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Fonte: Manuel Rozental - 01 settembre 2011

Non più guerra: Pace, ma la pace dei popoli che è senza il Libero Commercio, senza le leggi di spoliazione, senza il terrore, che è una pace con verità, giustizia e riparazione integrale, con Stati che adempiano ai loro doveri senza che sia importante chi li governi, e, soprattutto, con un’agenda dei popoli che non si deve né ignorare, né negare, né soppiantare con la pace di quelli che sono in alto. La pace  della Madre Terra in libertà, della donna senza catene né silenzi, della vergogna convertita in specchio che ci guarda senza clemenza e con tenerezza e raggiunge infine il mai più !!! Quest’agenda disturba, ma è necessaria. Questa donna continua incatenata ma è la verità.

Iván Cepeda, video con prove: http://www.elespectador.com/noticias/politica/articulo-295939-acusan-gobierno-uribe-de-favorecer-empresarios-compra-de-tierras)

In questo video si illustra il caso di Montes de María,  specificamente María la Baja. Ma in tutta la Colombia si sta passando, con il modello Santos di Unità Nazionale, alla fase post-conflitto. Un modello che avanza in Messico, Honduras, Guatemala, Afganistan e va espandendosi ad altri territori con adattamenti locali. L’occupazione fascista transnazionale in guerra contro i popoli. Legare la Madre Terra per penetrarla, violarla, sfruttarla e farla sorridere mentre questo accade.

Il modello Colombia di Libero Commercio, percorso di sterminio e stabilizzazione. 

Una volta derubati i popoli, consegnati i territori a forza di terrore da parte delle forze armate legali e illegali, di sinistra o di destra, che hanno contribuito agli sfollamenti massivi ed a offrire il pretesto per l’occupazione dei territori da parte delle transnazionali, entra in vigore il TLC (Canada) attraverso il quale penetrano tutti gli altri. Approvate o in corso d’approvazione le riforme legali e costituzionali che istituzionalizzano la spoliazione e la consegna di ricchezze, risorse e popoli, arriva l’ora della pace. La pace di donne incarcerate, incatenate, violate, messe a tacere, senza diritti, colpevoli di quello che gli è accaduto, pregando e ringraziando Dio. La pace della Colombia, donna incatenata e violata. La pace del tormento che cessa in cambio del silenzio e della menzogna.

Per pochi, lavoro nei processi di sfruttamento. Processi giudiziari spettacolari contro pochi colletti bianchi ed altri, perché sembri che si faccia giustizia mentre le leggi, gli accordi e i beneficiari del ladrocinio e del terrore sono protetti e occultati.

Gli sconfitti, sotto costrizione, hanno due opzioni (come le donne colpite, violate, messe a tacere): accettare i benefici (pane duro) sotto il regime della spoliazione e del libero commercio, o rimanere sotto il giogo del terrore e dell’invisibilità. Non è pace quella che arriva, ma sconfitta e silenzio. La guerra è servita solamente, venisse da dove venisse, per implementare questo regime d’accumulazione insanguinata. Questo paese (donna che già non piange più) proprietà-campo di sterminio e sfruttamento minerario in mano a privati.

Prima si definisce un territorio d’interesse per latifondisti o transnazionali (tutto il paese). Poi si semina il terrore, si massacra, si incute paura. Si fanno sfollamenti forzati, si ruba, si sgombrano le terre (guerra contro il narco-traffico, guerra contro il terrorismo, guerra insurrezionale … tutte guerre contro i popoli per liberare il commercio a favore delle transnazionali e dei latifondisti). La guerra, venga da dove venga, va a beneficio del progetto di Libero Commercio. Consegna il paese alle transnazionali. A questo serve. Non è solamente in Colombia ma anche dalla Colombia. Ci sono altre donne incatenate che vengono distrutte.

Il governo annuncia che le terre sono vuote, libere (lo fa il Presidente) e il suo Ministro s’incarica di venderle, di regalarle, di tenerle per i suoi amici e padroni (sfruttamento minerario, petrolifero, coltura della palma, agro-affari, turismo, bananeti, narcotraffico, biodiversità, acqua… speculazione e fede nell’investimento). Siccome la legge non lo permette, la legge viene violata, ignorata, modificata dagli stessi congressisti, eletti grazie al lavoro degli squadroni della morte, tutti al servizio di transnazionali (lo sanno bene Chiquita, Dole, Del Monte, e lo sanno i paramilitari  che sono stati estradati esattamente due giorni dopo averlo confessato al popolo degli EEUU:

(http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=5228111n)

Oggi, le terre sono dei grandi impresari o dei loro prestanome. Più del 50% del territorio nazionale è delle società minerarie canadesi (vedere diapositiva:

(http://www.google.com.ar/imgres?q=solicitudes+mineras+y+usos+de+la+tierra,+Min+colombia&hl=es&sa=G&gbv=2&tbm=isch&tbnid=O675cSjvZi2NHM:&imgrefurl=http://malcolmallison.lamula.pe/tag/conflictos&docid=dflNma9Vd8Ph9M&w=1024&h=600&ei=xFdfTuO4F821tgft6KmlCw&zoom=1&iact=hc&vpx=359&vpy=89&dur=655&hovh=87&hovw=148&tx=169&ty=83&page=3&tbnh=87&tbnw=148&start=24&ndsp=11&ved=1t:429,r:2,s:24&biw=1024&bih=393).

