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Le fumigazioni provocano danni irreversibili alla salute

Uruguay: i piccoli agricoltori rovinati dalle multinazionali della soia

Le lobbies dell'agrobusiness operano indisturbate
4 marzo 2011 - David Lifodi

I dannati della soia vivono nel dipartimento di Durazno, nel cuore dell'Uruguay, e la loro vita è stata sconvolta dalle fumigazioni effettuate con gli agrotossici.

La storia drammatica di Jorge Mérola e di sua moglie Laura, diffusa da Radio Mundo Real, racconta la vita di due piccoli agricoltori trasformata in un incubo dalle multinazionali della soia non solo nell'ottica di concorrenza sleale e impari tra giganti dell'agrobusiness e pequeños agricultores, ma soprattutto per quanto riguarda o danni irreversibili causati alla salute. Tutto inizia poco più di un anno fa quando Jorge e Laura stanno lavorando nelle campagne dove alcuni giorni prima più aerei in volo avevano effettuato fumigazioni con soia transgenica. Si tratta né più né meno di voli della morte, in senso letterale: impongono la monocoltura a scapito delle altre varietà di coltivazione che vengono uccise e minacciano seriamente la salute di coloro che lavorano nelle zone irrorate. La superficie coltivata con soia transgenica in Uruguay è talmente aumentata negli ultimi anni che il piccolo paese latinoamericano si trova al sesto posto nella poco invidiabile classifica degli esportatori di soia e all'ottavo nella altrettanto poco onorevole graduatoria degli esportatori. Inoltre, il governo non ha mai assunto una posizione chiara in merito ed il paese è divenuto facilmente terra di conquista per le grandi transnazionali, molte delle quali a capitale argentino, attratte in Uruguay dall'assenza di imposte sull'esportazione della soia e da prezzi vantaggiosi nell'acquisto delle terre da destinare alla monocoltura. "Il governo lascia le multinazionali libere di utilizzare prodotti proibiti in altri paesi", ha spiegato Jorge a Radio Mundo Real, e in effetti Calyx Agro, l'impresa soiera responsabile delle sventure della coppia di piccoli agricoltori, anch'essa a capitale argentino, ha fatto proprio così. Già nel 2008 Raúl Zibechi definiva amaramente il suo paese, l'Uruguay, come uno stato in vendita, riferendosi non solo al potere delle multinazionali della soia, ma al 10% delle terre totali dello stato in mani straniere, si pensi solo alla crescita indisturbata dell'agrobusiness nel vicino Brasile ad opera di Cargill e Syngenta, solo per citare due tra le transnazionali più conosciute che poi hanno fatto fortuna proprio in territorio uruguagio. L'utilizzo di agrotossici in grandi quantità, come è avvenuto nel Dipartimento di Durazno, ne provoca la condensazione e di conseguenza comporta piogge acide sempre più frequenti, quasi al ritmo di una precipitazione al giorno. Dopo una giornata di duro lavoro nei campi, coincisa con la pioggia, Laura decide di rinfrescarsi e si bagna la faccia con l'acqua appena caduta che scivola dallo scolo del tetto della propria abitazione: la mattina successiva sulla sua faccia e in altre parti del corpo compaiono enormi macchie di colore viola. Jorge invece, che aveva continuato a lavorare sotto l'acquazzone, avverte un fastidioso prurito. Ad entrambi il medico dice con chiarezza che la causa sono senza dubbio le sostanze agrotossiche dovute alle fumigazioni. Mentre la Direción Nacional de Recursos Acuáticos del Ministerio de Ganadería sostiene che la presenza delle imprese della soia genera un giro di affari e trattative assai difficile da fermare, ad un anno dalle fumigazioni e da quel maledetto contatto tra la sua pelle e l'acqua, Laura ha perso il 20% delle sue capacità muscolari, è costretta a svolgere sessioni di chemioterapia e le è stata diagnosticata una malattia della pelle nota come dermatomiosite, che si caratterizza appunto per la debolezza muscolare oltre alla presenza costante di chiazze violacee su tutto il corpo. La sua vita è radicalmente cambiata: è stata costretta a non tornare più a lavorare in campagna per evitare una nuova intossicazione. Fortunatamente la situazione di Jorge si è evoluta positivamente, ma lui stesso sostiene che la sua storia è stata comune a quella di molti altri abitanti della zona che però non l'hanno resa pubblica, mentre nello stesso periodo numerosi animali sono morti e i loro corpi sono stati rinvenuti con la mandibola ed i muscoli rigidi, segno evidente che la causa era la stessa.

Nel frattempo la Calyx Agro, come molte altre imprese con le stesse finalità, prosegue indisturbata nel suo lavoro con l'acquisto di nuove terre, produzione di commodities agricole e fumigazioni in quantità industriale. 

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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