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Le comunità zapatiste stanno subendo il più violento attacco da nove anni a questa parte

Chiapas: Cresce l'offensiva paramilitare contro l'Ezln

La Jornada: "In Chiapas, il Prd è il partito dei paramilitari"
5 ottobre 2007 - David Lifodi

Espropri della terra, minacce, aggressioni, disboscamenti: il Chiapas e le comunità zapatiste stanno subendo il più violento attacco da nove anni a questa parte. A trarre queste conclusioni è Ernesto Ledesma, direttore del Centro di Analisi Politica e Ricerche Sociali ed Economiche (Capise) che, insieme alle Brigadas de Observación Tierra y Territorio, denuncia il pericolo di un imminente sgombero di migliaia di famiglie dalle proprie terre e la privazione pressoché certa di tutti i loro beni. "L'obiettivo principale, secondo il direttore del Capise, è togliere alle comunità nate dalla sollevazione ribelle del 1994 tutte le terre recuperate nel periodo immediatamente successivo alla sollevazione", e per fare questo è sorta una purtroppo non sorprendente convergenza tra i settori più impresentabili del perredismo con il Pri e gruppi paramilitari mascherati da organizzazioni contadine di matrice non zapatista.
Da quando si è insediato il governo Calderon l'offensiva paramilitare contro gli zapatisti è enormemente cresciuta, con l'aggravante della presenza di accampamenti militari proprio nelle vicinanze delle Giunte di Buon Governo allo scopo di indurre la popolazione ad abbandonare il rispetto delle giunte zapatiste, creare una sorta di governo parallelo in grado di mettere in crisi le amministrazioni guidate dalle basi d'appoggio dell'Ezln e costruire divisioni interne tra gli indigeni. "Al governo conviene che ci siano conflitti nelle nostre comunità, che ci vediamo tra nemici come fratelli e sorelle, così tranquillamente i potenti si spartiscono la torta", spiega la comunità Las Abejas di Chenalhó, che nel Dicembre 1997 subì il tristemente famoso massacro di Acteal ad opera di un gruppo paramilitare con il beneplacito del governo. A provocare scontri e tensione ad arte è la Opddic (Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini), sigla dietro la quale si nascondono in realtà le frange più dure del paramilitarismo: "Questa organizzazione paramilitare è presente nella zona Selva e Nord e ci sono voci che si sta insinuando nei Los Altos. Che cosa fa Juan Sabines? Perché da quando lui è arrivato sono risorti i paramilitari?", prosegue la comunità La Abejas. Basta questa semplice domanda per scoperchiare i motivi per cui gli zapatisti sono sotto attacco. Secondo Luis Hernández Navarro, in un durissimo articolo pubblicato su La Jornada e intitolato "Chiapas, il partito dei paramilitari", l’attuale governatore dello stato chiapaneco Juan Sabines ha reclutato nel Prd (con la complicità degli alti vertici del partito) il peggio che è attualmente in circolazione in Chiapas: sotto le insegne del partito del sole azteco, "definito come il veicolo della restaurazione priista", in vista delle imminenti elezioni del 7 ottobre sono candidati sia paramilitari sia alcuni ex appartenenti al Pri degni del più discutibile "trapezismo politico". Secondo il principio per il quale "la politica è cambiamento e gli scontri non sono eterni", mentre Lopez Obrador a Città del Messico cerca di tessere le fila per proporsi come presidente legittimo dopo la truffa elettorale che ha consegnato il paese a Calderon, in Chiapas il Prd assume nelle sue fila l'ex priista Roberto Albores (già governatore del Chiapas resosi responsabile di repressioni e massacri selvaggi), Rafael Ceballos (indagato quando era ancora nel Pri per il finanziamento e la protezione offerta ad un gruppo paramilitare ed oggi nominato coordinatore dell’accordo di Fiducia Agropecuaria) e Mariano Rosales (che minacciò di morte l'editrice del giornale "La Foja Coleta"). In realtà secondo Navarro la presenza di paramilitari, personaggi di ambigua moralità e corruttori è presente nel Prd chiapaneco ben oltre questi nomi più conosciuti, tanto da spingersi a scrivere che "il Prd ha accolto nella sua famiglia la feccia della classe politica locale". Lo stesso governatore Juan Sabines è in realtà priista ed ha accettato di entrare nel Prd soltanto perché il partito gli ha offerto la candidatura che poi lo ha portato a diventare governatore, come dimostrano le sue continue dichiarazioni di appoggio e stima nei confronti di Felipe Calderon.
Lo stretto rapporto tra governo e paramilitari è testimoniato anche dalla presenza in Chiapas non soltanto dei semplici battaglioni dell'esercito messicano, ma anche dalla presenza dei famigerati Gafes (i reparti del gruppo Aeromobile delle Forze Speciali) e delle Fir (Forze di Intervento Rapido), che hanno favorito la strategia della controinsurgencia nello stato. Ledesma cita il documento intitolato "La embestida del estado mexicano contra los pueblos indigenas y sus territorios" per dimostrare come "questo spiegamento contrainsurgente in Chiapas non riguarda la lotta contro l'Epr (Esercito Popolare Rivoluzionario), ma contro l'Ezln e le sue basi civili" poiché, ha assicurato, "l'offensiva ha a che vedere con l'efficiente funzionamento dei caracoles e delle Giunte di Buon Governo, al punto di costruire nella regione un governo alternativo che gestisce domande e necessità, agisce come interlocutore a tutti i livelli ed è perfino riconosciuto da popolazioni non zapatiste come istanza per dirimere conflitti, poiché agisce secondo gli usi e costumi e nell'interesse comunitario". La conclusione degli studi del Capise è preoccupante: sembra che esistano tutti i presupposti per un imminente attacco contro l’Ezln e le sue basi appoggio.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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