Si specula con tutto quello che queste terre promettono o posseggono. I comandanti paramilitari vengono estradati perché non raccontino per chi hanno lavorato, chi è nelle grandi élite transnazionali, nelle grandi corporazioni, banche, organismi multilaterali che ha disegnato questa strategia di libero commercio a sangue e fuoco. Al punto di squartare, massacrare, mentire, rubare e trasformare il paese in un campo di sterminio e lavoro forzato (in tutte le donne vessate). Gli assassini, o gli esecutori, lavorano per le imprese che si sono impossessate delle terre. I derubati sono sotto minaccia e vittime di crimini. Il territorio è vigilato dalle BACRIM, bande criminali che sono paramilitari con altro nome, e dalle forze armate che sono le stesse oggi e sempre, con le stesse fonti di finanziamento.

Santos era Ministro della Difesa quando tutto questo processo si è accelerato. Santos oggi è Presidente. Si firmerà una pace che protegga gli impresari che hanno tratto benefici da questi delitti (e questo lo chiamano speranza, buon affare, priorità), si promulgano leggi ancora più aggressive di quelle che propose Uribe e che si riuscì ad abolire (Estatuto de Desarrollo Rural), perché tutto, assolutamente tutto, rimanga nelle mani di élite transnazionali del Brasile, del Messico, della Cina, dell’Unione Europea, del Canada, degli EEUU. Ossia, che hanno lì casa e ufficio, perché la loro proprietà è il pianeta intero (stupratori specializzati. Torturatori di donne incatenate. Colombia, il mondo, la Madre Terra, una donna incatenata per essere penetrata e goduta da questi signori e da chi gli ubbidisce e li serve). Il lavoro sporco è fatto. La Colombia è una proprietà per lo sfruttamento delle transnazionali e dei loro soci. Per le speculazioni d’investitori, per l’arricchimento di gruppi finanziari, per proteggere le valute che si svalutano in beni comuni, ora che la loro scarsità li valorizza.

Ora, si deve accumulare attraverso quello che si è ottenuto. Sottrarre la ricchezza alla vittima incatenata, penetrata e obbligata a mostrare la faccia sorridente e felice. Lei è la pace che si propone. La guerra, quella che hanno fatto tutti in nome dell’uno o dell’altro, ha già svolto il suo compito. Ora arriva la pace della spoliazione, dell’obbrobrio, delle fosse comuni, del si padrone, delle mafie, delle bandiere bianche, di coloro che per un po’ di monete scambiano il loro popolo e consegnano le agende.

Certo che bisogna farla finita con la guerra. Si sarebbe dovuto farlo da tempo, perché la guerra c’è, c’era e continua ad esserci perché tutto rimanga ai capitalisti e ai mafiosi, i codardi stupratori che incatenano la loro Madre, la nostra, quella della vita, per divorarla.

Ma così come erano e sono bugie tutti i motivi della guerra, la pace che viene proposta non è pace fino a quando ci saranno TLC, spoliazione, ladri al potere e beneficiari mafiosi e privati (mentre lei è incatenata e continuano a violentarla).

Non più guerra: Pace, ma la pace dei popoli che è senza il Libero Commercio, senza le leggi di spoliazione, senza il terrore, che è con verità, giustizia e riparazione integrale, con Stati che compiano i loro doveri senza che importi chi sia che governi e, soprattutto, con un’agenda dei popoli che non si possa né ignorare, né negare, né soppiantare con la pace di quelli che sono in alto. La pace della Madre Terra in libertà, della donna senza catene né silenzi, della vergogna convertita in specchio che ci guarda senza clemenza e con tenerezza e ottiene infine il mai più !!! Quest’agenda disturba, ma è necessaria. Questa donna continua incatenata ma è la verità.

Tutto il resto è la sconfitta firmata come armistizio tra guerrieri. Firmata con baldanza in un contesto legale transnazionale conosciuto come Trattato di Libero Commercio, la cui estensione al Canada è ora vigente e il cui proposito è rafforzare legalmente la spoliazione, l’espropriazione e l’appropriazione privata di territori, ricchezze, lavoro, risparmi e consumo a favore delle transnazionali. La pace dei maschi che si danno un altro abbraccio e si mettono d’accordo a nome di tutti. È oggi, lo grida la Madre incatenata, il dilemma rinviato ma reale: o Libero Commercio, a l’Agenda dei Popoli, della donna liberata e con memoria. A chi da fastidio quest’agenda, incomoda la Pace e la dignità della donna violentata che esce per sempre dalla spoliazione e dal dolore. La preferiscono incatenata e vogliono servirsi della guerra, ottenerne profitti, qualsiasi profitto, dall’alto o dal basso, a nome di sinistre o destre, e che vengano da dove vengano. La pace è libertà e tenerezza con forza di popolo, non silenzio né complicità.

Note:

http://www.nasaacin.org/

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