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Ventinove fatti violenti riconducibili a motivazi politiche nei primi sei mesi del 2007

Guatemala: si avvicinano le elezioni e aumenta la violenza politica

Due rapporti elaborati dalla Procuradoría de los Derechos Humanos (Pdh) e dalla Fundación Myrna Mack evidenziano l'aumento dei conflitti politici

16 luglio 2007 - David Lifodi

E' terminato lo scorso 10 luglio il termine per l'iscrizione dei partiti politici e dei candidati che parteciperanno alle elezioni presidenziali e al rinnovo del Congresso guatemalteco che si terranno il prossimo settembre.
Oltre ai candidati già conosciuti come Rigoberta Menchù (Encuentro por Guatemala), Alvaro Colon (Une – ufficialmente di centrosinistra, ma in realtà ideatore di un programma non troppo dissimile da quello dell'attuale presidente di centrodestra Oscar Berger), Alejandro Giamattei (Gana, la formazione politica di Berger, di cui lui è il delfino) e il generale Otto Perez Molina (Partido Patriota, estrema destra), sono stati resi noti anche i nomi degli altri candidati. A contendere i voti dell'elettorato dell'ultradestra ci sarà anche Luis Rabbé del pericoloso e antidemocratico partito Fronte Repubblicano Guatemalteco, i cui fili continuano ad essere tirati dall'ex dittatore Montt (in lizza per un posto al Congresso nonostante le proteste internazionali), mentre alla disputa elettorale parteciperà anche Fritz Garcia Gallont del Partido Unionista. Aldilà dei ballottaggi, che sembrano prevedere attualmente un testa a testa tra Colon e Giamattei con poche speranze di inserimento di Rigoberta Menchù e l'inquietante presenza del Frg (di cui si temono le consuete manovre illecite e violente), ciò che preoccupa maggiormente il paese sono due rapporti elaborati dalla Procuradoría de los Derechos Humanos (Pdh) e dalla Fundación Myrna Mack in cui si evidenzia l'aumento della violenza e dei conflitti politici con l’avvicinarsi delle elezioni.
Nel suo "Conflictividad Electoral en el Proceso Electoral 2007", la Procuradoría de los Derechos Humanos sottolinea il ruolo di primo piano giocato dal crimine organizzato in merito al processo elettorale: la presenza di candidati con un passato quantomeno oscuro e le pressioni denunciate dagli elettori per votare determinate persone rappresentano le principali cause della violenza politica in Guatemala. A questo proposito è significativo l'appello lanciato dalla stessa Pdh insieme alla Chiesa Cattolica e all’Università di San Carlos affinché le autorità competenti garantiscano la vigilanza necessaria che permetta alla cittadinanza di esercitare liberamente il suo diritto al voto, anche se proprio il Tribunal Supremo Electoral (Tse), l'organo in teoria preposto a svolgere questa funzione, appare in realtà profondamente indebolito. Secondo la Fundación Myrna Mack il Tse attualmente è così debole da non essere in grado di garantire il regolare svolgimento delle elezioni. I tentativi di cooptazione del Tribunal Supremo Electoral ad opera della forte pressione messa in atto dai gruppi di potere che agiscono impunemente nel paese, come dimostra il caso della candidatura di Rios Montt al Congresso, la dicono lunga sul suo grado di autonomia e autorevolezza.
I dati attinenti a fatti violenti riconducibili a motivazioni politiche sono spaventosi: 32 nel 2006 e ben 29 nei primi sei mesi del 2007, secondo le fonti della Procuradoría de los Derechos Humanos, che annovera inoltre la morte di ben 26 persone. Sempre secondo le statistiche elaborate dalla Pdh, risulta che si sono verificate aggressioni e uccisioni nel 35% dei municipi del paese, principalmente nelle zone di La Libertad (Petén), Ixcán (Quiché), Aguacatán (Huehuetenango), Masagua (Escuintla) e ovviamente nell'area metropolitana di Città del Guatemala: al contrario Totonicapán sembra essere l'unico territorio dove non è emersa una conflittualità politica potenziale o latente.
In questo contesto spicca l'azione dell’Urng-Maiz (Unidad Revolucionaria Nacioanl Guatemalteca-Movimiento Amplio de Izquierda). Come è noto, Urng-Maiz (sorto sulle ceneri dell'ex guerriglia) non presenterà un proprio candidato alle presidenziali, né sosterrà Rigobertà Menchù, ma coerentemente con quanto più volte dichiarato presenterà i suoi rappresentanti soltanto al Congresso. Nel segno di una società pluriculturale e inclusiva in cui trovino spazio le differenze di genere, l'Urng-Maiz presenterà 34 donne nella consultazione elettorale per la zona di Alta Verapaz, ad esempio Carmelina Chocooj concorrerà per la carica di sindaco nel municipio di Carchà "allo scopo di rispettare il criterio di equità di genere e come parte del principio costituzionale secondo il quale tutti siamo uguali", hanno spiegato i dirigenti dell'Urng-Maiz.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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