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L'Agencia Federal de Investigaciones vuole la chiusura della radio comunitaria

Messico: gli indigeni difendono Radio Ñomndaa

Durante il blitz della polizia danneggiati gli strumenti necessari per la messa in onda
15 luglio 2008 - David Lifodi
Fonte: www.nomndaa.org - 21 agosto 2008

"Vogliamo che sia ben chiaro che non stiamo commettendo nessun delitto o atto illegale trasmettendo la nostra musica, la nostra parola di solidarietà, amicizia, ribellione e soprattutto le notizie sui popoli indigeni, originari di queste terre abbandonate dalle autorità e dal governo messicano". Comincia con questo appello la mobilitazione di Radio Ñomndaa, un collettivo di redattori che dal 20 Dicembre 2004 svolge un prezioso lavoro di informazione per gli indigeni amuzgos, abitanti del municipio autonomo di Suljaa' (nello stato del Guerrero), ma che adesso è stata costretta ad interrompere le trasmissioni a causa di un blitz congiunto ad opera dell'Agencia Federal de Investigaciones (Afi), della Policia Ministerial Investigadora (Pmi) e di alcuni inviati della Secretaría de Communicaciones y Transportes (Sct).
L'intervento, avvenuto lo scorso 10 luglio, è stata motivato dall'occupazione illegale delle frequenze da parte della radio, che finora ha trasmesso i suoi programmi senza l'autorizzazione e la licenza governativa. Radio Ñomndaa svolge un ruolo fondamentale per gli indigeni amuzgos perché trasmette nella lingua degli antichi abitanti di queste terre (Ñomndaa significa "la parola dell'acqua"), ne diffonde i valori culturali e "permette di creare quei presupposti per la nascita di una vera e propria democrazia partecipativa", spiegano gli speakers della radio, già oggetto di attacchi e intimidazioni negli anni scorsi.
Stavolta però l'irruzione nei locali della radio era volta esplicitamente a farla chiudere, anche con le cattive, e l'obiettivo è stato per il momento raggiunto: gli agenti della polizia hanno danneggiato buona parte degli strumenti necessari per la messa in onda e hanno inoltre impedito con minacce la ripresa del blitz, per cui non è stato possibile testimoniare con video, riprese o macchine fotografiche quanto successo. Solo l'immediato allarme dato dai redattori ha evitato il peggio. La presenza sul posto della comunità indigena di Suljaa' (circa 300 persone) ha impedito alla polizia di portarsi via le apparecchiature necessarie alla trasmissione che avrebbero decretato la chiusura definitiva della radio, costretta, per il momento, a rimanere muta a causa dei gravi danni commessi dagli agenti durante l'irruzione.
"La violenza contro la radio dimostra la volontà del governo di criminalizzare le lotte indigene e soprattutto i suoi tentativi di avere una propria emittente radiofonica che diffonda usi, costumi e soprattutto i diritti delle comunità", raccontano i collaboratori di Radio Ñomndaa, abituati fin dal 2005 a subire attentati volti a limitare la loro libertà di espressione. Solo in quell'anno sono stati ben quattro gli attacchi che ha dovuto subire la radio, considerando sia le perquisizioni della polizia sia i voli radenti dei velivoli dell'aviazione dell'esercito pochi metri sopra alla torre dove si trova l'antenna di trasmissione, peraltro ripetuti con una certa inquietante frequenza anche nel 2006 e nel 2007.
Sorta sull'onda delle tante radio comunitarie e indipendenti nate in Messico, Radio Ñomndaa si è proposta fin dall'inizio come un mezzo di comunicazione sociale in grado di mettere in contatto gli emarginati, gli indigeni e i campesinos del Guerrero, fornendo alle comunità informazioni utili su salute e alimentazione, informandole sui loro diritti per difendersi dalla discriminazione e svolgendo un vero e proprio servizio di pubblica utilità.
L'essersi presentata fin dalla sua fondazione come una radio in grado di diffondere il dibattito sul miglioramento di vita di indigeni e contadini, unito alla volontà di appoggiare l'organizzazione sociale ed economica delle comunità sono state le vere motivazioni per le quali il governo sta cercando di chiuderla in qualsiasi modo, anche se la parola che ha sempre contraddistinto questa piccola ma battagliera emittente radiofonica "è chiara come l'acqua e intende rafforzare le radici delle nostre culture", affermano i redattori di Radio Ñomndaa, lasciando intendere che non permetteranno tanto facilmente che venga oscurata.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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