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Dopo quasi due mese di intrighi (alcuni dei quali non del tutto chiariti) Mario Cossío è riuscito ad ottenere l'improbabile status di rifugiato politico in Paraguay. Il caso dell'ex governatore di Tarija (uno dei dipartimenti separatisti dell'Oriente boliviano) ha rischiato di aprire un crisi diplomatica tra Paraguay e Bolivia, i cui rapporti non si sono deteriorati soltanto grazie all'intelligenza del governo di La Paz. Nardy Suxo, ministra alla Trasparenza e alla Lotta contro la Corruzione ha garantito che la Bolivia rispetterà la decisione sovrana del Paraguay anche se Cossío non meritava certo l'asilo politico.

L'ex governatore di Tarija, già presidente della Camera dei Deputati durante l'era Sánchez de Lozada, era fuggito dal suo paese a dicembre ed aveva chiesto asilo politico al Paraguay dopo la rimozione dall'incarico presso l'Assemblea Regionale del suo dipartimento: sarebbero ben quattordici i casi di corruzione in cui è coinvolto secondo la giustizia boliviana che, dopo il suo arrivo in Paraguay, ne ha chiesto con forza l'estradizione. Evo Morales aveva sollecitato la sua detenzione fin dal Marzo 2003, e in effetti le accuse a carico di Cossío sono piuttosto gravi. In particolare sull'ex governatore pesa l'acquisto di generatori elettrici in pessimo stato e l'appalto di opere pubbliche a prezzo sovrastimato. Inoltre, si parla di irregolarità amministrative evidenti. Dietro alla decisione del Paraguay di concedere l'asilo a Cossío starebbe un gruppo di pressione di estrema destra contrario al governo di Fernando Lugo, che per parte sua aveva più volte ripetuto di ritenere la presenza di criminali e corrotti nel suo paese non gradita. In effetti le modalità di concessione dell'asilo all'ex governatore sono risultate assai ambigue, secondo quanto confermato a Telesur da Aída Robles, ex componente della Comisión Nacional de Refugiados de Paraguay (Conare) che ha rassegnato le sue dimissioni proprio per protestare contro la scelta di ospitare Cossío. Il via libera all'asilo politico è stato infatti dato dalla Conare stessa, che a sua volta avrebbe ricevuto fortissime pressioni ad opera di settori imprenditoriali e politici da sempre avversi alla presidenza Lugo. Questo spiegherebbe anche il motivo per cui la Bolivia ha deciso di non aprire una crisi diplomatica con il confinante Paraguay, poiché la scelta di ospitare Cossío non è venuta dal governo Lugo, per quanto la sua Alleanza per il Cambio vacilli pericolosamente. Federico Franco, il vicepresidente che da tempo vuol dichiaratamente mettere fuori gioco l'ex monsignore, appartiene al Partito Liberale al pari del senatore Alfredo Jaeggli e al direttore del quotidiano Abc (uno dei più letti in Paraguay) Aldo Zuccolillo, i principali sponsor di Cossío in terra paraguayana: secondo Iván Canelas, portavoce del presidente Morales, i due avrebbero aiutato Cossío a fuggire dalla Bolivia e a stabilirsi nel loro paese. E' ancora Aída Robles, nell'intervista rilasciata a Telesur, a sostenere che Zuccolillo e Jaeggli abbiano permesso a Cossío di rilasciare conferenze stampa e dichiarazioni ai media di tutto il paese in cui l'ex governatore si è sempre fatto passare come un perseguitato politico. Nonostante la scelta di attribuire lo status di rifugiato politico a Cossío sia stata unanime, come ha precisato una componente della Conare, lo stesso organismo, tramite una dichiarazione del presidente Felipe Roberti, ha ammesso che non erano state analizzate le denunce di corruzione pendenti su di lui e che la Bolivia aveva pieno diritto a chiedere la revoca dell'asilo politico. In alcune interviste rilasciate alla stampa, il senatore liberale Jaeggli ha rilasciato dichiarazioni sconcertanti, ma ciò non sorprende poiché già nel Dicembre 2009 aveva dichiarato alla Radio Nacional di Buenos Aires di condividere il golpe cileno del 1973 e la più recente destituzione di Zelaya in Honduras, oltre a lasciar intendere di far parte dei cospiratori che intendevano (e probabilmente intendono tuttora) sostituire Lugo con il vicepresidente Federico Franco. Nel colloquio del 7 Gennaio con il quotidiano paraguayano La Nación, Jaeggli si vanta della sua amicizia con Cossío (aiutato a fuggire dalla Bolivia nascosto nel portatagli di un'auto) e loda le idee democratiche che circolano su Abc "contro Venezuela, Cuba e tutto il socialismo del XXI secolo, che altro non è se non una dittatura di sinistra".

Nel frattempo Cossío ha ottenuto ciò che voleva: la possibilità di risiedere liberamente in qualsiasi luogo del Paraguay e, colmo dei colmi, usufruirà anche di un piccolo contributo economico che le Nazioni Unite conferiscono ai rifugiati politici. "L'asilo politico andrebbe concesso a persone vittime di persecuzione politica e non a corrotti in fuga dalla giustizia del proprio paese", ha protestato il Ministro degli Esteri boliviano David Choquehuanca, ma ormai l'ex governatore era già al sicuro.

Note:

Articolo realizato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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