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Perù: Agenda dei diritti umani, tema pendente per Ollanta Humala, nuovo presidente

9 giugno 2011 - Cristiano Morsolin*

Ollanta Humala vince le elezioni presidenziali in Peru' con un risicato 52% dei suffragi.

Ollanta Humala, fondatore del Partito Nazionalista Peruviano, ex militare, sollevatosi contro Fujimori e Montesinos, poi beneficiato dell'indulto. Seguace di Hugo Chavez nelle elezioni del 2006, elezioni che lo portarono al ballottaggio poi perso contro Alan Garcia, nella scelta tra il sistema – antisistema.
Partito da un misero 10% di tre mesi fa, in queste elezioni ha preparato un completo programma di governo, ha allestito un ottimo staff di esperti e di compagine parlamentare, si è affidato a pubblicitari brasiliani, consigliatigli da Lula, che gli hanno organizzato una campagna pubblicitaria eccellente.
Humala ha lasciato ai margini la sinistra radicale, ed essendo l'unico candidato di sinistra ha cercato di spostarsi verso il centro, lanciando segnali ai settori che lo reputano un autoritario, un Chavez mascherato, che condurrebbe il Perù verso una spirale autolesionista.
Ha rifiutato, apparentemente, l'appoggio del presidente venezuelano, mostrandosi idealmente vicino a Lula.

Il neo presidente Humala deve risolvere molti problemi: povertà oltre il 40%, servizi pubblici scarsi o inesistenti, razzismo, discriminazione...

"In Perù avviene un fenomeno grottesco: un Paese che cresce ai ritmi di record mondiale e che pure vede la popolarità degli ultimi due Presidenti, Toledo e Garcia, non superare mai il 30%, tra l'altro ridotta ancor di più ai minimi termini nelle zone andine e amazzoniche. Un segnale che è sfociato nella protesta violenta, come nel caso dei 200 conflitti socio-ambientali aperti ogni anno, di comunità indigene che si oppongono con anima ma anche con il corpo agli ingenti investimenti delle miniere, e che hanno condotto alla strage di poliziotti e indigeni di Bagua del 2010. O nella rivolta contro il progetto minerario Tia Maria, tutt'ora in corso, che ha provocato due giorni prima della elezioni un morto nel Valle del Tambo, ad Arequipa, dove ProgettoMondo Mlal ha realizzato un progetto di ricostruzione dopo il terremoto del 2002", sottolinea Mario Mancini, cooperante del Mlal – Movimento laici per l'America Latina-Progetto Mondo di Verona, da oltre vent'anni a Lima.

Mario Mancini, cooperante del Mlal – Movimento laici per l'America Latina-Progetto Mondo di Verona, commenta da Lima che la candidata presidenziale Keiko Fujimori "ha impostato la campagna quasi esclusivamente sull'eredità del padre, cioè di un governo autoritario e populista che nell'immaginario collettivo ha il merito di avere sconfitto il terrorismo di Sendero Luminoso e l'iperinflazione, ereditati dal primo governo di Alan Garcia, e di essere il principale artefice del miracolo economico attuale, di cui ha messo le fondamenta. E mentre i successivi scandali con le relative accuse di corruzione, violazione dei diritti umani e controllo autoritario del potere, gli hanno fatto perdere credito di fronte al ceto medio, rimane popolarissimo tra la gente povera, quella che dal presidente benefattore, efficiente e antielitista, riceveva opere e regali. Questa è la dote politica del fujimorismo".

Francisco Soberon, Direttore dell'Ong APRODEH di Lima e Vice Presidente a livello Mondiale della Federazione degli organismi per i diritti umani FIDH con sede a Parigi, ha dichiarato che "con ottimismo apprendiamo l'esito dei risultati. Ha contribuito la nostra campagna di mobilitazione "Con Speranza e Dignita', NUNCA MAS-MAI PIU' Fujimori". Attueremo con responsabilita' e indipendenza appoggiando le politiche pubbliche che promuovono e difendano i diritti umani in forma integrale e l'agenda storica di "verita', giustizia e riparazione e memoria" continuera' ad essere la nostra principale domanda".

