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Poche speranze per Rigoberta Menchù

Guatemala: domenica il paese al voto senza entusiasmo

I sondaggi prevedono un ballottaggio tra il generale Pérez Molina (Partido Patriota) e Colom (Unidad Nacional de la Esperanza)
6 settembre 2007 - David Lifodi
Fonte: Bolpress, Adital

Saranno più di settantamila gli osservatori che parteciperanno alle presidenziali guatemalteche in programma domenica 9 Settembre dopo una campagna elettorale all'insegna della violenza. Più di 40 candidati (locali e nazionali) sono stati uccisi dal mese di maggio ad oggi, secondo i dati citati dalla organizzazione non governativa Mirador Electoral: nei dipartimenti di Alta Verapaz, Petén e San Marcos alcuni partiti hanno preferito non presentare i propri candidati dopo pesanti minacce, attacchi e aggressioni di cui sono rimasti vittime.
Il quadro in cui quasi sei milioni di guatemaltechi si recheranno alle urne non è dei più rosei: sia per l'elezione del nuovo presidente che per quella dei deputati che siederanno al Congresso la sfida sembra essere tra il Partido Patriota (Pp) del generale Pérez Molina e lo sbiadito centrosinistra della Une (Unidad Nacional de la Esperanza) di Colom, nei fatti una sorta di destra camuffata forse leggermente più presentabile dello stesso Pp. Secondo i recenti sondaggi divulgati dal quotidiano indipendente "Prensa Libre", si profilerebbe un ballottaggio (previsto il 4 novembre) tra Colom e Pérez Molina, con il generale del Pp dato per favorito di circa cinque punti percentuali. Bisogna peraltro notare come l'elezione per la presidenza, a partire dal 1985, ha sempre avuto bisogno di una seconda tornata elettorale: nel 2003 Berger superò Colom per soli 200mila voti. Gianmattei, il delfino di Berger candidato per il Gana (Grande Alleanza Nazionale), non dovrebbe superare il 10% dei consensi, mentre l'ex dittatore Rios Montt sembra avere molte probabilità di conquistare un seggio al Congresso, cosa che gli garantirebbe l'immunità nel silenzio generale della comunità e della stampa internazionale.
Aldilà di chi uscirà vincitore da questa contesa, secondo molti analisti politici e anche la maggior parte dei cittadini guatemaltechi queste elezioni non serviranno a niente, spingendosi fino a definire il processo elettorale come "spazzatura". Il rischio che il Guatemala si trasformi nel "Guatapeggio", secondo le parole del commentatore di Bolpress Alfonso Gumucio, è molto alto. Sono molti, in tutti i partiti, i candidati che hanno sulla loro testa procedimenti giudiziali pendenti, principalmente per i loro legami con il narcotraffico e per abuso di autorità. Uno dei casi più clamorosi riguarda il deputato Manuel Castillo, che nonostante i suoi comprovati legami con il narcotraffico e l'espulsione da numerosi partiti continua a sedere tranquillamente in Parlamento, mentre buona parte dei parlamentari si ricicla nella formazione politica che sembra avere maggiori probabilità di successo. Tra i circa cinquanta sindaci in corsa per la Unidad Nacional de la Esperanza più della metà aveva ricoperto incarichi politici per il Fronte Repubblicano Guatemalteco (Frg), il partito di estrema destra di Montt responsabile delle peggiori violazioni dei diritti umani .
La speranza è che al primo turno ci sia una sorpresa in termini di un exploit da parte del Maiz-Urng (Movimiento Amplio de Izquierda),che però non presenta un suo candidato alla Presidenza, ma solo i suoi esponenti al Congresso, oppure di Rigoberta Menchù, su cui però va aperto un capitolo a parte. Gli ultimi sondaggi sembrano attribuire alla Premio Nobel non più del 6% delle intenzioni di voto, che la classificherebbero addirittura quarta dietro a Pérez Molina, Colom e Gianmattei. Candidata per Encuentro por Guatemala (Eg), partito nato per volontà della attivista per i diritti umani Nineth Montenegro, purtroppo Rigoberta sembra non godere nemmeno dell'appoggio di tutte le comunità indigene. Come scrive Maurizio Chierici nel suo recente libro "La scommessa delle Americhe", il Cuc (Comité Unidad Campesina) le rimprovera aspramente la sua presenza nell'esecutivo Berger ritenendolo un tradimento. Altri la accusano di essersi presentata in coppia con Fernando Montenegro (eventuale vicepresidente in caso di successo elettorale), parente di Nineth e imprenditore conosciuto per le sue convinzioni anti-indigene e antipopolari. Pare che Fernando Montenegro non abbia nemmeno utilizzato le sue ricchezze finanziarie per sostenere Encuentro por Guatemala, mentre Nineth Montenegro avrebbe creato dal niente questo partito solo per aver garantita la possibilità di presentarsi alle presidenziali del 2011 in coppia con lo stesso Fernando. Questa analisi, scritta dall'antropologo Ricardo Falla per la "Revista Envio", mette in luce tutte le difficoltà che incontrerà Rigoberta Menchù al momento del voto: se manca un forte consenso sociale come avvenuto in Bolivia ed Ecuador per l’elezione di Morales e Correa, la sua elezione a "presidenta" sarà molto difficile.
Nonostante giornalisti e addetti ai lavori sottolineino lo scarso entusiasmo della gente per la candidatura di Rigoberta Menchù, una sua eventuale vittoria (per quanto le sue probabilità siano piuttosto basse) rappresenterebbe comunque uno schiaffo alla destra di Pp e Frg e al trasformismo della Une di Colom.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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