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    Nicaragua - Assurda violenza contro i bananeros

    Sconosciuti sparano nel mucchio e feriscono una donna
    9 giugno 2007 - Giorgio Trucchi

    I primi soccorsi e l'arrivo dell'ambulanza

    La tranquillità dell'accampamento in cui da dieci giorni gli ex lavoratori e lavoratrici ammalati a causa del pesticida Nemagón stanno nuovamente protestando, è stata perturbata da un atto di estrema ed assurda violenza che ci riempie di profonda preoccupazione.

    Alle 2 del pomeriggio del giorno 7 giugno, Rosa Prado Leiva, di 61 anni ed ex lavoratrice delle piantagioni di banane è stata raggiunta da uno sparo che, secondo i presenti, sarebbe partito da un'auto che si è data immediatamente alla fuga.
    Il proiettile ha perforato il piede sinistro della signora che è stata soccorsa dalle persone che stavano intorno a lei e dal personale sanitario di istanza nell'accampamento dei bananeros.
    Rosa Prado è stata successivamente ricoverata all'ospedale, mentre nell'accampamento arrivava un nutrito contingente di forze dell'ordine, per raccogliere la denuncia ed iniziare le indagini.

    Il grave atto di violenza ha lasciato costernati tutti i presenti e contrasta con la lotta determinata, ma pacifica, dei bananeros, i quali stanno reclamando da molti anni il rispetto dei loro diritti e una soluzione al loro caso.
    In mezzo allo sconcerto per quanto accaduto abbiamo raccolto le prime reazioni.

    Secondo Hilario Calero, uno dei leader dei bananeros, "questo è un atto che ha l'obiettivo di intimorirci ed obbligarci a desistere dalla nostra lotta. La gente non è spaventata e quello che è accaduto oggi non farà altro che darci ancora più coraggio per andare avanti. Siamo molto arrabbiati e non faremo marcia indietro.
    Una signora che si trovava vicino a Rosa Prado quando le hanno sparato, ha detto chiaramente che se vogliono farci andare via dovranno prima ammazzarci tutti".
    La stessa reazione ha caratterizzato la dichiarazione di un altro membro dei bananeros presenti nella Ciudadela del Nemagón, Manuel Hernandez, il quale ha sostenuto che "non abbiamo paura. Non ci spaventano e continueremo a portare avanti quello che stiamo facendo. Non sappiamo chi ha sparato, ma la consideriamo un'avvertenza ed una provocazione. Stanno perseguendo due obiettivi: generare paura tra la gente e creare le condizioni per uccidere qualcuno".

    I bananeros hanno poi presentato una denuncia al Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (CENIDH) e si sono riuniti con altre organizzazioni della società civile per chiedere sostegno di fronte a questo episodio di violenza. Durante la giornata di domani si recheranno inoltre a presentare un'altra denuncia alla Procuraduría para la Defensa de los Derechos Humanos (PDDH).

    Il gruppo di bananeros legati alla Asociación de Trabajadores y ex Trabajadores Afectados por el Nemagón y Fumazone (Asotraexdan) sta cercando di riannodare le negoziazioni con l'attuale governo e con la Asamblea Nacional, affinché si rispettino e si compiano gli accordi firmati in maggio ed agosto del 2005.
    Attualmente sono riusciti a riunirsi con la Commissione Lavoro della Asamblea Nacional e prossimamente si installerà una Commissione speciale per analizzare le loro richieste. Da parte del governo, invece, regna ancora il silenzio più assoluto.

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