Christian Mariani, ex cooperante ASPEM e ora volontario a Cusco ha sottolineato che "la campagna ha avuto nelle ultime settimane, oltre che il protagonismo dei due contendenti alla presidenza Keiko-Ollanta, anche la partecipazione di altri due blocchi sociali: da un lato il blocco "peruano giapponese" dei simpatizzanti di Keiko, composto dagli imprenditori e dai cittadini propensi alla vita facile ed al paese dei balocchi, ricchi o poveri che siano, terrorizzati da una possibile "dittatura comunista" o spaventati dalle afferamazioni della maggior parte dei giornali e dei canali di televisione, dove Humala e stato sempre affiancato al presidente venzuelano Hugo Chavez, e dall'altro lato il blocco del "pueblo unido" che ha votato per Ollanta, mosso anche da un sentimento di difesa verso quest'ultimo candidato che veniva condannato da praticamente tutti i mezzi di comunicazione tranne che dalle testate: "La republica e La primera", che vista la situazione di totale imparzialitá dei media, contravvenendo deliberatamente, l'auspicata imparzialitá giornalistica si sono schierati per la difesa di Humala e l'attacco a Keiko. La mia convinzione e' che Humala abbia vinto sopratutto per la capacitá dei Peruani di interpretare e riconoscere il momento attuale che vive il paese ed abbia interpretato e scelto anche rileggendo la storia politica del Perú, in questa rilettura e maturando la propria scelta elettorale, hanno prevalso le intenzioni di non ripetere gli errori del passato recente, della dittatura Fujimontesinista conosciuto internazionalmente per essere stato uno dei governi piú corrotti della storia e un chiaro esempio negativo di applicazione di politica ultra - neoliberale, oltre che per essersi distinto per atti comprovati e puniti (Fjimori e Montesinos sono attualmente in carcere oltre che a circa 200 tra condannati e latitanti protagonisti politici di quell'epoca) di genocidio, violazione dei diritti humani e corruzione. E' comunque un fatto che una buona parte degli ellettori abbiano scelto, la candidata Keiko la quale durante tutta la campagna ha utilizzato l'immagine del padre per convincere gli elettori della continuitá dell'opera per molti positiva, iniziata da suo padre, e che durante il governo del padre, allora giovanissima, ha rivestito il ruolo di "prima dama", non prendendo posizioni contrarie a politiche criminali come per esempio quella adottata dal governo Fujimori di eliminazione della povertá attraverso l'eliminazione dei poveri, sterilizzando in maniera forzosa migliaia di donne delle zone piú povere del paese.

Humala rappresenta la speranza dei cittadini del giorno per giorno, della risoluzione dei problemi quotidiani, del passare da un lavoro ad un altro lavoro senza una certezza, (in Perú la mobilitá e' praticamente una costante) della grande fatica per migliorare con molti sforzi la propria vita e quella della propria famiglia. Humala, adesso, ha grandissime responsabilitá politiche verso i peruviani, rappresenta la speranza verso un paese che da anni in crescita economica deve riuscire finalmente a regolarizzare "l'autodepredazione" attraverso lo sfruttamento di materie prime, minerali e naturali, perpretati in forma illegale o concessi sia a grandi imprese straniere che ad imprese artiginali locali, e soprattuto dove rinasca e si affermino i valori del rispetto verso se stessi e verso gli altri dove lo stato democratico sia sinonimo di difensore e rispetto dei diritti humani universali e fronitore e protettore dell' accesso ai servizi basilari, primi tra tutti dal mio punto di vista quelli di educazione e salute.Un poco piú del 50% dei peruviani attraverso il voto hanno affermato la sete di giustizia tra gli uomini che forse e' l'unico cammino che siamo in dovere ed in capacitá come esseri umani di compiere, imparando o inventandoci l'arte della convivenza tra persone e parallelamente di convivenza con la Madre terra", conclude Mariani.

