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Iniziative contro la discriminazione razziale in tutto il continente

America Latina: 21 Marzo antirazzista

Gli afrodiscendenti reclamano dignità e diritti
20 marzo 2011 - David Lifodi

Domani, 21 marzo, si celebra una giornata particolarmente significativa, quella contro la discriminazione razziale. Istituita dall'Onu nel 1960 per commemorare il massacro di Sharpeville (Sudafrica), avvenuto per bloccare una manifestazione pacifica di cittadini sudafricani che protestavano contro l'obbligo di esibire uno specifico lasciapassare se fossero stati fermati dalla polizia in un'area riservata ai bianchi, questa data assume un particolare rilievo in America Latina, dove è ancora ben presente il razzismo nei confronti di indigeni e afrodiscendenti.

Proprio quest'anno l'Onu ha designato il 2011 come Año Internacional para Descendientes de Africanos, una scelta significativa per le comunità afrodiscendenti presenti in tutto il continente, soprattutto quella brasiliana, costretta a subire sulla propria pelle episodi di razzismo ed aggressioni vere e proprie. Un fatto poco sottolineato dai mezzi di comunicazione e derubricato a semplice episodio di cronaca ma indicativo della gravità della situazione, è accaduto poco tempo fa in Brasile. Una casalinga di 56 anni, nera, è stata infatti letteralmente perquisita da un agente della sicurezza interna di un supermercato Walmart nell'area della grande San Paolo: un presunto furto la causa della perquisizione. La signora vittima di questo equivoco è stata costretta ad aprire la sua borsa dove risultava il regolare scontrino con la merce acquistata. L'umiliazione per quanto accaduto ha causato alla casalinga un attacco di ipertensione che l'ha costretta a farsi ricoverare in ospedale. Secondo il suo avvocato non si tratta del primo caso del genere: quotidianamente le persone di colore subiscono simili trattamenti degradanti nei centri commerciali di questa multinazionale della grande distribuzione. Al pregiudizio verso la popolazione nera, le cui azioni e comportamenti sono associate automaticamente a fenomeni di devianza, segue la statistica divulgata a Febbraio dal Ministero della Giustizia brasiliano, secondo la quale gli omicidi dei cittadini afro è in preoccupante aumento. Sempre in Brasile si registra una crescita dell'intolleranza, di carattere religioso e razziale, nei confronti degli afrodiscendenti e del culto afrobrasiliano, in particolare dei riti del candomblé e umbanda. Per questi motivi, in occasione del 21 Marzo, il Comité de Movilización Contra el Genocidio de la Población Negra ha organizzato numerose iniziative di carattere politico e culturale. Frattanto sembra aver compiuto pochi progressi il "Proyecto de Convención Interamericana contra el Racismo y Toda Forma de Discriminación e Intolerancia" su cui sta lavorando il Consiglio Permanente dell'Osa, l'Organizzazione degli Stati Americani. Nonostante l'avvio di questo progetto risalga al 2005 permangono divergenze sull'adozione di un unico strumento di risoluzione internazionale.

Iniziative di sensibilizzazione degne di nota si registrano anche in Argentina, dove la storica Plaza de Mayo ospiterà il festival "Soy Afro" e si terrà per la prima volta Congreso de Afrodescendientes y Africanos, Uruguay e Colombia. 

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore

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