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Eduardo Smaha Borzuk in villeggiatura sulle spiagge di Mar del Plata

Argentina: vacanze premio per un militare legato alla dittatura degli anni '70

E' responsabile di omicidi e torture contro gli oppositori politici
8 gennaio 2009 - David Lifodi
Fonte: www.periodismo2001.com - 09 gennaio 2009

Avviso ai villeggianti che si trovano sulle spiagge argentine di Mar del Plata: potrebbero trovare tra loro un torturatore dell'epoca della dittatura militare che sta godendosi le sue vacanze. Purtroppo questa notizia, che ha dell'incredibile, non ha possibilità di essere smentita. Eduardo Smaha Borzuk, uno dei più feroci repressori della provincia di Mendoza, ha ottenuto dal giudice federale Walter Bento il diritto ad usufruire di quasi due mesi di vacanza, dal 10 Gennaio al 5 Marzo, proprio a Mar del Plata.
Borzuk entrò a far parte dell'apparato repressivo della dittatura a soli 28 anni, facendo da tramite tra il centro di repressione clandestino degli oppositori politici della città di Mendoza e il servizio di intelligence della polizia militare. La sua ferocia era tale che si guadagnò ben presto il triste soprannome di "El Tigre" di Mendoza, in omaggio al più conosciuto torturatore della Esma Acosta. E' inoltre riuscito a compiere i 60 anni senza aver scontato un solo giorno di carcere grazie alla legge di "Obediencia Debida" che ha graziato buona parte dei militari legati alla dittatura, al pari della maggior parte dei componenti della Camera Federale di Mendoza, che lo avevano già sollevato dal rischio di finire in carcere con la sentenza del 12 Novembre scorso.
In questo senso, a niente sono servite finora le testimonianze di altri militari in servizio presso l'apparato di intelligence di Mendoza e di testimoni che lo hanno indicato come responsabile di primo piano dell'apparato repressivo posto in essere dallo stato argentino. In particolare, Borzuk è stato l'artefice sia della mattanza di un gruppo di montoneros nel 1976 sia, soprattutto, dell’uccisione del poeta e giornalista Francisco Urondo. Direttore del corso di laurea in Lettere presso l'Università di Buenos Aires, e al tempo stesso attivo militante montonero, Urondo morì il 17 Giugno 1976 insieme alla moglie in un'imboscata tesa da una "patota" (le pattuglie create per sequestrare gli oppositori politici e portarli ai centri di tortura) contro di lui. Membro del Cot (Comando de Operaciones Táctico), coordinò le operazioni per l'arresto, la sparizione e la tortura di ben quattordici persone, come testimoniato addirittura da altri militari che lo hanno riconosciuto come elemento di spicco delle "patotas".
Contro quella che può essere definita senza ombra di dubbio una inquietante vacanza-premio, alcune associazioni per i diritti umani hanno presentato una richiesta di giudizio politico contro tre componenti della Camera Federale di Appello di Mendoza, mentre le istituzioni di Mar del Plata lo hanno definito "persona non gradita".

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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