Nel 2004 le principali ONG italiane in Peru' (Terra Nuova,Associazione Solidarietà Paesi Emergente ASPEm, Movimento Laici America Latina – MLAL Progetto Mondo, Gruppo Volontariato Civile GVC,)Comunità Santo Spirito) insieme a parlamentari ed esponenti della societa' civile italiana hanno lanciato un appello per consolidare la democrazia in Peru', applicando le raccomendazioni della Commissione della Verita' e Giustizia CVR (vedi documento allegato – online: http://www.selvas.eu/newsPE0104ONG.html ).

I nodi cruciali della ricerca di giustizia e verita' non sono stati risolti. Il dittatore Alberto Fujimori e' stato condannato a 25 anni per la violazione sistematica dei diritti umani ma il camino della riparazione e della giustizia sociale e' ancora irto di ostacoli nel paese Andino. Mi rivolgo al Governo Italiano affinche' prenda in considerazione l'appello delle Ong Italiane ed utilizzi la cooperazione internazionale bilaterale per consolidare la democrazia attraverso il sostegno della societa' civile peruana, colaborando con il nuovo Presidente Humala per difendere i diritti umani, storicamente negati in Peru'.

Un'altro tema pendente per Humala e' la questione del lavoro minorile dove nel paese andino 3 milioni di bambini/e sono coinvolti in attivita' lavorative.

Sperimentare il dialogo tra le differenti posizioni sulla questione del lavoro infantile e sostenere l'azione dei vari Movimenti con un unico obiettivo comune -la difesa dei diritti dell'infanzia- per aumentare e migliorare incidenza e partecipazione dei bambini e adolescenti a livello locale e nazionale. Questa, in estrema sintesi, la nuova sfida aperta da ProgettoMondo Mlal in Perù, Bolivia e Colombia, con l'avvio ufficiale del nuovo Progetto di cooperazione allo sviluppo, cofinanziato dall'Unione Europea, il Mestiere di crescere.

Il massimo esperto in materia di infanzia, il peruviano Alejandro Cussianovich, collaboratore storico di ProgettoMondo Mlal, Direttore dell'Istituto IFEJANT (www.ifejants.org ) e relatore alla cerimonia di inaugurazione del Progetto, lo scorso 30 marzo a Lima, ha pubblicamente ribadito quanto sia necessario e prezioso un intervento di questo tipo a fronte delle diverse problematiche, più che mai attuali in ambito educativo, salute e protezione sociale, e più che mai vive in contesti come quelli peruviani, colombiani e boliviani, sia in ambito peri-urbano che rurale. Anche per questo ha perciò salutato con particolare interesse la nuova attenzione che l'Unione Europea con questo cofinanziamento concede a questo particolare aspetto dei diritti dell'infanzia attraverso il cofinanziamento al Progetto Il Mestiere di Crescere.

L'assessore principale della Commissione di revisione del Codice dei Bambini e Adolescenti del Congresso della Repubblica, German Alvarez Arbulu ha ricordato che, nonostante permangano delle differenti posizioni ideologiche sul lavoro minorile, è importante rimanere uniti per quanto riguarda la difesa dei diritti dell'infanzia, e in questo senso ha sottolineato una completa apertura, da parte della Commissione, a proposte e Piani che verranno presentate delle istituzione coinvolte nel Progetto (http://progettomondomlal.blogspot.com/2011/04/il-mestiere-di-crescere-un-impegno-per.html ).

DOCUMENTO ONG ITALIANE IN PERU'
LA MEMORIA SANA; LA GIUSTIZIA RIPARA...

