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    Honduras: FNRP fissa le condizioni per dialogare con Lobo

    Juan Barahona: "Quattro punti irrinunciabili e la mediazione di Chávez"
    20 aprile 2011 - Giorgio Trucchi

     Juan Barahona, Hugo Chávez e Manuel Zelaya a Caracas (Foto FNRP)

    Dopo la riunione dello scorso sabato (16/4) tra il mandatario venezuelano Hugo Chávez e l'ex presidente dell'Honduras Manuel Zelaya Rosales, ex membri del suo gabinetto e dirigenti del Fronte nazionale di resistenza popolare, Fnrp, si sono moltiplicate le voci circa l'imminente inizio di una negoziazione con Porfirio Lobo, il ritorno di Zelaya in Honduras e la reintegrazione del paese centroamericano nell'Osa (Organizzazione degli Stati americani), la cui assemblea generale si svolgerà in giugno nel Salvador.  
    Una negoziazione, avallata anche dal presidente colombiano Juan Manuel Santos, che ha acceso un forte dibattito a livello nazionale e che ci si aspetta possa coinvolgere anche la base della Resistenza honduregna. 
     
    Per analizzare i particolari di questo inaspettato annuncio, abbiamo conversato con Juan Barahona, subcoordinatore del Fnrp. 
     
    - Come si è arrivati a questa riunione a Caracas e quali sono stati i punti toccati? 
    - Ci siamo riuniti con il presidente Hugo Chávez e gli abbiamo spiegato la grave situazione che vive l'Honduras e il processo di organizzazione che sta avvenendo all'interno del Fnrp. Gli abbiamo inoltre consegnato un documento in cui abbiamo segnalato la nostra posizione e i punti, per noi irrinunciabili, per iniziare un dialogo. 
     
    - Quali sono questi punti? 
    - Esigiamo il ritorno sicuro del coordinatore del Fnrp, Manuel Zelaya e di tutti gli esiliati e le esiliate, il rispetto dei diritti umani, la convocazione a una Assemblea nazionale costituente e il riconoscimento del Fnrp come una forza politica, con capacità e legalità per partecipare a futuri processi elettorali. 
     
    - Qual è stata la risposta del presidente Chávez? 
    - Ha accettato l'idea di partecipare come mediatore insieme al presidente colombiano Juan Manuel Santos, per cercare una via d'uscita alla crisi honduregna. Ha inoltre manifestato che la sua decisione è di collaborare affinché l'Honduras ritorni all'ordine costituzionale. 
     
    - Possiamo analizzare questi quattro punti presentati dal Fnrp? 
    - Il ritorno di Manuel Zelaya e degli esiliati politici deve essere accompagnato dalla garanzia del rispetto di tutti i loro diritti, includendo il rispetto alla vita. Per il coordinatore del Fnrp chiediamo anche che gli venga garantito lo status di ex Presidente, che si annullino i processi politici nei tribunali e che gli venga garantito il diritto di partecipazione politica. 
     
    Rispetto al tema dei diritti umani, dopo il colpo di Stato abbiamo vissuto una situazione di costante repressione e persecuzione. Esigiamo che cessi questa situazione e che si fermi la repressione. 
     
    La richiesta di un'Assemblea nazionale costituente esisteva già prima del golpe e si è intensificata dopo la rottura dell'ordine costituzionale. Un'assemblea costituente che dovrà essere approvata con un plebiscito e che ci permetterà di creare una nuova Costituzione con la partecipazione di tutti i settori del paese. Successivamente si convocherebbero le elezioni generali a cui il Fnrp, una volta riconosciuto come forza politica, parteciperebbe per puntare ad assumere il governo del paese. 
     
    Speriamo di poter raggiungere un accordo durante il mese di maggio, prima dello svolgimento dell'assemblea dell'Osa nel Salvador.  
     
    - La convocazione a un Costituente e il rispetto dei diritti umani sono percorsi che hanno bisogno di molto tempo e di un attento monitoraggio, mentre qui c'è una forte pressione affinché si inizi e si concluda il dialogo prima dell'assemblea dell'Osa, per permettere il rientro dell'Honduras. Vi fidate della parola di Porfirio Lobo? Non temete che si ripeta la tragica esperienza degli accordi di San José e di Guaymura? 
    - Abbiamo un certo timore, cioè, temiamo che Porfirio Lobo firmi un documento e che poi non lo rispetti. È per questo motivo che nel documento abbiamo proposto che venga nominata una Commissione di Verifica integrata dai presidente del Venezuela e della Colombia, come garanti del rispetto degli eventuali accordi. 
     
    I punti a cui accenni resterebbero in attesa di compimento e la Commissione avrà il compito di verificare i passi in avanti che verranno fatti.

    - Che cosa succederà alle altre richieste fatte nel passato dal Fnrp, come per esempio il castigo per chi ha organizzato ed eseguito il colpo di Stato, per chi ha commesso crimini e violazione ai diritti umani e un cambiamento delle istituzioni che hanno partecipato al golpe? Siete disposti a dare un "colpo di spugna" in vista della riconciliazione? 
    - Non ci stiamo rinunciando. Nella proposta fatta su diritti umani esigiamo anche la punizione per i responsabili del colpo di Stato e per chi ha commesso crimini. Benché non sa possibile affrontarli ora, questi punti restano nell'agenda della Resistenza. 
     
    - La riunione di Caracas cambia in qualche modo ciò che è stato deciso durante la grande assemblea del Fnrp dello scorso 26 febbraio? 
    - Manteniamo i nostri programmi e il 28 giugno - secondo anniversario del golpe - inizierà l'autoconvocazione all'Assemblea nazionale costituente. 
     
    - La decisione di iniziare un dialogo con Porfirio Lobo verrà consultata con la base della Resistenza? 
    - La prossima settimana avremo una riunione della Coordinazione Nazionale del Fnrp e presenteremo una relazione su quanto discusso a Caracas. Prenderemo anche delle decisioni sui meccanismi da implementare per informare la base. 
     
    - Ma la base verrà coinvolta affinché decida sul tema della negoziazione?
    - La base deve essere informata e in effetti lo stiamo già facendo attraverso le dichiarazioni pubbliche che stiamo dando e una circolare che abbiamo già fatto girare. 
     
    - Vi fidate pienamente delle persone che parteciperebbero alla negoziazione, come ad esempio il presidente colombiano e lo stesso Porfirio Lobo? 
    - Per noi la vera garanzia è la presenza del presidente Chávez come mediatore. Manteniamo inoltre una comunicazione fluida con il nostro coordinatore, Manuel Zelaya. con il quale stiamo organizzando e preparando i prossimi passi da fare.
     
    Originale in spagnolo
     

    Note:

    © (Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )

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