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La Banca del Sud lavorerà per un'integrazione che renda autonoma l'America Latina.

Il Banco del Sur in fase di lancio

L'autonomia economica del Sudamerica passa quindi dalla capacità del Banco del Sur di favorire gli scambi commerciali ed energetici tra i paesi aderenti
13 novembre 2007 - David Lifodi
Fonte: Internazionale: "La Banca del Sud un'alternativa all'Fmi
Le Monde Diplomatique: "Banca del Sud contro Banca Mondiale"

Il Fondo Monetario e la Banca Mondiale hanno 185 paesi membri, ma in realtà gli Stati Uniti, che esercitano all'interno dell'Fmi il diritto formale di veto, hanno sempre raccomandato l'intervento in America Latina di queste due potenti istituzioni finanziarie.
E' per questo motivo, oltre che per dar vita ad una vera e propria alternativa economica sudamericana il più possibile indipendente da Washington e dalle imposizioni di Banca Mondiale e Fondo Monetario, che il prossimo 5 Dicembre nascerà ufficialmente il Banco del Sur, a cui hanno già annunciato la loro adesione il Venezuela, l'Uruguay, l'Ecuador, il Paraguay, la Bolivia, il Brasile e l'Argentina. Nonostante le difficoltà di partenza iniziali (ad esempio il Brasile per lungo tempo è stato indeciso sull'adesione preferendo una banca che rafforzasse le proprie grandi imprese private) e una certa ostilità dell'opinione pubblica dovuta al ruolo predominante del Venezuela (Chávez ha giocato un ruolo da protagonista), la Banca del Sud si pone come legittima alternativa alla Banca Mondiale. Un'indagine condotta da "Le Monde Diplomatique" sottolinea: "La Banca Mondiale e il Fmi hanno deliberatamente spinto l'America Latina all'indebitamento: tra il 1970 e il 1982, il debito estero pubblico della regione è passato da 16 a 178 miliardi di dollari. Nel 1982, quando scoppiò la crisi del debito, le due istituzioni utilizzarono l'arma del super-indebitamento per imporre politiche di allineamenti strutturali, privatizzazioni, apertura economica, abbandono del controllo dei cambi e dei movimenti di capitale, riduzione delle spese sociali, aumento dei tassi di interesse locali". E ancora, applicando le teorie del "Washington Consensus", Banca Mondiale e Fmi hanno giocato un ruolo chiave a partire dal rovesciamento del governo Arbenz in Guatemala nel 1954 al sostegno alla famiglia Somoza in Nicaragua, passando per l'appoggio alle varie dittature nel Cono Sur al coinvolgimento nella crisi argentina del 2001, spingendosi fino a sostenere il grottesco colpo di stato che nell'aprile 2002 tentò di rovesciare il governo Chávez in Venezuela, solo per citare i casi più noti ed eclatanti.
Al contrario la Banca del Sud, che punta inoltre a porsi come alternativa della Bid (Banca Interamericana per lo Sviluppo, anch'essa controllata dagli Stati Uniti), intende concedere prestiti per lo sviluppo dei paesi membri e lavorerà per un’integrazione che renda autonoma l'America Latina. In realtà il lavoro che attende il Banco del Sur resta enorme, ma se le ambizioni dichiarate dai paesi aderenti si trasformassero in realtà le prospettive economiche per il Sudamerica assumerebbero un quadro veramente interessante. Si parla di una possibile moneta comune latinoamericana che potrebbe essere creata in futuro sul modello dell'euro, mentre sono in programma degli aggiustamenti all'attuale Flar (Fondo Latino-Americano di Riserva) che dovrebbe avere il compito di finanziare lo sviluppo del continente e al quale per il momento aderiscono Bolivia, Ecuador, Perù, Costarica, Venezuela e Colombia. L'autonomia economica del Sudamerica passa quindi dalla capacità del Banco del Sur di favorire gli scambi commerciali ed energetici tra i paesi aderenti: il suo capitale iniziale dovrebbe essere fornito dai paesi membri tramite dei prestiti, oltre che da una sorta di Tobin Tax che prevedrebbe il prelievo sulle transazioni in valuta effettuate nei sei paesi membri. Il rilievo della Banca del Sud sembra aver creato quasi una sorta di miracolo: la Colombia del presidente Uribe (uno dei pochi alleati rimasti a Bush in America Latina e noto per i suoi rapporti controversi con Chávez) sarebbe interessata a farne parte, mentre agli stessi Stati Uniti non è ancora andata giù la dichiarazione del presidente ecuadoriano Correa, che poco tempo dopo la sua elezione dichiarò il funzionario della Banca Mondiale in Ecuador "persona non gradita".
Dal 5 Dicembre quindi in America Latina ci sarà uno strumento in più per rafforzare l'integrazione economica del continente: starà ai vari leader sudamericani non rovinare il futuro di questo neonato organismo con disegni personalistici.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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