Sollecitiamo l'applicazione delle raccomandazioni della "Comissione della Verità" (CVR) in Perù.

Siamo varie organizzazioni della società civile italiana che da piu' di 20 anni lavorano per sostenere l'effettiva democratizzazione di un Perù plurietnico e multiculturale, appoggiando sopratutto il processo di sviluppo dei soggetti piu' emarginati come le donne, i popoli indigeni, i minori di strada e lavoratori, i settori poveri della citta' come della Sierra andina e della Selva amazzonica. Il nostro modo di "fare cooperazione" è intenderla e praticarla come espressione di una solidarieta' e di uno scambio tra Nord e Sud del mondo che sia spazio di cittadinanza, che sia scelta di giustizia. E' a partire da questa prospettiva di ricerca della giustizia, che consideriamo necessario esprimere nuovamente il nostro sostegno al processo avviato dalla Commissione della Verità e della Riconciliazione - CVR.

L'impegno del Parlamento e del governo Italiano

Il nostro impegno in Perù nell'ambito della cooperazione internazionale ha trovato una sponda nel Parlamento Italiano che ha recentemente votato all'unanimità la relazione del Senatore Francesco Martone (Verdi), segretario della commissione Diritti Umani del Senato.La risoluzione n. 2737 votata il 19 aprile scorso considera che "è stato avviato in Perù un processo di verifica sulle violazioni dei diritti umani commesse negli anni del governo autoritario del presidente Alberto Fujimori e dai governi precedenti; che tale processo prende il nome di Comisión de la Verdad y Reconciliación e che ha l'appoggio di numerose organizzazioni sociali e civili peruviane, nonché delle principali organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani e delle Nazioni uniti e della Comisión interamericana de derechos humanos (Cidh)". Si cita "...un recente rapporto, reso pubblico all'inizio di marzo 2004, che la Cidh ha emesso una serie di raccomandazioni per il governo peruviano, in particolare perché il procedimento avviato con la CVR sia completato entro un tempo ragionevole e fissato, garantendo anche l'indennizzo alle vittime di abusi e ai loro familiari". In questo senso, il Governo Italiano si impegna ad, "attivarsi in tutte le opportune sedi, bilaterali e multilaterali, per fare sì che il governo peruviano adotti e rispetti le raccomandazioni della Cidh e della CVR, assicurando in particolare l'indipendenza della magistratura, tanto di quella ordinaria, quanto dei giudici incaricati di indagare sulle violazioni commesse dai governi precedenti; che tutte i rilevanti accordi internazionali siano rispettati dal governo peruviano, con particolare attenzione a quelli relativi ai diritti delle minoranze indigene e per la tutela delle risorse naturali".

Dibattito parlamentare sulla relazione Italia-Peru

Consideriamo opportuno riprodurre un brano dell'intervento nel dibattito parlamentare del senatore Francesco MARTONE (Verdi Europei) che rappresenta un ponte con la realtá dell'America Latina e con il Perú (ricordiamo appoggio alla mobilitazione internazionale in difesa del popolo di Tambogrande e dalla sua lotta contro lo sfruttamento minerario)."Rispetto alle dimensioni del conflitto interno, le stime delle vittime indicate dalla Relazione Finale della CVR superano tre volte la cifra che finora si presumeva. Questo orribile saldo, maggiore delle stime indipendenti di 30 mila morti e desaparecidos della dittatura militare in Argentina, risulta essere il secondo più grave dell'America latina, dopo le 200 mila vittime della repressione della guerra civile in Guatemala. La maggioranza delle vittime viveva nelle zone rurali, tre su quattro parlavano Quechua, il 68 per cento aveva conseguito una educazione primaria completa o incompleta. Con questo ordine del giorno, che spero il Governo vorrà accogliere, chiediamo un impegno affinché vengano adottate dal Governo peruviano tutte le raccomandazioni, sia della Comisión interamericana de derechos humanos sia della Comision Verdad y Reconciliación, che si garantisca e assicuri il rispetto dei diritti dei popoli indigeni e per la tutela delle risorse naturali del Paese e perché il Governo italiano, appunto, trasmetta questo ordine del giorno alle autorità competenti del Governo peruviano". Nel dibattito parlamentare, il Sottosegretario di Stato On. Mario BACCINI ha dichiarato che "il Governo ha condotto nei riguardi dell'America centro-meridionale in generale e del Perù in particolare, una politica di diplomazia preventiva volta ad incrementare la crescita di democrazie giovani e in qualche caso fragili. Parte di questo indirizzo di politica estera è senz'altro caratterizzato dalla negoziazione della riduzione del debito estero del Perù, convertito in fondi per programmi di scolarizzazione nel paese; osserva, altresì come accordi quale quello in esame rappresentano senz'altro un utile strumento volto a rinsaldare la forza dei rapporti bilaterali e ad evitare aree di impunità che rappresenterebbero dei vulnera alla effettività dei due ordinamenti penali".

