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Scatta emergenza in Centroamerica per influenza da virus A/H1N1

Le autorità si mobilitano in Nicaragua. Tante congetture sull'origine del virus
6 maggio 2009 - Giorgio Trucchi

Ministri della Sanità del SICA

Il presidente del Nicaragua ed attuale presidente protempore del Sistema d'Integrazione Centroamericano (Sica), Daniel Ortega, ha convocato a Managua i ministri della Sanità della regione per coordinare azioni contro la minaccia di un'espansione dell'influenza suina, che la Organizzazione mondiale della sanità, Oms, ha ora ribattezzato come "umana" - virus A/H1N1.
Durante una conferenza stampa, il presidente nicaraguense ha letto la Risoluzione di Managua, con la quale i quattro paesi che fanno parte del CA4 -Guatemala, Honduras, El Salvador e Nicaragua- con l'aggiunta di Panama, Repubblica Dominicana e Belize, hanno deciso di prendere misure comuni di fronte a questo imminente pericolo di epidemia. Ortega ha inoltre deciso di proclamare lo Stato d'Emergenza sanitario nel paese.

Nei nove punti accordati dai ministri si prevede di rafforzare la vigilanza negli aeroporti e nei porti fornendo ai passeggeri e agli equipaggi mezzi di protezione, non imbarcando persone con una sintomatologia sospetta, adottando formulari epidemiologici comuni ai vari paesi, misura obbligatoria anche nelle frontiere terrestri. Dovrà inoltre essere attivata una comunicazione permanente tra i paesi della regione, ad esclusione del Costa Rica che, come spesso accade, ha preferito fare da sola, per conoscere l'eventuale presenza di casi confermati di influenza da virus A/H1N1 e si svolgeranno riunioni periodiche tra le autorità di frontiera per coordinare azioni congiunte.
Verranno promossi processi di partecipazione cittadina all'interno delle risposte da dare ad una eventuale epidemia e si analizzerà la situazione delle risorse materiali, tecniche e finanziarie dei paesi per cercare nuove risorse e poter dare così una risposta concreta ai paesi che dovessero essere colpiti.

A questo proposito, si negozierà l'acquisto di medicinali specifici in modo congiunto ed in coordinazione con l'Organizzazione panamericana della salute, Ops. Si chiederà alla Oms, aiuti finanziari per l'acquisto di antivirali in modo da contenere un eventuale inizio del contagio. Si creerà anche un Bollettino a livello centroamericano che verrà aggiornato quotidianamente in modo da avere sotto controllo la situazione in tutta la regione.
Si chiederà infine al Messico di controllare i cittadini emigrati dei paesi che fanno parte del Sica fino alla fine dell'emergenza.
Durante il suo intervento, Ortega ha informato che come prima misura verrà cancellata l'attività prevista per il 30 maggio per commemorare la giornata dei lavoratori e che nelle prossime ore dichiarerà lo Stato d'Emergenza sanitario, per potere cercare immediatamente aiuti internazionali per sopperire alla mancanza nel paese di medicinali specifici.

Ortega dichiara Stato d'Emergenza sanitaria in Nicaragua

Daniel Ortega (Foto CCC) Durante un'apparizione a reti unificate, il presidente Daniel Ortega ha emesso un Decreto presidenziale con il quale ordina al ministro della Sanità, Guillermo González, di decretare uno Stato d'Emergenza sanitaria per 60 giorni.
Durante il suo intervento, Ortega ha informato che la Oms ha alzato il livello di allerta da 4 a 5 (su una scala di 6) rispetto al virus A/H1N1, responsabile dell'influenza che la stessa istituzione ha dichiarato di tipo "umano" e già non "suino", come era stato battezzato nei giorni scorsi.
Il presidente nicaraguense ha invitato la popolazione a mantenere la calma ed a collaborare il più possibile con le autorità sanitarie, seguendo i consigli per prevenire una possibile epidemia nel paese.
Pur riconoscendo che sicuramente il virus arriverà nel paese, Ortega ha ribadito che "è importante farci trovare pronti in modo da limitare la minimo le eventuali perdite umane".

