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    Nicaragua - A un passo dalla firma del Programma Economico con il FMI

    Intervista in esclusiva con il Presidente del Banco Central de Nicaragua (BCN)
    7 agosto 2007 - Giorgio Trucchi

    Antenor Rosales - Presidente del BCN

    In una intervista rilasciata in esclusiva alla Asociación de Corresponsales Extranjeros de Nicaragua (ACEN), il presidente del Banco Central de Nicaragua (BCN), Antenor Rosales, ha dichiarato che le negoziazioni con il Fondo Monetario Internacional (FMI) sono praticamente concluse, in quanto le due parti (governo e FMI) hanno raggiunto un accordo sul documento che verrà presentato alla Direttiva di questo organismo finanziario internazionale per la sua definitiva approvazione. Secondo le previsioni, il nuovo programma potrebbe entrare in vigore prima della fine dell'anno.

    Secondo Rosales, "durante il viaggio che abbiamo fatto a Washington, siamo riusciti ad ottenere che il Nicaragua abbia diritto a ricevere risorse economiche, in qualità di prestito per i prossimi tre anni, pari al 55 per cento della quota che il nostro paese ha all'interno del FMI. Ciò equivale a circa 107 milioni di dollari che andranno a rafforzare le riserve del paese".

    Le riserve in dollari hanno raggiunto i 1.048 milioni, ma si prevede che si attestino sui 954 milioni entro la fine dell'anno a causa dell'esecuzione da parte del governo di programmi di investimento pubblico.

    Durante le negoziazioni iniziate alcuni mesi fa, diverse organizzazioni della società civile avevano messo in dubbio l'utilità di voler iniziare un nuovo Programma Economico con il FMI (l'ultimo programma triennale era scaduto lo scorso dicembre 2006). Avevano inoltre denunciato il clima di segretezza con cui il governo stava conducendo le negoziazioni ed il rischio di nuove imposizioni da parte di questo organismo finanziario in cambio della concessione di nuovi prestiti. Durante la vigenza del programma economico da poco concluso, tali condizioni obbligavano il Nicaragua a congelare la spesa sociale (soprattutto dei settori Istruzione e Sanità), decentrare compiti del governo centrale alle municipalità senza il relativo esborso di fondi, bloccare gli aumenti previsti per i trasferimenti finanziari ai Comuni e riformare l'articolo della Costituzione che prevede l'esborso del 6 per cento del bilancio pubblico alle università.

    Secondo il presidente del Banco Central, "questo nuovo programma economico con il FMI ci aiuterà a mentenere la stabilità macroeconomica nel paese e quindi, creare un clima propizio per gli investimenti e per aumentare la produzione. La principale differenza tra il vecchio e nuovo programma - ha continuato Rosales - riguarda ciò che per questo governo significa la stabilità macroeconomica. Questi indicatori per noi hanno significato solo se servono a ridurre la povertà, a creare posti di lavoro e ad aumentare la spesa sociale.
    La stabilità macroeconomica è quindi un mezzo e non un fine e lavoriamo in questa direzione per poter generare maggiore ricchezza, per aumentare la produzione e ridurre la povertà in modo strutturale e non congiunturale".

    Rispetto al controversiale tema delle imposizioni o condizionalità che storicamente il FMI impone ai paesi con cui firma un Programma Economico, Antenor Rosales ha fatto capire che nel Memorandum de Política Económica Financiera (MPEF) firmato con il FMI (documento che racchiude il programma economico per i prossimi tre anni e che verrà accompagnato da un Memorandum Tecnico de Entendimiento e da una lettera indirizzata alla Direttiva del FMI, per poter far conoscere questi documenti ed ottenere la definitiva approvazione) non ci sarà nessuna condizionalità di quelle imposte nel passato al Nicaragua.
    "Tra gli obblighi da rispettare (criterios de desempeño) per poter accedere ai finanziamenti si trova, ad esempio, mantenere il deficit previsto per il 2008 nel Bilancio della Repubblica e l'approvazione di una Legge Antifrode prima della fine dell'anno. Non ti posso dire - ha dichiarato Rosales alla Lista Informativa "Nicaragua y más" - che cosa abbiamo trattato o non abbiamo trattato su questo tema, ma posso assicurare che la negoziazione si è svolta per discutere politiche e concordare cifre. Come eseguiremo queste politiche e con che strumenti è compito del governo e il FMI non entra in queste cose. Nel programma, quindi, non si sono toccati aspetti e condizioni come quelli che dici, come ad esempio cambiare leggi o la costituzione".

    Sul tema della presunta segretezza con cui si sono svolte le negoziazioni, Rosales ha ricordato che non si poteva rendere pubblico ciò che si stava ancora discutendo e che non era ancora stato approvato, ma ha letto parte della lettera inviata alla Direttiva del FMI e che accompagnerà la proposta di programma economico.
    In tale lettera si informa che, una volta firmato ed approvato, l'intero programma economico verrà pubblicato nella pagina web del Banco Central e che periodicamente verrà divulgato l'andamento del programma stesso.

    Rispetto alla situazione economica del paese, il presidente del BCN ha ricordato che il Nicaragua è ancora uno dei paesi più poveri dell'America Latina e che il tasso di crescita previsto per quest'anno è del 4,2%.
    "Il nostro obiettivo principale è la riduzione effettiva e reale della povertà e quello che vogliamo fare è ottenere una crescita economica effettiva e reale, affinché i settori fino ad oggi esclusi possano incorporarsi al processo produttivo e diventare attori ed operatori economici. Vogliamo anche creare un clima che permetta gli investimenti e che il Nicaragua vada verso livelli di crescita economica molto più elevati del 4,2%, perché sappiamo che con questo tasso è impossibile risolvere strutturalmente il problema della povertà.
    Per fare questo - ha aggiunto Rosales - non serve parlare di ideologie, ma di come far crescere l'economia e ridurre la povertà. Bisogna quindi creare le condizioni necessarie e uno strumento è il Bono Productivo (punto di forza del Programma "Fame Zero"). Con questo strumento non si vuole fare assistenzialismo, ma iniziare a incorporare economicamente i settori fino ad oggi esclusi dal processo produttivo e creare ricchezza".

    Concludendo l'incontro con la stampa straniera, Rosales ha ricordato che questo programma economico è un programma di nazione in cui per la prima volta il FMI ha accettato che un governo includesse un'agenda sociale. "Proprio per questo potrà avere successo solo se potrà contare sul sostegno di tutti", ha concluso.

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