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    Nicaragua: i cañeros non demordono

    Prime proteste davanti all'Edificio Pellas
    17 marzo 2009 - Giorgio Trucchi

    Manifestazione nel centro di Managua ©(Foto G. Trucchi)

    Dopo pochi giorni dal loro arrivo a Managua, gli ex lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero ammalati di Insufficienza Renale Cronica, Irc, hanno iniziato le prime proteste.
    Tutte le sere stanno srotolando i loro striscioni e camminano fino alla Rotonda Metrocentro, all'inizio della trafficata Carretera a Masaya, e distribuiscono volantini in cui raccontano il loro dramma, spiegano i motivi della protesta ed invitano a non comprare il famoso rhum Flor de Caña, prodotto leader della Compañia Licorera de Nicaragua, proprietà del Gruppo Pellas.

    Tutte le mattine, invece, hanno iniziato a marciare fino all'Edificio Pellas. Con striscioni, volantini, bandiere e megafoni si sono posizionati davanti all'entrata del maestoso edificio che da alcuni anni concentra tutte le attività economiche del potente gruppo economico nicaraguense, creando un certo scompiglio tra le guardie private, i passanti e gli impiegati, molti dei quali accettano i volantini e proseguono leggendo verso i loro uffici.
    Non sono mancati nemmeno gli insulti da parte di qualche passante, ma in generale è stata evidente l'accettazione di questa forma di protesta da parte della cittadinanza.
    Nonostante i timori nei confronti del colosso Pellas, i mezzi di comunicazione hanno continuato a visitare l'accampamento che sorge nei pressi della Cattedrale. Da segnalare per il momento l'esecrabile silenzio da parte dei due principali quotidiani del paese (La Prensa ed El Nuevo Diario).

    Varie associazione e privati sono arrivati a portare il loro sostegno con aiuti umanitari, soprattutto alimenti. L'Associazione Italia-Nicaragua ha dato una prima donazione trasformata immediatamente in sacchi di riso, fagioli, olio e sale, mentre l'Unión Internacional de Trabajadores de la Alimentación, Uita, a cui Anairc è affiliata, ha approvato una donazione che verrà gestita insieme all'Associazione Italia-Nicaragua per soddisfare le necessità più urgenti dei cañeros.
    Ci sono stati anche i primi contatti con il Gruppo Pellas, ma per il momento non è stata ancora accettata la proposta di un tavolo di trattativa e dialogo.

    Le voci di ANAIRC

    Juan Félix Poveda ha lavorato 29 anni nell'Ingenio San Antonio facendo un po' di tutto. "Camilo", come lo chiamano i suoi compagni, l'abbiamo conosciuto qualche anno fa. Quasi non camminava, le mani gonfie per l'eccessiva ritenzione idrica, il viso quasi immobile al parlare. È uno dei beneficiari del progetto pilota dell'Associazione Italia-Nicaragua ed oggi è qui a chiedere che venga fatta giustizia.
    Con voce tremante ci dice che si è ammalato nel 2002. "Sono malato, ma ora mi sento molto meglio. In due occasioni sono stato sul punto di morire. I miei reni si stanno atrofizzando, ma sono voluto venire lo stesso a Managua per esigere al signor Carlos Pellas che ci indennizzi per quello che ci ha fatto".

    Le vedove sono un altro capitolo di questa storia che sembra non avere una fine.
    Esperanza Peralta ha visto morire suo marito quattro anni fa. Ha lavorato 26 anni nell'Ingenio San Antonio ed è morto senza forze nel suo letto.
    "È stata una morte veloce. In due mesi se n'è andato. Ora sono qui per reclamare i nostri diritti: quelli di mio marito ed in miei come vedova. Ho cinque figli ed è difficile andare avanti. La pensione che mi danno non è sufficiente e devo sempre inventare qualcosa per cercare di sopravvivere".
    Anche per la presidentessa di Anairc, Carmen Ríos, che con un megafono in mano reclama al presidente del Gruppo Pellas di non essersi nemmeno degnato di rispondere alle undici lettere che gli hanno mandato, la mobilitazione di questi giorni ha un significato particolare.

    "Siamo qui davanti a questo edificio perché siamo ex lavoratori dell'Ingenio San Antonio e vedove. La gente entrava sana e usciva ammalata gravemente ed a Chichigalpa non c'è nessuno che possa darci risposte concrete perché sono semplici impiegati e compiono ordini. È per questo -ha continuato Ríos- che abbiamo deciso di venire a Managua, perché tocca al presidente del Gruppo Pellas dialogare con noi e cercare una soluzione al nostro caso. Abbiamo inviato 11 lettere e non abbiamo avuto risposte. Da qui non ce ne andremo fino a quando non le avremo", ha concluso.

    Venerdì scorso, 13 marzo, un centinaio di cañeros hanno marciato nuovamente fino all'edificio del Gruppo Pellas, inscenando una Via Crucis per testimoniare la situazione di abbandono e miseria in cui vivono migliaia di ex lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero ammalati di Irc.

    © (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua www.itanica.org )

    Note:

    Video sulle proteste:

    http://www.youtube.com/watch?v=GTH6qhF0y9U
    http://www.youtube.com/watch?v=TufueTUXoU4
    http://www.youtube.com/watch?v=ESzqxx2ELP0
    http://www.youtube.com/watch?v=Y6jhkQ2vToE

    FOTO:
    http://www.itanica.org/modules.php?op=modload&name=My_eGallery&file=index&do=showgall&gid=42

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