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AMNESTY INTERNATIONAL COMUNICATO STAMPA

Importanti casi di violenza contro le donne davanti alla Corte Interamericana dei Diritti Umani

26 maggio 2009 - Amnesty International

Il 28 e 29 aprile si è tenuta a Santiago del Cile l'ultima udienza pubblica davanti alla Corte Interamericana dei Diritti Umani sul caso contro lo stato Messicano portato avanti dai famigliari di tre giovani donne che furono brutalmente assassinate a Ciudad Juárez nel 2001.

Amnesty International ritiene che l'udienza sia un'importante opportunità per i rappresentati delle vittime per dimostrare il fallimento da parte delle autorità messicane nel prevenire e punire con efficacia l'insieme ben documentato di violenze contro le donne che a Ciudad Juárez hanno portato a più di 450 donne uccise dal 1993, molte delle quali sono state sequestrate e stuprate.

I corpi di due bambine e di una giovane donna, Esmeralda Herrera Monreal, Laura Berenice Ramos Monárrez e Claudia Ivette González, furono trovati in un antico campo di cotone a Ciudad Juárez il 6 e 7 novembre 2001, insieme ai corpi di altre cinque giovani donne. Almeno cinque delle vittime avevano meno di 18 anni. I famigliari avevano denunciato la scomparsa nel 2000 e 2001. Uno dei corpi non è mai stato identificato correttamente.

Nel 1993 è iniziata una serie di sequestri, stupri e omicidi di donne a Ciudad Juárez. Le autorità hanno sistematicamente ignorato la serietà dei crimini, spesso affermando che le vittime erano da colpevolizzare per i crimini commessi contro di loro e trattando i famigliari con disprezzo. Pochi dei responsabili di questi crimini sono stati portati davanti alla giustizia e questo ha determinato un clima di paura e insicurezza per tutte le donne.

Il caso del Campo di Cotone è divenuto famoso perché è un buon esempio del modo in cui le autorità municipali, statali e federali hanno discriminato sia le donne vittime degli omicidi sia i loro famigliari, un esempio di come si sono sbagliati nell'identificazione dei cadaveri e non siano riusciti a raccogliere prove certe né a portare a termine indagini efficaci. D'altra parte, sono state utilizzate molte pratiche irregolari, tra cui la tortura,
al fine di ottenere confessioni e costruire dei casi - una delle persone inizialmente condannate, ha poi vinto in appello ed è stata rilasciata.

In seguito a proteste nazionali e internazionali di fronte a questo fenomeno di omicidi di donne e impunità noto come "femminicidio", i governi federali e statali hanno preso alcune misure per migliorare i procedimenti di prevenzione e indagine, ma in molti casi, incluso quello delle tre vittime del Campo di Cotone finito di fronte alla Corte Interamericana, i responsabili degli omicidi non sono stati portati davanti alla giustizia.

Sebbene siano stati identificati almeno 177 funzionari statali possibilmente implicati in indagini insufficienti sui casi delle donne assassinate in città, nessuno di essi è stato processato. Ai famigliari delle vittime non sono stati concessi risarcimenti e non è stata
adeguatamente riconosciuta la mancanza da parte dello stato nel rispettare e proteggere i loro diritti e i diritti dei loro famigliari assassinati e nell'allinearsi alle leggi internazionali sui diritti umani.

Le autorità messicane hanno dichiarato che negli ultimi anni sono state prese delle misure per affrontare l'insieme di violenze contro le donne in Messico e per svolgere indagini efficaci sugli omicidi di donne. Le misure introdotte hanno toccato gli aspetti più evidenti della discriminazione contro le donne vittime di violenza e contro le loro famiglie, come per esempio il disprezzo con cui sono state trattate inizialmente, e hanno contribuito al miglioramento di alcune indagini.
Tuttavia, l'impatto di molte di queste misure resta poco chiaro: l'insieme di violenze contro le donne nello stato di Chihuahua continua, e i dati ufficiali così come le misure per identificare e processare i responsabili restano insufficienti.

Inoltre, non sono mai stati identificati né portati davanti alla giustizia i responsabili delle minacce e degli atteggiamenti ostili contro i difensori e le difensore dei diritti umani e contro le organizzazioni di donne che hanno lanciato campagne per la verità e la giustizia.
Negli ultimi due anni, l'altissimo numero di omicidi collegati al traffico di droga a Ciudad Juárez ha nascosto il fatto che gli omicidi di donne continuano a essere frequenti, cosa che mette in rilievo che lo stato non è in grado di affrontare in modo sufficiente la cause nascoste della violenza contro le donne né di rispettare in modo efficace le leggi internazionali sui diritti umani che esigono che si ponga immediatamente fine alla discriminazione e alla violenza contro le donne.

Informazione generale
La Corte stabilirà in queste settimane se il Messico sia responsabile di non garantire il rispetto di diversi diritti della Convenzione Americana sui Diritti Umani e della Convenzione Interamericana per Prevenire, Punire e Sradicare la Violenza contro le Donne, nota come la "Convenzione di Belém do Pará".
Nel 2003 Amnesty International pubblicò il Rapporto"Messico:Morti intollerabili: 10 anni di sparizioni e omicidi di donne a Ciudad Juárez e Chihuahua", AMR 41/026/2003.
L'organizzazione continua a fare campagne per ottenere verità e giustizia per le famiglie e affinché si ponga fine alla violenza contro le donne nello stato del Chihuahua.

Note:

Traduzione di Beatrice Dellabianca
coord.americalatina@amnesty.it

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