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    Nicaragua - Pensioni e assistenza sanitaria per cañeros con IRC

    Intervista con Carmen Ríos di ANAIRC
    30 agosto 2007 - Giorgio Trucchi

    Incontro della Ass. Italia-Nicaragua con ANAIRC

    Nei giorni scorsi, circa 70 ex lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero (cañeros) affiliati alla Asociación Nicaraguense de Afectados por Insuficiencia Renal Crónica (ANAIRC), si sono presentati presso la sede centrale dell'Instituto Nicaraguense de Seguridad Social (INSS) a Managua. Obiettivo del viaggio era dialogare con le autorità della Previdenza Sociale per ottenere una risposta positiva alla loro richiesta di pensioni che anteriormente erano state respinte.

    Ne abbiamo approfittato per conversare con Carmen Ríos, presidentessa di ANAIRC e per fare una prima verifica sull'andamento del progetto sanitario che l'Associazione Italia-Nicaragua (AIN) ha iniziato con gli ex lavoratori ammalati di Insufficienza Renale Cronica (IRC).


    - Qual è l'obiettivo della vostra presenza a Managua?
    - A partire dal 2005, all'interno del processo che abbiamo sviluppato come associazione per assicurare una pensione a migliaia di ex lavoratori ammalati di IRC ed alle vedove, abbiamo dovuto far fronte a 79 risoluzioni negative da parte dell'INSS. Abbiamo fatto ricorso presso la succursale di Chichigalpa, ma vedendo che non ottenevamo risposta, abbiamo deciso di venire alla sede centrale di Managua per parlare direttamente con l'addetto alle pensioni a livello nazionale, il signor Manuel Ruiz.

    - Come giustificavano le risoluzione negative?
    - Dicevano che applicavano l'articolo 81 della Legge della Previdenza Sociale. Questo articolo stabilisce l'obbligatorietà per chi soffre di una malattia professionale e vuole ottenere una pensione, di aver versato almeno 104 settimane di contributi o di avere passato due anni nello stesso posto di lavoro. Si trattava di un'evidente confusione, in quanto tutte queste persone erano state contrattate dall'Ingenio San Antonio per lavorare in vari settori agroindustriali e non solo per il lavoro nelle piantagioni di canna da zucchero. Esistevano quindi tutti requisiti per poter accedere alla pensione.

    - Qual è stata la risposta dell'INSS?
    - Abbiamo chiarito la situazione e la risposta è stata positiva. Abbiamo firmato un accordo nel quale si prevede la pensione per le 79 persone ed a queste dobbiamo aggiungerne altre 63 che abbiamo negoziato la scorsa settimana e per le quali avevamo presentato un ricorso. È un totale di 142 pensioni che vanno dai 50 ai 100 dollari. Sappiamo che non è molto, ma costituisce un grande aiuto per la gente malata e per le vedove. Stiamo inoltre aspettando l'aumento del 18 per cento che si è ottenuto durante la negoziazione del salario minimo e che si applica anche alle pensioni.

    - Quante sono le pensioni che ANAIRC è riuscita ad ottenere negli ultimi anni?
    - Da aprile 2005 a Luglio del 2007 siamo riusciti ad ottenere 3.710 pensioni e la maggioranza delle persone beneficiate non sono della nostra associazione. Questo indica che per noi la cosa più importante è continuare a lavorare per i malati e le vedove in generale. L'ultimo passo che ci manca è iniziare le pratiche per altre 105 persone che hanno scoperto di essersi ammalate durante la raccolta del 2006-2007. È anche importante chiarire che stiamo lavorando con gli ex lavoratori di tutte le piantagioni e non solo con quelli dell'Ingenio San Antonio ed ogni anno scopriamo nuovi ammalati di IRC. È un lavoro interminabile perché l'incidenza della malattia continua ad aumentare.

    - Come valutate la relazione con l'INSS? Ci sono forti tensioni come nel passato?
    - C'è stato un evidente cambiamento nelle relazioni con questa istituzione ed è un cambiamento molto positivo. In gennaio avevamo inviato una lettera al nuovo Presidente della Repubblica affinché ci ascoltasse e prendesse in considerazione le nostre richieste. Per il momento le risposte ci sono state e le relazioni sono buone.