La nostra proposta

L'impegno del Governo italiano nel rafforzamento di questi processi di crescita e radicamento democratico dovrebbe quindi, nel pieno rispetto della politica interna del Perù e attraverso i vari e diversi strumenti di politica estera, di cooperazione e di collaborazione culturale, stimolare le iniziative di diversi settori istituzionali presenti nel paese per non mancare l'appuntamento storico rappresentato da un' analisi seria e profonda sulle cause e conseguenze della vicenda che ha insanguinato il Perù. Un' analisi compiuta da una entità imparziale, con un mandato istituzionale e composta da personalità di prestigio, quale la Comisión de la Verdad y la Reconciliación. Consideriamo che la riconciliazione nel Paese andino è rappresentata dal riconoscimento della dignitá delle vittime; dal rispetto per il dolore dei sopravvissuti e familiari; dal ritrovamento dei corpi dei "desaparecidos" e quindi dalla sedimentazione e "chiusura" di un lutto sospeso e impossibile da elaborare; dal risarcimento morale e –in alcuni casi- anche tangibile alle vittime innocenti della violazione di diritti umani. Si suggerisce quindi di utilizzare tutti gli strumenti di cui è dotato il Governo italiano per favorire il processo di riaffermazione della memoria storica, riconciliazione nazionale, riconoscimento, dignificazione e risarcimento delle vittime. Si sottolinea come non manchino strumenti anche innovativi, quali per esempio il Fondo italo-Peruviano, entità bi-nazionale che gestisce le risorse economiche generate dalla operazione di conversione del debito pubblico peruviano con l'Italia. E' possibile e positivo dare una attenzione particolare alla tematica anzidetta, per una quota di tale Fondo, sapendo che la lotta alla povertà passa anche per tali processi e che le principali vittime della violenza degli anni Ottanta e Novanta in Perù, sono come detto contadini poveri delle zone andine e comunità indigene. Una sinergia per esempio, tra l'operazione di riduzione del debito e il F.I.P., e l'agire delle istituzioni culturali italiane in Perù, delle ong italiane presenti, inoltre, potrebbe rappresentare una qualificante modalità per stimolare risposte proprie della società peruviana. Come ONG italiane presenti in Perù da molti anni crediamo esista una continuità oggettiva tra ricostruzione di vicende e storie personali di violazione dei diritti umani, che hanno coinvolto migliaia di persone, riappropriazione della memoria storica di un ventennio oscuro, e rafforzamento di un processo di transizione democratica che –nella sua vulnerabilità- rappresenta l'unica garanzia perchè il Perù sia attore di stabilità, pace e garanzia del rispetto dei diritti umani e degli accordi internazionali.