Ha anche toccato alcuni aspetti non certo secondari in tutta questa vicenda, come i grandi guadagni che otterranno le multinazionali che posseggono il brevetto dei medicinali che vengono adottati per questo tipo di influenza e l'assurdità dell'esistenza dei brevetti stessi quando si parla di medicine.
"In casi come questi sempre ci sono di mezzo gli affari e noi abbiamo sempre insistito sul fatto che le medicine non dovrebbero avere padroni. Le medicine servono a salvare vite umane e non devono essere di proprietà di qualcuno, perché altrimenti si convertono in affari - ha detto Ortega.
C'è una grande multinazionale che produce una delle medicine che si stanno usando in questi giorni a cui sono vincolati ex funzionari del passato governo degli Stati Uniti (i laboratori Gilead Sciences Inc. diretti da Donald Rumsfeld, che hanno i diritti sul farmaco Tamiflu n.d.r).
Questa impresa avrà un aumento impressionante della domanda, mentre altre stanno fallendo a causa della crisi provocata dal capitalismo", ha aggiunto.

Ortega ha poi informato sulla situazione del paese rispetto ad un eventuale arrivo del virus.
Attualmente il sistema sanitario dispone solamente di 3.300 dosi di medicine adatte a questo caso e secondo una ricerca fatta nei giorni scorsi dal Ministero della Sanità, Minsa, il fabbisogno totale per affrontare un'epidemia sarebbe di circa 20 milioni di dollari, cifra di cui il Ministero non dispone in questo momento.
Per questo motivo, Ortega ha informato che per il momento dirotteranno fondi del Minsa destinati ad altre voci e chiederanno un prestito alla Previdenza Sociale, Inss, per poter comprare immediatamente il necessario per affrontare una eventuale epidemia. Tali fondi verranno poi restituiti attraverso i fondi di ALBANISA (fondi ALBA).
Secondo dati ufficiali della Oms, in Messico sono stati accertati 156, 9 dei quali mortali, negli Stati Uniti Estados 109 casi, uno mortale, Canada 34 casi, Spagna 13, Gran Bretagna 8, Nuova Zelanda 3, El Salvador 2, Germania 3, Israele 2, Olanda, Austria e Svizzera 1.
Il Costa Rica ha decretato emergenza sanitaria nazionale dopo aver diagnosticato la presenza di virus A/H1N1 in due persone provenienti dal Messico.
Ortega ha poi raccomandato alla popolazione, alle imprese ed alle varie organizzazioni nazionali di pensarci bene prima di permettere lo svolgimento di manifestazioni o iniziative che concentrino un grosso numero di persone, come concerti, marce, attività sportive, etc.
Ha infine letto un Decreto presidenziale con il quale ordina al ministro della Sanità di decretare lo Stato d'Emergenza sanitaria per 60 giorni "con il proposito di sviluppare le azioni necessarie per la prevenzione, controllo e mitigazione dell'epidemia di influenza da virus A/H1N1".
Lo stesso ministro dovrà creare un Comitato d'Assistenza a cui parteciperanno tutte le istituzioni governative e i Comitati del Potere Cittadino (Cpc). Dovrà inoltre coinvolgere anche istanze private per fare fronte comune contro un'eventuale epidemia e gli si dà facoltà per evitare i procedimenti previsti dalla legge per gli acquisti da parte dello Stato, non dovendo quindi passare prima dalla Contraloría de la República (Corte dei Conti).

Arrivano antivirali per affrontare eventuale epidemia

Il ministro della Sanità, Guillermo González, ha informato che mercoledì prossimo arriveranno nel paese circa 10 mila dosi di medicinali contro virus A/H1N1, come parte dello sforzo che l'Oms sta facendo per aiutare i paesi più poveri ad affrontare un'eventuale epidemia.
Altre 50 mila dosi dovrebbero arrivare grazie allo sforzo che il governo sta facendo in questi giorni.
Con questi arrivi "il paese potrà contare su una quantità ragionevole di medicinali per far fronte ad un'emergenza -ha dichiarato González.
Non stiamo vedendo questo come un fenomeno strettamente tecnico-epidemiologico, in quanto, come ha detto il Presidente, quello che dobbiamo fare è preservare la vita della popolazione ed è su questo che ci stiamo concentrando".
Secondo il ministro ci sono 485 persone sotto stretta sorveglianza, tre delle quali hanno presentato sintoma molto simili a quelli che genera il virus A/H1N1. Dopo approfonditi esami è comunque stata scartata questa ipotesi ed attualmente il Nicaragua non ha presentato nessun caso accertato.
In gran parte del paese le organizzazioni di base aggruppate nei Consejos del Poder Ciudadano, Cpc, hanno iniziato un lavoro "casa per casa", indicando ai cittadini i riferimenti dei "brigadistas de salud, per poterli contattare in caso di necessità e di sospetto contagio.
Intanto, il Salvador ha annunciato i primi due casi confermati di virus A/H1N1.

