Nazionali" marzo 2007 su www.itanica.org ).

    Erano quindi iniziate le negoziazioni per arrivare a una proposta consensuale, che si sono protratte fino a martedì 8 maggio, quando le diverse forze politiche presenti in Parlamento hanno raggiunto un accordo di massima ed hanno approvato circa il 90 per cento degli articoli della nuova e tanto attesa legge.

    Come in ogni negoziazione, la Legge Generale delle Acque Nazionali è frutto di un compromesso tra le parti, ognuna delle quali ha dovuto cedere su alcuni dei punti che riteneva più importanti.
    Il FSLN ha eliminato la proposta di includere l'obbligatorietà della presenza dello Stato nei progetti idroelettrici con una percentuale del 51%, salvaguardandone la partecipazione, ma senza una definizione precisa della percentuale. Ha inoltre accettato di rinviare la determinazione dei canoni che, d'ora in avanti, imprese e grandi produttori agricoli dovranno pagare per l'utilizzo delle risorse idriche di superficie o sotterranee. Tali canoni verranno determinati da una legge apposita che si sta discutendo nella Commissione Ambiente del Parlamento.

    La Alianza Liberal Nicaraguense (ALN) ha invece accettato la presenza di restrizioni sull'utilizzo delle risorse idriche da parte dei grandi produttori agricoli e delle imprese (imbottigliatrici, produzione di ghiaccio e bevande, vendita di acqua purificata, etc.).

    Attraverso questa legge verrà finalmente regolamentato l'uso indiscriminato che fino ad oggi è stato fatto delle fonti idriche. Nel caso in cui una fonte naturale di acqua (lago, laguna, fiume, etc.) si trovi all'interno di una proprietà privata, le imprese dovranno ora sollecitare una concessione di sfruttamento, la quale verrà emessa dalla nuova Autorità Nazionale dell'Acqua. Per questa concessione si dovrà pagare un canone mensile e il proprietario del terreno non potrà più considerare questa risorsa come di sua proprietà, come accadeva nel passato.

    Nel caso della perforazione di pozzi per uso industriale o per irrigazione agricola, verrà istallato un contatore che determinerà la quantità di acqua estratta ed utilizzata e quindi, il relativo pagamento, cosa mai fatta fino ad oggi. Per poter accedere all'estrazione, le imprese dovranno anche in questo caso richiedere una concessione. Per fini di irrigazione agricola verrà assegnata solo per terreni superiori ai 20 ettari e solo dopo la realizzazione di uno studio d'impatto ambientale e la presentazione di tutta una serie d'informazioni tese ad evitare che lo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee possa comportare problemi di approvvigionamento di acqua per le popolazioni circostanti.
    Vengono anche previste una serie di misure per la filtrazione di acqua e la restaurazione delle falde acquifere.

    Le legge prevede anche una serie di misure repressive nel caso in cui si infranga la legge. Tali misure vanno da multe molto elevate fino a due anni di prigione (nei casi di inquinamento grave delle risorse idriche). Per le imprese sono previste chiusure temporali o definitive delle attività e la cancellazione della concessione.

    La sua entrata in vigore avverrà dopo sei mesi dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, mentre la legge che fisserà i canoni dovrà essere approvata entro nove mesi dall'entrata in vigore della Legge delle Acque Nazionali. Attualmente si stanno ancora discutendo i dettagli che riguardano la conformazione della Autorità Nazionale dell'Acqua e si preveda che venga approvata la prossima settimana.

    Secondo il deputato sandinista José Figueroa, "si potrà finalmente avere un quadro giuridico che permetta di regolare l'azione dei molteplici attori che influiscono sulle risorse idriche del paese. Prevede una serie di articoli che impediranno che si continui ad inquinare queste risorse e che aiuteranno a preservarle. È una legge fondamentale e dopo tanti anni siamo finalmente riusciti a farla approvare. Ora è importante che venga applicata".

    La presidentessa esecutiva della Empresa Nicaragüense de Acueductos y Alcantarillados Sanitarios (ENACAL), Ruth Herrera, ha dichiarato alla Lista Informativa "Nicaragua y más" che "dobbiamo celebrare questo momento. Considero che sia fondamentale preservare il bilancio idrico dei bacini idrografici e quindi questa legge ci permetterà di misurare la quantità di acqua che estraggono ed utilizzano le imprese e i produttori agricoli. Inoltre, le imprese che estraggono acqua per imbottigliarla e venderla carissima, quelle che producono bevande o le imbottigliano avendo come materia prima l'acqua e le stesse imprese che producono ghiaccio, saranno finalmente costrette a pagare l'acqua che usano e dovranno anche adoperarsi per iniettare acqua e ristabilire le riserve sotterranee - ha dichiarato Herrera. Quello che speriamo è che con questa legge si possa avere una gestione ed un'amministrazione più responsabile ed è parte di una cultura che dobbiamo costruire attraverso un processo educativo per le nuove generazioni e non solo".
    Herrera ha anche detto che con questa legge difficilmente si potrà privatizzare l'acqua e pur non essendo perfetta è importante che, dopo 15 anni di tentativi falliti, si sia molto vicini alla sua approvazione.

    Anche il deputato della Alianza MRS, Victor Hugo Tinoco, ha espresso alla Lista Informativa l'accordo di questo gruppo parlamentare con questa legge.
    "C'è stato un intoppo nell'approvazione della legge in quanto non c'era ancora consenso per definire chi dovrà nominare l'Autorità Nazionale dell'Acqua. Si tratta comunque di un problema che si risolverà in poco tempo. Rispetto alla legge -ha continuato Tinoco- avremmo preferito che il ruolo dello Stato fosse più marcato nel caso di investimenti strategici come sono quelli idroelettrici, ma crediamo che sia un buon punto di partenza. Per quello che riguarda i canoni che le imprese e i produttori dovranno pagare si è dovuto negoziare per permettere che la legge venisse approvata e verranno regolamentati con una legge apposita".

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