    - Il governo ha detto che dare una risposta al problema della IRC sarebbe stata una delle sue priorità. Che tipo di risposte ci sono state in questi sei mesi?
    - Una delle prime risposte è stato l'accesso alle medicine attraverso la Previdenza Sociale. Sono medicine che non fanno parte del Paniere gestito dal Ministero della Sanità (MINSA) e che l'INSS sta consegnando ai malati, a patto che ne abbiano diritto in base ai versamenti dei contributi. Attualmente, gli ex lavoratori che soffrono di IRC vengono visitati da una dottoressa che collabora con la nostra associazione. Una volta riuniti tutti i dati clinici e la lista delle medicine necessarie, presentiamo la situazione all'INSS e ci vengono consegnate le medicine che serviranno per alcuni mesi. Continuano invece i problemi con il Centro de Salud di Chichigalpa, in quanto è sprovvisto di medicine e si continuano a verificare episodi di maltrattamento dei malati. L'abbiamo ripetutamente denunciato perché la situazione non può continuare in questo modo.

    - Uno dei programmi che il MINSA ha ripetutamente pubblicizzato è quello dell'attivazione di centri specializzati per l'emodialisi nelle città di Chinandega e León. Avete già verificato il funzionamento di questi centri?
    - Ho visitato personalmente questi due centri. A Chinandega il programma sta funzionando molto bene. La situazione non si è certo risolta in quanto i casi sono molti, ma si tratta comunque di un primo sforzo molto importante. A León la situazione è diversa. Continuano gli episodi di maltrattamento dei pazienti da parte degli addetti al reparto per ammalati di IRC. È una situazione che deve cambiare, perché i malati stanno già vivendo una situazione molto difficile a causa della malattia e non hanno bisogno di ulteriori preoccupazioni ed atteggiamenti di disprezzo nei loro confronti.

    - Parlando di salute, tre mesi fa è iniziato un progetto pilota di assistenza sanitaria con l'Associazione Italia-Nicaragua. Come valutate questa esperienza?
    - Sono passati tre mesi dall'inizio del progetto pilota. È stata un'esperienza importante grazie alla quale abbiamo potuto garantire l'assistenza sanitaria a 15 compagni che soffrono di IRC ed i risultati sono molto buoni. Sono state somministrate loro le cure necessarie anche per affrontare le malattie che derivano dalla Insufficienza Renale Cronica. Effettivamente abbiamo verificato che, nella maggior parte dei casi, sono scesi i valori della Creatinina (valore che indica la funzionalità renale) e ci sono stati evidenti segnali di miglioramento.
    Con altri siamo riusciti a stabilizzare la loro situazione sanitaria e solo ad una persona abbiamo sospeso le cure, in quanto la sua situazione è peggiorata ed alla fine è deceduta. Ora il programma continuerà per altri tre mesi e ringraziamo l'Associazione Italia-Nicaragua per il sostegno che ci sta dando e per aver aperto questo canale di aiuto, che può essere utilizzato anche da altri gruppi che vogliono aiutarci. Sappiamo che questi aiuti non risolvono il problema, perché i reni non guariscono, ma è fondamentale per offrire alle persone la possibilità la stabilizzare la propria situazione sanitaria e per vivere qualche anno di più.

    - È anche interessante il fatto che questo progetto pilota si stia in qualche modo integrando con il lavoro dell'INSS…
    - Le buone relazioni con la Previdenza Sociale ed il fatto di riunire i requisiti indispensabili hanno permesso che l'assistenza a tre delle quindici persone che fanno parte del progetto pilota venisse assunta da questa istituzione. Questa situazione ha permesso di inserire nuove persone ammalate nel progetto dell'Associazione Italia-Nicaragua. È importante ricordare che questo organismo italiano non vuole svolgere quei compiti e nemmeno farsi carico dei doveri delle istituzioni nazionali ed è per questo che le persone che stanno ricevendo l'assistenza sanitaria attraverso il progetto pilota, sono ammalati che non riuniscono i requisiti necessari richiesti dall'INSS.

    - Quali sono le sfide future per ANAIRC?
    - Rimane ancora aperta tutta la problematica relativa alle negoziazioni con l'Ingenio San Antonio. Abbiamo cominciato un processo di avvicinamento per vedere se esiste la volontà da parte dell'impresa di arrivare ad una negoziazione.

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