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HAITI : A CAUSA DELL'INSURREZIONE, IL PAESE RISCHIA DI SPACCARSI

10 febbraio 2004 - misna
Continuano le violenze ad Haiti dove gli scontri tra l'opposizione, armata e non, e le forze di polizia fedeli al governo del presidente Jean Bertrand Aristide sembrano dilagare di ora in ora. Secondo alcune fonti ormai vi sarebbero vaste zone dell’isola sfuggite al controllo delle forze dell'ordine. "Se continua così il Paese rischia di essere diviso in due" ha detto una fonte della MISNA, contattata in serata nell'isola caraibica, commentando le notizie, spesso confuse, che ormai sembrano provenire da ogni angolo di Haiti. Le poche informazioni certe danno per il momento la città portuale di Saint-Marc (nella parte settentrionale di Haiti, ad un centinaio di chilometri dalla capitale, Port-au-Prince) ancora in mano ai rivoltosi che ieri sono riusciti a resistere al tentativo delle unità fedeli al Presidente di riconquistare la città. Scontri anche nella seconda città del Paese, Cap-Haitien, dove, secondo alcuni testimoni, sarebbero risuonati colpi di armi da fuoco e si sarebbero verificati ripetuti atti di violenza nei confronti di persone ritenute vicine al presidente della Repubblica. Le linee telefoniche sono saltate, così come si sarebbero registrate prolungate interruzioni dell’energia elettrica in varie zone del Paese. Disordini sono segnalati poi in altri centri più o meno grandi: Ennery, Gros Morne, L'Estere, Anse Rouge, Petite Riviere de l'Artibonite and Trou du Nord. L'agenzia di stampa haitiana riferisce che la situazione sarebbe per ora sotto controllo a Port au Prince. "Stanno lentamente circondando la capitale" dice però una delle fonti della MISNA, precisando che "con la presa di Saint Marc e Les Gonaives, gli insorti hanno bloccato di fatto tre dipartimenti: nord, nord est e nord ovest. Sono zone in cui risiede il 40 per cento della popolazione. Così facendo hanno anche chiuso tutte le vie di comunicazione tra queste aree e la capitale". Di fronte al peggiorare della situazione, il premier Yvon Neptune, intervenendo alla televisione nazionale, ha invitato l'opposizione al rispetto delle regole democratiche. "Queste violenze - ha detto il primo ministro haitiano - sembrano preparativi per un colpo di stato; se l’opposizione vuole partecipare alla costruzione di uno Stato di diritto deve svolgere un ruolo per fermare la violenza, visto che solo con le elezioni potremo fermare la crisi in atto". La situazione di Haiti sta preoccupando Francia, Nazioni Unite e Organizzazione degli Stati americani (Osa) che hanno formulato pressanti inviti al dialogo. [MZ] Copyright © MISNA Riproduzione libera citando la fonte. misna@misna.org
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