(Testi Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua - www.itanica.org)


maiali (Foto flickr.com)

Influenza suina: epidemia del lucro

La nuova epidemia di influenza suina che sta minacciando di espandersi in varie regioni del mondo non è un fenomeno isolato.
È parte della crisi generalizzata e affonda le sue radici nel sistema di allevamento industriale di animali, dominato dalle grandi imprese multinazionali..
In Méssico, le grandi imprese avicole e di allevamento suino sono proliferate grazie al Nafta. Un esempio è Granjas Carroll, a Veracruz, proprietà di Smithfield Foods, la maggior impresa di allevamento suino e produzione di salumi nel mondo, con filiali in America del Nord, Europa e Cina.

Nella sua sede di Perote è iniziata da alcune settimane una violenta epidemia di malattie respiratorie che ha colpito il 60 per cento della popolazione di La Gloria, fatto reso pubblico da La Jornada in varie occasioni, a partire dalle denunce degli abitanti del posto.
Da alcuni anni portano avanti una dura lotta contro l'inquinamento dell'impresa ed addirittura sono stati repressi dalla polizia a causa delle loro denunce.
Granjas Carroll ha dichiarato di non aver nulla a che fare con l'origine dell'attuale epidemia, dicendo che la popolazione soffriva di un'influenza comune. Comunque, non sono mai state fatte analisi per verificare di che tipo di virus si trattasse.
Le conclusioni del seminario Pew Commission on Industrial Farm Animal Production (Comisión Pew sulla produzione animale industriale) del 2008 affermano che le condizioni di allevamento e confinazione della produzione industriale, soprattutto di maiali, creano un ambiente perfetto per la ricombinazione di virus di ceppi differenti. Si menziona anche il pericolo di ricombinazione dell'influenza avicola con quella suina e di come possa generare un virus che colpisca l'essere umano.
Un esempio da cui dobbiamo trarre insegnamento é l'influenza avicola. Vedere per esempio la relazione di GRAIN che illustra come si creò questa influenza (www.grain.org).
Le risposte ufficiali di fronte all'attuale crisi, oltre ad essere state tardive (hanno aspettato che gli Stati Uniti annunciassero per primi la scoperta del nuovo virus, perdendo giornate importanti per combattere l'epidemia), sembrano ignorare le cause reali e più contundenti. Più che inviare ceppi del virus a scienziati come Craig Venter, che si è arricchito con la privatizzazione della ricerca e dei suoi risultati, quello di cui c'è bisogno è capire che il fenomeno si continuerà a ripetere se continuano a replicarsi le condizioni che originano queste malattie.

All'interno delle epidemie sono le multinazionali quelle che ci lucrano sopra: le imprese biotecnologiche e farmaceutiche che monopolizzano i vaccini e gli antivirali. Il governo ha annunciato di avere circa un milione di dosi di antigeni per attaccare il nuovo ceppo de influenza suina, ma non ha mai informato a che costo. Gli unici antivirali che sono effettivi contro questo nuovo virus sono brevettati in quasi tutto il mondo e sono di proprietà di due grandi imprese farmaceutiche: Zanamivir, con nome commerciale Relenza, comercializzato da GlaxoSmithKline e Oseltamivir, la cui marca commeciale è Tamiflu, brevettato da Gilead Sciences, con licenza esclusiva per Roche.

Glaxo e Roche sono la seconda e quarta imprese farmaceutiche su scala mondiale e le epidemie sono la loro maggiore opportunità per fare affari. Con l'influenza avicola, tutte queste imprese hanno ottenuto centinaia o migliaia di milioni di dollari di guadagno. Con l'annuncio della nuova epidemia in Messico le azioni di Gilead sono aumentate del 3 per cento, quelle di Roche del 4 e quelle di Glaxo del 6 per cento, e questo è solo l'inizio. Un'altra impresa che cerca di entrare in questo succoso affare è Baxter, la quale ha sollecitato campioni del nuovo virus ed ha annunciato di poter avere un vaccino in 13 settimane. Baxter, altra impresa farmaceutica globale (numero 22), ha avuto un incidente per il quale non ha voluto dare dettagli per non dare dettagli di processi sottoposti a brevetto nella sua fabbrica in Austria in febbraio di quest'anno: ha inviato un prodotto contro l'influenza in Germania, Slovenia e Repubblica Ceca, contaminato con virus di influenza avicola.

Non abbiamo solo bisogno di affrontare l'epidemia dell'influenza, ma anche quella del lucro!

