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    Honduras : Uniti per rompere l’accerchiamento dell'oligarchia

    Si conclude la grande assemblea nazionale del FNRP
    17 marzo 2011 - Giorgio Trucchi

    Assemblea nazionale del FNRP (Foto LUCAS)

    Più di 1.500 delegati e delegate provenienti da tutto il paese si sono riuniti lo scorso 26 e 27 di febbraio a Tegucigalpa, per analizzare e discutere il futuro del Fronte nazionale di resistenza popolare, Fnrp. A dispetto della campagna mediatica orchestrata dai mezzi corporativi di comunicazione e della strategia promossa dalle oligarchie nazionali e internazionali per dividere la Resistenza, il Fnrp è riuscito a portare avanti il suo, per nulla facile, progetto di unità nella diversità.
     
    Per fare un primo bilancio dei risultati dell'assemblea, la Lista Informativa "Nicaragua y más" ha conversato con Carlos H. Reyes, membro del Comitato esecutivo provvisorio del Fnrp.

    - Quali sono stati i risultati più importanti di questa assemblea del Fnrp? 
    - Ci sono stati un forte dibattito e una grande partecipazione della gente. Un paese come l’Honduras ha saputo dibattere un tema molto in auge a livello mondiale e cioè chi è il sovrano. Il popolo o l'oligarchia, le multinazionali e l'impero? 
     
    La nostra assemblea ha ratificato la volontà di autoconvocare un’Assemblea nazionale costituente, con il proposito non solamente di creare una nuova Costituzione, ma anche di organizzare, mobilitare e politicizzare la gente. 
     
    - Si è dibattuto anche sul tema della partecipazione o meno alle prossime elezioni. Quali sono state le conclusioni? 
    - Abbiamo deciso che prima di pensare alle elezioni dobbiamo installare un’Assemblea costituente, creare una nuova legge elettorale, riuscire a fare tornare nel paese il nostro coordinatore Manuel Zelaya e tutti gli esiliati e smontare l'apparato golpista. 
     
    Consideriamo inoltre che la proposta di costituire un Fronte Ampio (con fini elettorali) sarebbe potuta sfociare nella nascita di una struttura parallela che avrebbe potuto provocare la divisione del Fronte e delle istanze sociali e politiche che l'integrano. È stata molto importante la lettera inviata dal coordinatore del Fnrp, Manuel Zelaya, nella quale ha sottolineato il fatto che, in questo momento, non esistono le condizioni necessarie per presentarsi a elezioni. 
     
    Abbiamo infine preso una serie di decisioni che hanno a che vedere con forti mobilitazioni per contrastare le misure antipopolari adottate dal governo. In Honduras continua la lotta di resistenza contro il golpismo. 
     
    - Qual è la rotta che sta prendendo il Fnrp dopo venti mesi dalla sua costituzione? 
    - Stiamo stabilizzando la struttura dell'organizzazione. Nelle prossime settimane 150 delegati si riuniranno per eleggere il Comitato di conduzione e il Comitato politico. Stiamo inoltre ratificando che in Honduras il sovrano è il popolo e che stiamo uscendo da questa esperienza più uniti e rafforzati. 
     
    - Si temeva che quest’assemblea potesse sancire la divisione interna. I mezzi di comunicazione golpisti hanno addirittura iniziato a festeggiare questa possibilità. Come ne esce il Fnrp dopo due giorni di dibattito? 
    - Fin dall’inizio abbiamo detto che tutto ciò fa parte di un processo. Continuerà un dibattito profondo su vari temi e non smetteremo di destabilizzare il governo. Ci prepariamo intanto per installare un’Assemblea costituente autoconvocata e per future lotte.

    - Credi che il risultato ottenuto in questi due giorni sia anche una risposta contundente di fronte alle manovre dell'oligarchia nazionale e dell'impero (nordamericano)?
    - Abbiamo anche analizzato questo tema. Le scorse elezioni sono state uno strumento per lavare il colpo di Stato. Con le elezioni del 2013 vogliono voltare pagina definitivamente e dimenticarsi di questo crimine.
     
    Accettare l'idea di creare un Fronte Ampio elettorale avrebbe significato contribuire al piano dell'impero. Il messaggio della nostra assemblea è stato invece che continua la resistenza contro il golpe. Senza dubbio un duro colpo e un fallimento per l'impero e l'oligarchia nazionale.

    - Quali saranno i passi concreti da fare nei prossimi mesi?
    - Eleggeremo i nuovi Comitati. Dovremo decidere le date per una nuova mobilitazione e per un paro cívico e creeremo commissioni per nuove azioni, perché ci sono seri problemi in tutto il paese.
     
    In Honduras non c’è stato solo un colpo di Stato e una rottura dell'ordine costituzionale, ma anche il fallimento dello Stato. La situazione è molto difficile e per il 28 giugno, secondo anniversario del colpo di Stato, inizieremo il processo che ci condurrà all'installazione dell'Assemblea nazionale costituente, perché, come diceva Carlos Marx, la teoria diventa una forza materiale non appena s’impadronisce delle masse.

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