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Il Nicaragua rimandato dal Comitato contro la Tortura dell'ONU

Sedici raccomandazioni con una forte impronta di genere
2 giugno 2009 - Giorgio Trucchi

Manifestazione contro la penalizzazione dell'aborto terapeutico (Foto G. Trucchi) Il Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite (CAT, per la sua sigla in inglese), dopo avere esaminato durante il 42° periodo di sessioni la relazione presentata dallo Stato del Nicaragua e la relazione alternativa presentata dall'Organizzazione mondiale contro la tortura, Omct, e da quattro organizzazioni nazionali, ha deciso di adottare sedici raccomandazioni nei confronti delle autorità nicaraguensi, in considerazione dell'implementazione della Convenzione contro la Tortura, firmata dal Nicaragua nel 1985 e ratificata nel 2005.

Il tema di genere è stato uno dei punti più rilevanti della risoluzione emessa dal CAT.

Dopo avere espresso la propria soddisfazione per una serie di aspetti positivi, come ad esempio la ratifica del Protocollo facoltativo alla Convenzione contro la tortura e della Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori emigranti e dei membri delle loro famiglie, la creazione della Coalizione nazionale contro la tratta delle persone, il miglioramento del funzionamento del Sistema Penitenziario Nazionale e l'approvazione della Legge di Protezione per i Rifugiati, il CAT ha esposto nella sua risoluzione i principali motivi di preoccupazione e le relative raccomandazioni.

Al fine di prevenire e combattere l'impunità in casi di tortura ed altre forme di maltrattamento, il CAT si è mostrato preoccupato per "la totale assenza di casi e sentenze relative a delitti di tortura ed altre forme di maltrattamento, cosa che potrebbe assomigliare all'impunità", ed ha richiamato lo Stato del Nicaragua ad adottare "le misure necessarie per garantire indagini immediate ed imparziali sulle eventuali denunce per casi di tortura, altri maltrattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti e proseguire con le indagini e sanzioni necessarie".

Il Comitato contro la Tortura si è mostrato preoccupato anche per "l'esistenza di deficienze nel sistema di amministrazione della giustizia" ed ha menzionato segnalamenti che indicano la "mancanza di imparzialità ed indipendenza delle istituzioni pubbliche del potere giudiziale, irregolarità nella nomina dei giudici, utilizzo parziale delle strutture del Potere Giudiziale, così come casi di corruzione tra i giudici ed agenti di polizia".

Violenza nei confronti delle donne

Il punto numero 15 della risoluzione del CAT ha affrontato il tema della violenza contro le donne, dimostrando preoccupazione per "la prevalenza nel paese di tutte le forme di violenza contro la donna e le bambine e l'aumento negli ultimi anni del fenomeno dell'omicidio di donne, all'interno della problematica della violenza di genere e particolarmente della violenza domestica e sessuale".

Si segnala anche la difficoltà dell'accesso alla giustizia da parte delle vittime, la mancanza di informazione relativa alle sentenze giudiziali e alle pene imposte per violenza contro le donne, così come la mancanza di mezzi per valutare l'efficacia delle misure adottate per eliminare tutte le forme di violenza contro le donne e le bambine.

Il Comitato Contro la Tortura ha sollecitato allo Stato del Nicaragua di dare priorità all'adozione di misure integrali per combattere ed eliminare la violenza contro le donne, chiedendo allo stesso tempo di "proteggere la piena applicazione della legislazione sulla violenza contro la donna e che si sottomettano a processo i colpevoli garantendo la giusta pena".

L'aborto terapeutico

Un altro punto particolarmente rilevante nella risoluzione del CAT è stato quello relativo alla penalizzazione dell'aborto terapeutico.

Secondo Fátima Mellón, attivista della Rete di Donne Contro la Violenza (RMCV), "in occasione della Giornata mondiale della salute della donna abbiamo deciso di manifestare nuovamente davanti alla Corte Suprema di Giustizia, per esigere ai magistrati che si esprimano sui ricorsi d'incostituzionalità introdotti sul tema della penalizzazione dell'aborto terapeutico in Nicaragua. Su questo tema -ha continuato Millón- non ha espresso la propria preoccupazione solamente il Comitato contro la Tortura, ma anche altre organizzazioni come il Comitato della CEDAW e Amnesty International, coincidendo sul fatto che lo Stato del Nicaragua ha violato i diritti delle donne, esponendole a forme che possono essere considerate tortura e morte. Penalizzare l'aborto e introdurre questo concetto nella Legge per le Pari Opportunità come garanzia e dovere per le bambine che rimangono incinta, vuol dire legalizzare un delitto e tutto ciò non contribuisce a far sì che ci sia un'attenzione adeguata per queste minorenni", ha affermato l'attivista della RMCV.

In questo senso, il CAT esige dallo Stato del Nicaragua una revisione della sua legislazione in materia di aborto e lo studio di eccezioni alla proibizione generale dell'aborto, per i casi di aborto terapeutico e le gravidanze risultanti da violenze o incesto. Chiede anche di "garantire l'assistenza immediata e senza condizioni alle persone che cercano assistenza medica d'emergenza e di evitare di penalizzare i professionisti della medicina nell'esercizio delle loro responsabilità professionali".

Per Wendy Flores, avvocato del Cenidh, "il Comitato contro la Tortura è stato chiaro nel dire che il Nicaragua deve modificare la sua legislazione in materia di aborto al fine di evitare la morte delle donne. Durante l'udienza gli esperti hanno trasmesso i loro dubbi alla delegazione del Nicaragua sul fatto che uno Stato che dice di lavorare per i più poveri, stia allo stesso tempo appoggiando una legge così drastica e dura che colpisce solamente le donne più povere".

L'avvocato del Cenidh ha inoltre ricordato che lo Stato si è difeso affermando che rispettava la posizione della maggioranza, facendo enfasi sulla petizione della Chiesa cattolica e delle altre opzioni religiose che si sono apertamente dichiarate contro qualunque forma di aborto. "Tuttavia -ha spiegato Flores- il Comitato ha detto che in uno Stato pluralista e democratico si deve avere rispetto per le minoranze. Questo è molto importante, perché si tratta di un aspetto di carattere giuridico e di diritti umani, ed è necessario che lo Stato assicuri alle donne un servizio di salute specializzato", ha concluso.

Su questi punti, il CAT ha chiesto allo Stato di presentare entro un anno le informazioni sui progressi realizzati.

La risoluzione ha infine chiesto di adottare le misure necessarie per combattere i casi di presunta "persecuzione sistematica e minacce di morte contro i difensori dei diritti umani in generale e quelli che difendono in particolare i diritti delle donne, sanzionando i colpevoli".

Allo stesso modo, il CAT ha sollecitato lo Stato affinché adotti "misure effettive per combattere e prevenire atti di violenza contro membri dell'opposizione politica, i suoi simpatizzanti, i rappresentanti delle organizzazioni non governative e i manifestanti che partecipano ad attività pacifiche".

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua www.itanica.org )

Note:

http://www2.ohchr.org/english/bodies/cat/docs/cobs/CAT.C.NIC.CO.1_sp.pdf

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