(Silvia Ribeiro - Gruppo ETC)

Donald Rumsfeld (Foto internet) Gli affari di Donald Rumsfeld

La rivista Pacífica ha intervistato vari esperti negli Stati Uniti e Messico, che hanno allertato circa l'elaborazione di armi chimiche nei laboratori del Pentagono ed i benefici milionari delle imprese multinazionali farmaceutiche. In questo caso, per i laboratori Gilead Sciences Inc, diretti da Donald Rumsfeld, che possiedono i diritti sul farmaco "Tamiflu", che si sta vendendo come cura per l'influenza derivata dal virus A/H1N1 e che ha già guadagnato miliardi durante l'influenza aviaria.
Uno studio rivelatore della rivista Pacifica, elaborato dal collettivo giornalistico con base in California Pueblos Sin Fronteras, presenta vari interrogativi che i mezzi egemonici d'informazione non stanno riportando, troppo occupati a diffondere il terrore tra la popolazione.
Qual è l'origine del nuovo virus? Chi trae beneficio da questa epidemia? Quali altre notizie hanno sepellito? Con che fine si sta usando l'emergenza in Messico?

Il reportage di Fernando Velázquez menziona un articolo della ricercatrice Lori Price, apparso nel sito web Globalresearch.ca ed intitolato "L'influenza tocca le note della tortura" (http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13351). Il testo segnala che la febbre porcina, fabbricata probabilmente nei laboratori militari degli Stati Uniti, è finita sui memorandum sulla tortura ordinata dalla CIA contro i prigionieri a Guantánamo, Abu Ghraib, ed in altre prigioni segrete.
L'articolo segnala inoltre che un ricercatore indonesiano di biodifesa ha dichiarato che gli Stati Uniti sono già in grado di fabbricare armi biologiche nei laboratori di Los Álamos, usando campioni di influenza aviaria inviata dall'Indonesia alla Oms. Dettagli su questo tema appaiono nel libro "È il momento che il mondo cambi: mani divine dietro l'influenza aviaria", scritto dal ministro della Sanità indonesiano.
Lori Price sottolinea che l'attuale isteria provocata dal A/H1N1 potrebbe dare enormi guadagni a Donald Rumsfeld.
L’ex segretario alla Difesa è direttore da 20 anni del laboratorio Gilead Sciences Inc., la firma con sede in California che fabbrica ed ha i diritti sul "Tamiflu", presunto rimedio per la malattia che sta terrorizzando il mondo.

Fernando Velázquez ha anche intervistato il giornalista Ralph Schoenman, produttore del programma radio "Taking Aim" che si trasmette nell'emissora WBAI di New York. Schoenman afferma che i laboratori militarizzati negli Stati Uniti hanno perfezionato armi biologiche come il virusA/H1N1, quello che ha prodotto l'influenza aviaria, l'asiatico ed altre malattie per le quali non esiste una risposta immunologica.
"Nei laboratori di livello 4 e 5 in tutto il paese, le malattie più virulente sono state alterate in modo da non avere una difesa contro esse e sono state sparse in varie parti del mondo, come in Africa, e sono state seguite da militari statunitensi", afferma Schoenman.

Secondo Velázquez, nel libro "Clouds of Secrecy" del professore di Salute Pubblica Leonard Cole, si documenta che per 40 anni il Pentagono ha sparso miliardi di bacilli I. Nella metro di New York, nelle scuole pubbliche di Minneapolis e Saint Louis e in particolare, nella Baia di San Francisco. In questa città, gli effetti furono l'incremento del 10 per cento dei casi di meningite della spina dorsale. Il numero delle persone colpite dal bacillo I ascende a 10 milioni.
Velázquez ricorda anche il libro "Matando la esperanza", in cui William Bloom descrive che nel 1971 la CIA fornì a esiliati cubani un virus che causa febbre suina africana. Sei settimane dopo un'epidemia di questa malattia obbligò il governo cubano a sacrificare mezzo milione di maiali.
Dieci anni dopo la popolazione venne attaccata da un'epidemia di dengue trasmesso da zanzare, che si estese in tutta l'isola facendo ammalare più di 300 mila persone ed uccidendone 158.

Riporta infine che documenti declassificati nel 1956 e 1958 rivelano che l'esercito statunitense creò grandi quantità di zanzare in Florida e Georgia per vedere se gli insetti potevano essere usati come armi per disseminare malattie e che nel 1969 più di 500 studenti di 36 paesi si diplomarono in corsi sulla guerra epidemiologica nella scuola di chimica dell'esercito a Fort McClellan in Alabama.

(Radio La Primerísima - Managua)

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