Promuovono: Terra Nuova - Centro per il Volontariato (www.terranuova.org) Osservatorio Indipendente sulla regione Andina SELVAS.org (www.selvas.org)Associazione Solidarietà Paesi Emergente ASPEm (www.aspemitalia.it)Movimento Laici America Latina – MLAL Progetto Mondo (www.mlal.org)Gruppo Volontariato Civile GVC (www.gvc.it)Comunità Santo Spirito,Rivista "Amigos de Villa" (direttore Guido Sattin: http://venus.unive.it/sattin/web.htm)

Adesioni:

Monica Frassoni – Parlamentare Europea, Presidente del gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea (www.monicafrassoni.it http://www.greens-efa.org)Francesco Martone – Senatore della Repubblica, Verdi (www.francescomartone.it)S.A.L. Onlus - Solidarietá con l'America Latina, presidente don Luca Pandolfi (www.saldelatierra.org)Caschi bianchi in Perù – FOCSIV (http://italy.peacelink.org/antenne/articles/art_5853.html )Padre Mosè Mora – missionario comboniano (www.giovaniemissione.it)Don Alberto Vigorelli – Parroco di Puerto SupeAssociazione Solidarietá e Cooperazione ASOC (www.asoc.it)ARCI – Cultura e Sviluppo (www.arci.it)Associazione NATs Treviso (www.natstreviso.org)Peacelink – telematica per la pace (http://italy.peacelink.org/latina/)Redazione LATINOAMERICA-online www.latinoamerica-online.info Campagna per la Riforma della banca mondiale CRBM (www.crbm.org) Claudio Fava – Parlamentare Europeo, Democratici di Sinistra (www.claudiofava.it) Don rescenzio Moretti – prete fidei donum (www.fondazionecum.it) Claudia e Alberto Birocco – Servizio Volontariato Internazionale SVI di Brescia (http://www.svi.unimondo.org) Don Gianni Cesena e Luca Moscatelli, Ufficio Missionario Diocesi di Milano (www.chiesadimilano.it) Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario FOCSIV – Presidente Sergio Marelli (www.focsiv.it) Fausto Bertinotti – Parlamentare Europeo, Rifondazione Comunista (http://www.rifondazione.it/hp/index.html) Roberto Musacchio – Parlamentare Europeo, Rifondazione Comunista (http://www.rifondazione.it/hp/index.html)Nichi Vendola – Parlamentare Europeo, Rifondazione Comunista (http://www.rifondazione.it/hp/index.html)Vittorio Agnoletto – Parlamentare Europeo, Rifondazione Comunista (www.vittorioagnoletto.it)Luisa Morgantini – Parlamentare Europeo, Rifondazione Comunista (www.luisamorgantini.net)Tana de Zulueta – Senatrice della Repubblica, Italia dei Valori (www.tanadezulueta.it)Luana Zanella – Deputata della Repubblica, Verdi (www.verdi.it)Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione – CRIC (www.cric.it)Frei Joao Xerri, OP, Co-promotore Internazionale commissione "Giustizia e Pace" dell'ordine dei Dominicani a livello MondialeCampagna SDEBITARSI (www.sdebitarsi.org)Padre Ambrogio Luigi Cortesi Girola, missionario a Huacho (Peru')Associazione NATs – Bologna (www.associazionenats.org )Tino Bedin – Senatore della Repubblica, Margherita-Ulivo – (www.tinobedin.it)Ong CESVI – Cooperazione e Sviluppo (www.cesvi.it)Daniela Rossini Oliva – Cooperante e psicologa del Comune di Alcamo (PA)Giulietto Chiesa, Parlamentare Europeo – Italia dei Valori, Presidente dell'Associazione "Megachip, democrazia della comunicazione" (www.megachip.info)Marina Sereni - Deputata della Repubblica e responsabile della politica estera dei Democratici di Sinistra. 

Note:

*Cristiano Morsolin, esperto dell'Osservatorio sull'America Latina SELVAS che vive nella regione andina (Peru'-Ecuador-Colombia) dal 2001.

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