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Honduras: Il popolo ha invaso le strade di tutto il paese

Manifestazioni nazionali che condannano il colpo di Stato e celebrano la Resistenza
29 giugno 2010 - Giorgio Trucchi

Manifestazione a Tegucigalpa (Foto G. Trucchi)

Centinaia di migliaia di honduregni sono tornati nuovamente in piazza per condannare il colpo di stato che estromise un anno fa il presidente Manuel Zelaya, e per celebrare la nascita di una nuova forza sociale e politica del paese. La Piattaforma dei Diritti Umani ha istituito la sua Commissione per la Verità.

Non è accaduto solo a Tegucigalpa, dove decine di migliaia di persone hanno marciato per la capitale cantando slogan e dando sfogo ad una rabbia accumulata in tanti mesi di abusi e di repressione, ma in tutto il paese.

Il primo anniversario del sanguinoso colpo di stato civile-militare del passato 28 giugno è stata l'espressione della forza e convinzione del popolo honduregno. Una consapevolezza nuova e rinnovata che si è risvegliata e ha lanciato il suo progetto per un nuovo patto sociale.

"A livello nazionale e internazionale hanno cercato di cancellare il golpe, la Resistenza e i vari crimini di lesa l'umanità che sono stati commessi contro il popolo dell'Honduras - ha detto a Sirel e alla Lista Informativa “Nicaragua y más” il membro della direzione nazionale del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), Carlos H. Reyes.

Hanno militarizzato il Paese perché temono questo popolo. Un popolo - ha continuato Reyes - che ha preso coscienza che questa è una lotta contro un gruppo omicida di oligarchi, che hanno ucciso lo Stato di diritto, il processo di democratizzazione del paese e il popolo stesso".

Reyes, presidente del Sindacato dei lavoratori dell'industria delle bevande e simili, Stibys, ha spiegato che è fondamentale in questo momento storico promuovere un nuovo patto sociale, una nuova Costituzione.

"Oggi più che mai siamo sicuri che come popolo stiamo agendo correttamente. Dobbiamo installare una Assemblea Nazionale Costituente", ha detto.

Una valanga di firme

Finora sono già state raccolte più di 650 mila firme in tutto il paese e l'obiettivo è di raggiungere 1,2 milioni entro il 15 settembre di quest'anno.

"Questo anniversario - ha ricordato il leader sindacale - significa una condanna del colpo di stato e un augurio per tutti, per la nascita della Resistenza, la forza politica che sta trasformando questo paese.

L'Honduras non è pacificato, né riconciliato. Stanno cercando di lavare il colpo di stato installando una "Commissione della Verità e Riconciliazione" ufficiale, i cui risultati bugiardi saranno comunicati tra dieci anni.

Il FNRP sosterrà la Commissione per la Verità, una istanza alternativa in cui importanti personalità indagheranno su ciò che è effettivamente accaduto nel paese", ha detto.

La Commissione per la Verità inizia il lavoro

Nonostante la forte presenza di polizia e militari che ha generato una certa tensione lungo il percorso, la mobilitazione della Resistenza ha raggiunto il luogo dove ha celebrato l'installazione della Commissione per la Verità.

"Questa Commissione indagherà e scoprirà ciò che è accaduto, e genererà fiducia nella comunità internazionale e il popolo honduregno - ha detto Juan Almendares, membro della Piattaforma per i Diritti Umani.

Questo golpe non solo ha rovesciato il presidente Zelaya, ma anche perseguitato, torturato e ucciso sistematicamente i membri della Resistenza e le loro famiglie" ha aggiunto.

In una sala traboccante di gente attenta ad ogni parola dell'attivista per i diritti umani, Almendares ha concluso esprimendo un saluto "al Frente più importante nella storia dell'Honduras. Noi affermiamo che questa Commissione per la Verità gode del sostegno del FNRP e siamo sicuri che cambieremo l'Honduras, con il popolo per le strade, esigendo libertà".


Salvando la memoria

Le proteste sono state massicce in gran parte del paese. A La Esperanza, nel Dipartimento di Intibucá, il Consiglio civico delle organizzazioni popolari ed indigene dell’Honduras, Copinh, ha organizzato blocchi delle strade nel contesto di uno sciopero cvile nazionale, decretato dal FNRP.

Inoltre, la giornata della resistenza si è conclusa con la consultazione popolare. È stata preparata una Quarta Urna come un anno fa, "perché i golpisti non potranno mai toglierci la nostra memoria e continueremo le mobilitazioni per una democrazia partecipativa.

È nostra intenzione rafforzare il potere popololare che si irradia dalle comunità che difendono l'acqua, le foreste, la terra, i diritti delle donne e il loro modo di intendere la vita e il mondo.

Continuiamo anche i nostri sforzi nella lotta contro il progetto neo-liberista, promosso da organismi internazionali e governi che riconoscono l'erede del golpe, Porfirio Lobo ", spiega una nota rilasciata dal Copinh.

Note:

© (Testo e foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua www.itanica.org - Traduzione a cura di www.cantiere.org)

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